La situazione politica che si è venuta a creare nell’incerto Consiglio Comunale è come per tutte le cose di Barletta fuori dell’ordinario;  di fatto il Consiglio Comunale e la Giunta esistono in quanto ci sono  i Consiglieri  e  gli Assessori  che lo compongono, ma al momento sono del tutto non operativi, quindi inesistenti. Le criticità presenti in  una coalizione così ampia ed eterogenea sono venute allo scoperto, forti e decise.   

I giornali sostengono che la neonata amministrazione Cannito nonostante la larga affermazione, per essere operativa dovrà superare  problemi di coesione. In altre parole il Sindaco dovrà sempre guardarsi le spalle poichè la sua maggioranza, come si diceva un tempo, rischia  equilibri instabili.  Tuttavia, il nostro moderato ottimismo ci porta a pensare che il Sindaco riuscirà a ridimensionare gli inconsulti  appetiti di alcuni membri del Consiglio Comunale e confidiamo che se non  subito, fra un paio di settimane  prevarrà il buon senso. Qualunque esso sia.

E se cosi non fosse,  tutti a casa?  E’ difficile crederlo per una serie di motivi: primo perché  nessun consigliere saprebbe rinunciare a un traguardo così duramente ottenuto, secondo perché Barletta non può permettersi un altro vistoso vuoto di potere, terzo perché sarebbe una sconfitta personale per il Dott. Cannito che  sarà persuaso  ad  anteporre il bene della collettività agli scatti di orgoglio personalistico, quarto perché non ci sarebbe nessuno disposto candidarsi dopo tale tragedia.

Cerchiamo di capire meglio: vista dall’esterno il Sindaco ha una  sua maggioranza, anche piuttosto consistente,  eterogenea e impaziente. Ora  sembra che non vi sia più.  Tutti i consiglieri della maggioranza  che per un motivo o per l’altro contrastano le decisioni del Sindaco sapevano che la “natura” della coalizione avrebbe creato problemi, ma tutti, pur di salire sul  treno di quello che si preannunciava il vincitore più probabile, ma non certo, hanno sfidato la sorte, i pronostici, le appartenenze ideologiche/parrocchiali e hanno fatto il gran salto. Ma sono caduti male  e qualcuno è ancora visibilmente ammaccato. Reclamano, recriminano,  attaccano. Si sono sentite storie che raccontate in altri contesti possono diventare barzellette. L’uomo della strada che ormai come la casalinga di Voghera è diventato un raffinatissimo analista politico  si domanda dove vogliono arrivare questi incauti marinai dell’ignoto. Gli opinionisti e gran parte della città, esibendo vaticini già annunciati sostengono il Sindaco che secondo l’opinione corrente  sta mostrando prudenza, sopportazione, equilibrio  e anche una bella esposizione mediatica, affaccendato com’è a sovrintendere a rituali che non gli competono del tutto.

Ma tant’è. I nove o dieci piccoli Pantagruel vogliono di più e nel loro inaspettato momento di gloria sottilizzano: questo si, questo no, anzi questo e quello. Potrebbe succedere che questa pattuglia di acrobati in bilico  su un  filo di rasoio, si possa riunire in conclave e annunciare ufficialmente la formazione di un  movimento trasversale che hanno già denominato “malpancista”. Che meraviglia.

E’ sicuro che  nessuno toglierebbe  la fiducia al Sindaco per non incorrere nel punto uno di cui sopra, ma potrebbe porre sulla Consigliatura il sigillo di codice rosso permanente e comportarsi di conseguenza. Ci risiamo.    

Avremmo in Consiglio Comunale i Cannitiani, i Malpancisti  e una opposizione che  ci rimarrebbe malissimo perché le ruberebbero ruolo e visibilità e  poverini non avrebbero niente da fare se non assistere agli sviluppi di questa guerra dei bottoni. Tanto ci pensano gli altri.

Barletta, questa meravigliosa città non smetterà mai di stupirmi.

Luigi Damato

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