Prime consultazioni sulla rigenerazione urbana

Un percorso partecipativo di interazione con la città, quello che sta interessando la popolazione barlettana circa la riorganizzazione di alcune aree urbanistiche nella cosiddetta Cittadella dello sport, la zona che va da Viale Dante Alighieri, a via Vittorio Veneto, passando da via Leonardo da Vinci.
L’incontro svoltosi ieri pomeriggio al Gos è il secondo dopo quello del 18 Marzo tenutosi presso il liceo Scientifico di Barletta, in cui è stato presentato il piano, ascoltati gli interventi e le domande, e sottoposto ai cittadini un questionario in cui veniva sondato l’effetto del progetto alla cittadinanza.

Principale, infatti, è stato il coinvolgimento degli abitanti della città, a cui viene chiesto di dire la propria e di offrire il proprio parere e contributo in merito al progetto, dando la possibilità di presentare nel giro di un mese le proprie osservazioni, e di discuterle con gli organi interessati.
Il responsabile del progetto Vitobello, con l’architetto Salvemini, ha chiarito alcuni aspetti tecnici dell’opera evidenziando come questa rigenerazione urbana sia destinata ad una riqualificazione di zone dismesse per progetti che mirano ad essere utili per la comunità.
Una proposta urbanistica che nasce, infatti, per dare una nuova destinazione d’uso, diversa da quella abitativa, ad aree in cui si trovano, ad esempio, vecchie strutture industriali abbandonate ed inutilizzate da anni, creando qualcosa che sia più fruibile per la cittadinanza.

Ovviamente l’area di intervento presenta sia punti di forza, come attrezzature sportive già presenti e ampie aree parcheggi, ma anche criticità tecniche come edifici ormai dismessi incompatibili con la destinazione urbana.
La zona in questione è una vera e propria barriera urbana che deve andare a riorganizzare l’assetto urbanistico, risanare e riqualificare l’ambiente urbano creando qualcosa che sia fatto apposta per la società e che miri ad essere di pubblico servizio.
Nell’area in questione, infatti, sono previsti ampi spazi verdi e strutture educative e formative, per esempio il progetto prevede anche un asilo nido, tutto questo intorno a pilastri simbolici della zona come i due vecchi abeti presenti, e che diventano nel progetto secondo i realizzatori veri simboli urbani.

Le strade e i parcheggi, i vari servizi pubblici, un verde pubblico attrezzato andranno ad collocarsi nei 3mila e 856 mq, cercando di restituire una vivibilità alla zona che sia caratteristica di una città più sociale, culturale ed economica; un attenzione alle esigenze delle periferie e che mira a non lasciare inespresse alcune zone poco sfruttate in passato in un territorio ricco di potenzialità.

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