Presentato a Barletta il Piano Regionale delle Coste

Solo attraverso la mediazione sarà possibile valorizzare e salvaguardare la costa
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Si è tenuto ieri, presso la Sala Rossa del Castello, l’incontro con gli operatori e le associazioni sul rapporto tra il piano regionale delle coste e la pianificazione comunale. Tra i relatori il dirigente del settore Demanio della Regione Puglia, Ing. Giovanni Vitofrancesco; l’assessore alle politiche del territorio, Azzurra Pelle; il dirigente dell’Area tecnica, Giuseppe Merra. Si è partiti dal presupposto che il piano regionale delle coste è necessario in quanto vede il coinvolgimento di oltre 60 comuni che, solo unendo le proprie forze (e ovviamente le proprie finanze), potrebbero finalmente riuscire ad aumentare le capacità di sviluppo del territorio. In apertura dei discorsi l’assessore Pelle ha precisato «In questo incontro non vogliamo che vengano presentati solo problemi ma se è possibile anche proposte dai diversi operatori. Il piano comunale è in fase formativa poiché è stato analizzato già nella precedente amministrazione».

 Il primo intervento concreto è toccato al sindaco Pasquale Cascella, parso realmente interessato e preoccupato per la problematica della salvaguardia e valorizzazione della costa, tant’è che non sono mancate frecciatine all’itera amministrazione. Dopo i consueti auguri di buon lavoro, il primo cittadino di Barletta ha sottolineato di come il loro insediamento sia coinciso con diverse scadenze e con l’inevitabile divario del piano regionale e comunale, nonché con un insieme di questioni urbanistiche da risolvere. «Abbiamo un patrimonio da riscoprire, valorizzare e integrare con un’immagine compiuta della città. Immagine che purtroppo non abbiamo. Chi come me deve inseguire fantasmi e sanare buchi neri, che strumenti ha? Già da tempo istituzioni, enti e privati potevano intervenire. Non solo oggi davanti a fotografie di stabilimenti balneari storici, abusivi, senza condono o spiagge libere. Tutti ci chiedono di intervenire ma a questo punto è necessario parlare di interventi che includano una visione e una strategia di sviluppo, ma soprattutto chi siano consapevolmente alla portata dei problemi da affrontare» ha dichiarato il sindaco puntualizzando che le spiagge libere dovrebbero essere gestite dall’amministrazione comunale per diversificare l’offerta, dal momento che le nostre spiagge sono utilizzate anche dalle città dell’entroterra.
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Il dirigente Vitofrancesco ha opportunamente ricordato che il demanio costiero – comprendente ben 920 km di costa – è il nostro più grande bene pubblico, ma che a tutti gli effetti è ‘proprietà’ dello Stato. Infatti nel 2010, attraverso il “Federalismo Demaniale”, era previsto che il demanio marittimo transitasse alle regioni. Ovviamente così non è stato poiché i decreti legislativi non sono mai stati emanati. Ora, aldilà di quello che è stato fatto – o non fatto – in passato da precedenti istituzioni e amministrazioni, è doveroso nei confronti dei cittadini stabilire delle regole generali che abbiano come unico fine la salvaguardia della costa, da tempo immemore sottoposta a violenze di vario tipo. Per far fronte ai numerosi problemi che affliggono la costa e le acque che toccano Barletta è pertanto indispensabile un progetto che preveda interventi realmente necessari e che possibilmente crei nuovi posti di lavoro per i cittadini. In che modo si creano occasioni di progresso e occupazione? «Purtroppo nessun intervento può garantire lo sviluppo sostenibile, nonostante questo sia preteso dall’articolo 9 della Costituzione. Bisogna tenere le spiagge pulite, creare un assetto armonioso e organico senza realizzare brutture com’è stato fatto in passato. È facile immaginare il progresso ma qui bisogna fare i conti con il passato ed è di vitale importanza che il gioco sia lo stesso per tutti» ammette subito Vitofrancesco, rimproverando alla Regione Puglia il fatto di non saper “pianificare” e di bloccare alcuni progetti ritenendoli dannosi, senza sapere che prima di proporre un piano se ne verifica la stabilità. Vitofrancesco ha ipotizzato, infatti, che forse nessuno legge i principi della L.R 17/2008 in cui è scritto che l’accessibilità al demanio marittimo dovrebbe essere fruibile a tutti (anche ai disabili che dovrebbero poter utilizzare l’attrezzatura adeguata a fare il bagno, ad esempio) e che lo sviluppo sostenibile del patrimonio costiero è imprescindibile poiché se viene meno la qualità, diminuisce il target di utenza. «Bisogna mettere in atto un processo di partecipazione e coinvolgimento. Tra i tanti interessi ne deve prevalere uno solo: quello dei cittadini, perché è da loro che arriva il confronto» ha dichiarato infine.

