Primarie PD a Barletta: tutto come sempre?

Cosa è cambiato nel PD di Barletta con le Primarie di ieri? In estrema sintesi: nulla. Partiamo da un elemento marginale, ma altamente simbolico. I primi due eletti con i candidati segretari Renzi e Cuperlo. Dei cinque posti spettanti alla BAT nell’assemblea nazionale, 3 sono andati a Renzi e 2 a Cuperlo. Ma chi sono i primi due eletti, chi sono i capolista di Renzie Cuperlo? Ogni barlettano che abbia letto almeno una volta in questi anni il giornale, o che abbia acceso la tv per un telegiornale locale, conosce la risposta: Caracciolo e Mennea.

Insomma come sempre negli ultimi anni qualsiasi dialettica, qualsiasi confronto interno, qualsiasi battaglia per l’egemonia si riduce, a Barletta, a un duello tra i due consiglieri regionali. Se l’uno va in una direzione, è scontato che l’altro prenda il sentiero opposto. Cambi di amministrazione, congressi nazionali che passano, primarie che si susseguono. Ma Caracciolo e Mennea continuano ad essere la prima linea della politica barlettana. Questo dato significa due cose. La prima: Caracciolo e Mennea sono continuamente in grado di assimilare anche nuovi ingressi nel PD e di rimanere comunque egemoni nel proprio campo. La seconda: le terze vie non sono capaci di sfondare il tetto di un consenso modesto. E’ capitato allo scorso congresso cittadino con la candidatura di Antonio Divincenzo; ricapita oggi con la mozione Civati.

Il giudizio sulle Primarie di ieri dipende sostanzialmente dal giudizio che ciascuno ha di Matteo Renzi. Un trionfo di quelle proporzioni non permette valutazioni diverse. Una valutazione certamente si può fare: una porzione importante di quel 70% di voti a sostegno di Renzi è frutto di un risentimento. Il risentimento nei confronti della classe dirigente del centrosinistra. L’ha ripetuto anche ieri sera, appena eletto, il Sindaco di Firenze: “Finisce oggi la classe dirigente della sinistra di questi anni”.

Forse sarebbe il caso di partire da qui per comprendere come mai, a Barletta, il balletto della classe dirigente finisca sempre col riproporre due soli protagonisti. Come mai tutti gli altri stiano a guardare. Forse gli elettori nutrono grande fiducia. Forse non sono loro i (co)protagonisti dei fallimenti delle ultime amministrazioni comunali. Forse il loro percorso è pieno di successi e vittorie per la cittadinanza intera.

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32 anni, laureato in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma e docente abilitato tramite TFA, Tirocinio formativo attivo. Ha conseguito inoltre: il dottorato di ricerca in Diritto delle relazioni di lavoro (Fondazione Marco Biagi di Modena), il master in Counseling filosofico ed esistenziale (Università Pontificia Salesiana di Torino) e il Diploma avanzato in studi europei (Collegio europeo di Parma). Ha lavorato su temi europei presso: il Patto territoriale Nordbarese ofantino a Bruxelles, il Parlamento europeo, il Ministero della Pubblica Istruzione, l'Ufficio scolastico regionale pugliese. Ha insegnato Filosofia e Storia nei Licei ed è docente di Istituzioni e Programmazione comunitarie per il Master in Europrogettazione della società Eurogiovani. Ideatore del progetto "Punti di fuga", counseling filosofico per i detenuti. Ha svolto il praticantato da giornalista pubblicista presso Barlettalife. Attualmente è HR Assistant per la società Proger a Riyad, Arabia Saudita. Grande passione per la politica e grande allergia per i politici. Ama la musica classica e il jazz, la scrittura in tutte le sue forme, i gatti (soprattutto uno, il suo, che si chiama Garibaldi)

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