Pioggia di Recensioni: Sin City; Posh; Annabelle

Sin City vide la luce nel 2005 in seguito ad una fruttuosa collaborazione tra Robert Rodriguez e Frank Miller, acclamato autore dell’omonima serie a fumetti. Merito di questo ibrido cinematografico, sghembo per buona parte della critica di settore, l’essere il risultato del dispiegamento di un corollario, quale l’atmosfera, a ricoprire ruoli estranei alla propria funzione originaria. Si faccia attenzione, però, a non lasciarsi ingannare dalla copertina. Sin City non fu audacia e gratificazione estatica di mezzi nuovi, (quali il chroma key ) ma passò subito a rappresentare “il nuovo” cinematografico, divenendo sorprendentemente, modello di riferimento Noir d’un cinema di silenzi e d’espressioni, in un bianco e nero torbido e spezzato da colori accesi, gocce di tensione drammatica nel mare di una disillusione violenta e senza redenzione. “Una donna per cui uccidere” è questo e poco altro. Siamo di fronte ad un prodotto ben confezionato, maturo, efficace, ma che sembra essersi già giocato le sue carte migliori. Successo assicurato ai botteghini per quest’action poco “action”, che gioca sul filo di una strada già tracciata. Voto: Gold-star-graphic_(1)Gold-star-graphic_(1)Gold-star-graphic_(1)

Posh_Poster1908Posh è la critica in un cinema di eccessi o , se preferite, appartiene al filone del cinema di critica sociale. Poco cambia rispetto al risultato finale. Le vicende oxfordiane di una banda di giovani e viziati inglesi di buona famiglia, nelle intenzioni della Scherfig (già regista di “An education”, 2009, con Carey Mulligan) dovrebbero essere paradigmatiche di una condizione più ampia, nel solco di una derisione pungente di ambienti che, nati con propositi educativi, finiscono per essere culla di sbandati e di atteggiamenti perennemente al limite. “Posh” invece da la netta impressione ( e ce ne perdoni la Scherfig, ma la mano della cineasta danese manca della personalità registica richiesta in lavori di tal genere) di arenarsi esso stesso nella superficialità di ciò che mette in scena. A questo film sarebbero serviti, e non poco, la sobrietà tramortente di Gus Van Sant in “Elephant” e il coraggio visionario di Danny Boyle in “Trainspotting”. La sensazione invece è quella di trovarci dinanzi ad una malriuscita copia oxfordiana di “Project-X; Una festa che spacca” condita da elementi tipici da teen drama, in cui alla serietà della narrazione si sia voluta sostituire l’eleganza dell’ambientazione. Voto:Gold-star-graphic_(1)Gold-star-graphic_(1)

annabelle-movie-2014-posterssssSpin-off della serie horror targata James Wan, in Annabelle si approfondiscono gli avvenimenti precedenti alla chiusura dell’inquietante bambola in una teca nel seminterrato dei coniugi Warren. La mano è quella di Leonetti, alla sua prima esperienza dietro la cinepresa in un lungometraggio. Già collaboratore e direttore della fotografia nei precedenti episodi della saga iniziata con Insidious nel 2010 e , tra gli altri, in “Dead Silence” dello stesso Wan e “la bambola assassina 3”, Leonetti sceglie un approccio piuttosto classico alla regia, il ché , in un sottogenere (quello delle possessioni demoniache ) in cui il cliché la fa da padrone, non è di certo un merito. I più smaliziati coglieranno certamente uno sterile tentativo di ispirarsi alla caratterizzazione mattutina di un capolavoro indiscusso quale “Rosemary’s baby” (1969), e una sorta di piccolissimo omaggio alla pellicola di Polanski nella scena girata nella laundry dell’edificio. Buona la colonna sonora, ma davvero nulla di nuovo sotto il sole. Voto:Gold-star-graphic_(1)Gold-star-graphic_(1)half star

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Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

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