All’incontro erano presenti i proprietari di diversi stabilimenti balneari che con gli altri presenti sono stati delucidati sulla differenza tra Piano Spiagge (obiettivo esclusivamente commerciale senza l’approfondita conoscenza del territorio) e Piano Coste (è la cornice del quadro ma i colori li devono mettere i comuni: deve essere una pianificazione regionale-comunale). A quanto pare a circa l’80% della costa è occupata da spiagge private: per questo motivo il piano regionale fissa il limite massimo di occupazione al 40% mentre il restante 60% dovrà essere destinato spiagge libere (anche tramite l’espropriazione e la revoca della concessione) che dovrebbero garantire la stessa qualità di servizi. In altre parole, per fare un‘bagno libero’ i cittadini non dovranno più percorre troppi chilometri ma avranno una scelta più ampia dal momento che – secondo il piano – se i proprietari degli stabilimenti non si impegneranno a valorizzare e salvaguardare la terra concessa, la concessione potrà essere revocata. In ultimo Vitofrancesco ha parlato della flessibilità del piano: «Vogliamo semplificare la burocrazia renderla più flessibile, anche per ciò che concerne le concessioni balneari, in modo da valorizzare il demanio marittimo. Le istituzioni devono dialogare fra loro e il piano regionale deve andare  di pari passo con i piani comunali cercando di ottimizzare le risorse finanziare messe a disposizione seppur limitate».

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Al dibattito è intervenuto anche il consigliere regionale Mennea: «Credo che il Piano  regionale sia stato trattato in maniera frettolosa dalla Regione e che la nostra città sia stata poco analizzata non tenendo conto che Barletta  ha una costa lunga 1km e 900 metri e  che deve fare i conti con la foce dell’ Ofanto e il Ciapetta Camaggio. Senza dimenticare la scarsa presenza di impianti di depurazione adeguati. A mio avviso bisogna fare un’analisi supplementare prima di applicare il piano a Barletta, soprattutto ora che la legge regionale del 2006 è in fase di revisione. Non è un caso che circa 69 comuni non abbiano ancora adottato il piano regionale»

 

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Giusy Del Salvatore
Giusy Del Salvatore è nata a Barletta nel 1987. Nella città pugliese porta avanti le sue attività di giornalista, blogger, copywriter, web marketing specialist e social media manager. Dopo la maturità classica conseguita presso il liceo classico “A. Casardi” di Barletta si è laureata in Editoria e Giornalismo presso l’Università degli studi di Bari. Successivamente ha frequentato il “First Master in Giornalismo", il master di “Formazione giornalistica ed editoriale”, il master in "Giornalismo Digitale" e il master in "Social Media e Digital Marketing". È appassionata di ecologia, salvaguardia animale/ambientale, poesia, letteratura, architettura, design, web e social media marketing. Ha iniziato a scrivere professionalmente occupandosi di cinema e spettacolo per la rivista Ecodelcinema mantenendo viva l'emozione della prima pubblicazione. È stata caposervizio del mensile ControStile, affrontando argomenti di ogni genere, realizzando interessanti interviste ed inchieste. Ha collaborato con il quotidiano d'informazione tecnologica HwGadget, con la rivista online LSD Magazine e con il settimanale TempoVissuto scrivendo articoli di approfondimento sociale. Nel 2012 con Aletti Editore ha pubblicato un libro di poesie intitolato "Chiamale come vuoi - Siamo solo poeti incompresi" riscuotendo discreto successo e vari apprezzamenti. Ha ricevuto molteplici premi e riconoscimenti in diversi concorsi poetici e letterari, pubblicando numerose poesie in antologie tematiche. Nel 2016 ha pubblicato la raccolta di poesie illustrate "Criptica come la Luna", edita da Alter Ego, finalista al Premio Carver 2016. È autrice dell’eco-blog Mela Verde News in cui e vengono trattati e approfonditi argomenti relativi alla sfera green. Attualmente è Direttore Responsabile di Barletta News e lavora come freelance per aziende e privati nell’ambito del web e social media marketing. In qualità di esperta coordina gli alunni del liceo scientifico Carlo Cafiero di Barletta nel progetto di alternanza scuola-lavoro.

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