Povertà, speranza e dignità . Il progetto di Libera e del Gruppo Abele

Presso il presidio cittadino di Libera , giovedì 27 marzo è stato organizzato l’incontro di presentazione della campagna “Miseria Ladra”, un appuntamento svolto per chiarire temi sempre più attuali come povertà ed illegalità strettamente correlati tra loro.
Il coordinatore nazionale Giuseppe De Marzo e la coordinatrice regionale Monica Dal Maso evidenziando dieci misure contro la povertà, hanno dato qualche allarmante dato sulla condizione italiana e pugliese in questi anni.
Crisi è ormai la parola più diffusa in questo tempo, quella che più spesso ci rimbomba nella testa, risentita in posti di lavoro, scuole e famiglie.
Proprio dai dati, derivati dalle indagini Istat e Eurostat del 2012 e 2013, parte la riflessione del coordinatore De Marzo, 9 milioni e mezzo sono i poveri relativi di cui il 7,6% in condizione di povertà assoluta, condizione che si ripercuote nella dispersione scolastica, in forte aumento, e nel numero dei precari, ormai saliti a 4 milioni.
Un terzo del paese è povero, il 12% lavora ma resta povero, 112 i suicidi nel 2012, un forte senso di vergogna e un forte senso di inadeguatezza accompagnano questo tempo.
Un immagine davvero spaventosa affiancata da una comunicazione sempre meno chiara e sempre meno veritiera sulle cause di questa profonda crisi,due sono secondo il coordinatore le finte verità trasmesse dai mass media, riguardanti sopratutto il debito pubblico e la spesa sociale, quest’ultima tra le più basse d’Europa . Il fallimento delle banche, la necessità di risarcire il debito, dettano uno  scenario sempre più allarmante in cui lo stato sociale perde sempre più attenzione, e in cui le uniche a trarne vantaggio sono proprio le mafie che trovano terreno fertile in questa situazione sempre più incerta.
La situazione non cambia per la Puglia, la coordinatrice regionale Monica dal Maso partendo sempre dai dati istat, evidenzia come la nostra regione sia la più povera dopo solo la Sicilia, una famiglia su quattro è in uno stato di povertà, il 5,02% non riesce a soddisfare bisogni primari. Disoccupazione, agricoltura e poteri d’acquisto calano a picco come il numero delle nascite. L’associazione nazionale ‘Libera’ parla in conclusione di una costruzione dell’uguaglianza e della giustizia sociale temi sempre più dimenticati dalla politica.
Se la crisi è una condanna non dovrebbero essere sempre i cittadini a pagarne le conseguenze , perché anche la povertà dovrebbe essere considerata illegale.

Commenta questo articolo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here