Il lavoro, un diritto che la Costituzione garantisce e la realtà nega e con esso viene meno anche una porzione di libertà e di democrazia, individuale e di cittadini. Senza lavoro si diventa fragili e tutto è compromesso, si diventa ricattabili e si cede, per bisogno, senso di responsabilità, per tirare avanti.

Senza lavoro si perde la dignità di uomini e donne e la disperazione diventa la sola bussola, che può spingere alle peggiori scelte. Dobbiamo ripartire dai diritti e spiegare, soprattutto ai giovani, che al lavoro ci si prepara; di non credere a chi, soprattutto in un momento come questo nella nostra città, il lavoro lo premette senza merito.

A loro, ai ragazzi, vorrei dire, fate la vostra parte, impegnatevi, continuate a crederci, nel vostro futuro e in quello che avete scelto di studiare e di fare, cercate i vostri talenti e non abbiate timore di scoprirli.

Il nostro compito, invece, è di creare per voi le condizioni migliori, di promuovere politiche attive, di progettare una visione di città moderna, accogliente, viva! La politica e chi governa non può stare a guardare.

La nostra città ha un passato produttivo importante del quale non tutto è perso, mi riferisco al tessile e calzaturiero, ma anche alla terra, un’altra grande risorsa. E sono tanti, ovunque, i giovani che sentono il richiamo forte di questo mestiere.

Ma si deve crescere anche nel cambiamento, in un progetto di sviluppo sostenibile, che punti alla rigenerazione della città. E’ un’impresa difficile, ma questo vuol dire soltanto che non c’è altro tempo da perdere, si deve avere il coraggio di tentare, di impegnarsi e di essere operosi, come i barlettani sanno fare.

Cosimo Cannito

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