Pioggia di recensioni: Joe; I due volti di Gennaio; Tutto può cambiare

joe-poster-nicolas-cage-david-gordon-greenJoe” è il secondo film di seguito con ambientazione texana diretto da David Gordon Green. Il cineasta rende dunque omaggio alle terre in cui è cresciuto dirigendo un dramma dalle tinte fosche, distante dalle sue ultime commedie. Il soggetto, tratto da un romanzo dei primi anni ’90, ha in Joe Ransom, burbero lavoratore interpretato da Nicolas Cage, il perno centrale. Sorprende ed emoziona la prova di Cage, finalmente alle prese con un ruolo di spessore, in una filmografia avara di vette recitative degne di menzione. Il microcosmo delle località texane in cui si dipana l’intreccio gode di una rappresentazione lenta e pedissequamente ferma, bloccata, e le intenzioni di regista e sceneggiatore palesano in più di un occasione la volontà di vestire questo dramma di una patina di disillusione, che offre senz’altro un gradevole tocco noir al risultato. Ciò nonostante, “Joe” rimane invischiato nella prevedibilità della vicenda raccontata e mostra il fianco proprio nel suo insistito tentativo di incupire la narrazione con un focus continuo sulle solitudini relazionali del protagonista. Eccessiva forse la durata. Voto: Gold-star-graphic_(1)Gold-star-graphic_(1)Gold-star-graphic_(1)

 
PSK1413032208PS5439291034674I due volti di Gennaio” segna l’esordio alla regia per Hossein Amini, sceneggiatore , tra gli altri, di Drive ( Refn , 2011) e “Le quattro piume” (2002). Ritmo serrato e colori tenui e luminosi per questo piacevole e movimentato thriller girato in Grecia e a Creta. Oscar Isaac, già protagonista dell’ultimo film dei fratelli Cohen ( “A proposito” di Davis ) interpreta un giovane e piccolo truffatore locale, all’occorrenza guida turistica, che invaghitosi di una donna (Kirsten Dunst) giunta in Grecia col marito broker (uno straordinario Viggo Mortensen) finisce per essere invischiato in un crescendo di situazioni pericolose e si ritrova in fuga in compagnia dei due turisti americani. Gli anni ’60 e i luoghi scelti donano un fascino vintage e un aroma particolare alla vicenda, che si avvale di un versante sonoro (curato non a caso dall’immenso Iglesias) azzeccato e piacevolmente intrigante. Soggetto a cui non manca l’aspetto drammatico, evidenziato dalla relazione conflittualmente paterna e dal confronto generazionale tra Isaac e Mortensen. Voto: Gold-star-graphic_(1)Gold-star-graphic_(1)Gold-star-graphic_(1)half star

 

457523Tutto può cambiare” non rappresenta certo un unicum nel panorama cinematografico recente. Il riferimento più ovvio e diretto va proprio al sopracitato “About Davis” (2013), film senz’altro più autoriale, ma incapace di sollevarsi dal magma retorico Coheniano. Gravitando nelle orbite della commedia classica americana, di cui conserva impianto e struttura tipiche, il film finisce per essere una lunga ballata pop, un teatrino in cui misure sentimentali e espressioni emotive non annegano necessariamente nel buonismo confezionato, e in cui la musica riveste ruolo principesco non solo ai fini delle tematiche trattate (pur con la leggerezza della commedia), divenendo corsia e veicolo preferenziale per le svolte dell’intreccio. Il film ricorda a tratti la freschezza di High Fedelty (2000) tratto dall’omonimo romanzo dell’inglese Nick Hornby, ma se ne allontana per l’assenza di un fine esplicitamente umoristico. La presenza di attori come Mark Ruffalo ( buona la sua prova) e Kiera Knightley, oltre ad Adam Levine, cantante e frontman dei Maroon 5 ne rivela il target più intimo e meno impegnato. VotoGold-star-graphic_(1)Gold-star-graphic_(1)Gold-star-graphic_(1)

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Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

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