Piccolo commercio, per Unimpresa Bat a Bari è in forte crisi

Non poteva mancare la polemica agostana e questa volta investe in pieno una questione sempre aperta in quella che, un tempo, era considerata la capitale del commercio per natura, per qualità degli esercizi e degli imprenditori e per potenzialità di un’area, quella barese, che più di tutte le altre, in Puglia, poteva vantare opportunità di sviluppo e di crescita, economica ma anche culturale.
“Possibile che in soli quindici anni tutte queste potenzialità siano state completamente vanificate?” E’ questa la domanda provocatoria ma anche molto attuale che si pone il dirigente e leader sindacale Savino Montaruli, il quale interviene per UNIMPRESA Bari-Bat e UNIONECOMMERCIO – Imprese per le Città, le Organizzazioni di Categoria impegnate a rappresentare oltre il 90% delle Imprese delle due province posto che le altre Organizzazioni storiche, tutte assieme, non rappresentano più del 7-8 %.
In questi giorni calienti sono le dichiarazioni dei rappresentanti di Confcommercio ecc. e di Confesercenti a tenere banco sul delicato argomento ad esse molto ben noto, da decenni.
Nella fattispecie l’Assessora al Commercio del comune di Bari, dott.ssa Palone, spalleggiata dal Campobasso di Confesercenti, alcuni giorni fa spopolava sugli organi di informazione esultando trionfalmente per i dati riportati dal compiacente il quale, sempre sulla stampa, affermava un incremento del 20% degli affari per il comparto commercio a Bari; dati in fortissima contraddizione rispetto invece a quanto dichiarato dagli esercenti baresi che continuano a parlare di fortissima sofferenza e di un pauroso calo non solo delle vendite ma soprattutto dei margini di utili oltre che continuare a maledire i centri commerciali, che continuano a distruggere le piccole imprese, ma anche i loro fiancheggiatori occulti e palesi.
Mentre persistono i compiacimenti per la visita del gruppo di 400 cinesi sbarcati a Bari da una nave da crociera, l’entusiasmo della coppia di baresi si spegne immediatamente allorquando interviene sul tema l’altro esperto del Settore il quale, approfittando per parlare di “Cultura”, conscio che cultura non sono gli sparafuochi sul lungomare di Bari, contesta apertamente i dati del sempre super ottimista Campobasso invitandolo ad essere molto cauto. Il collega Ambrosi, inoltre, paragona il commercio barese ad un ammalato grave “depositato” nei mesi estivi in ospedale e lasciato solo nella lotta contro una malattia che appare sempre più inesorabile.
“Se lo afferma lui possiamo credergli anche perché è proprio vero, il commercio, dopo essere stato violentato, sfruttato e utilizzato è stato in effetti abbandonato ed è un vero peccato che l’analisi del collega su questo tema si fermi un minuto prima di dire in che modi quel piccolo commercio sarebbe stato sfruttato ed utilizzato e soprattutto da CHI” – ha aggiunto Savino Montaruli.
Continuando a bacchettare il collega minore Campobasso di Confesercenti, Ambrosi gira il coltello nella piaga ed aggiunge: “a Campobasso consiglierei maggiore prudenza con i numeri. Il suo +20% di vendite dai saldi, dopo anni di 0%, sarebbe un successo che indicherebbe l’uscita dal tunnel di crisi e recessione. Così, purtroppo, non è. Piuttosto che rincorrere un apparire sovente fine a se stesso, suggerirei un po’ di calma e maggiore attenzione.”
A fronte della battaglia tra “sindacalisti” tutta in salsa barese, Montaruli aggiunge: “come non condividere le affermazioni dell’amico Sandro. Fa bene ad ammettere certe cose ed ad approfondirle perché sono tutte meritevoli di attenzione e di autocritica posto che sono diverse decine di milioni i fondi regionali, strutturali, diretti ed indiretti, comunitari ma anche stanziati da Enti territoriali che sono stati “sperperati” in una logica spartitoria inefficace per quello che oggi si definisce l’ammalato abbandonato da solo nella corsia d’ospedale. Tutta quella mole di denaro pubblico che “in esclusiva” taluni e le loro organizzazioni hanno voluto ottenere in “gestione”, nell’ipotesi peggiore sono stati inutilizzati quindi nessun progetto, nessuna idea, nessuna azione strutturata intelligente di coinvolgimento di neanche di quel 7-8%. Sono certo – ha detto Montaruli di UNIBAT – UNIONECOMMERCIO Imprese per le Città, che questa riflessione estiva porti tutti a riconsiderare seriamente non solo il proprio ruolo all’interno del panorama nel quale si opera ma soprattutto a smetterla di parlare a posteriori esaltando l’inesistente per il sol fatto di compiacere.”
Nel pieno del dibattito giunge ancora immancabile l’ennesima replica dell’Assessora Palone la quale, “attacca” l’amico Ambrosi ricordandogli che l’Amministrazione comunale ha fatto e sta facendo tante cose (chissà con chi le avrebbe fatte!!!), consigliando al pluri Presidente di smetterla di lamentarsi invitandolo a seguire con attenzione il calendario degli eventi estivi predisposto per il 2016 quindi ormai prossimo e pensato proprio in concomitanza con la Fiera del Levante quindi un grandissimo favore proprio all’amico che di Fiera del Levante ne sa qualcosa e siamo certi che a settembre addolcirà e ricucirà il suo giudizio aspro di questi giorni contro il comune di Bari. Naturalmente nessuna parola sul ruolo ormai obsoleto e completamente vanificato della Campionaria il cui destino viene ancora oggi conteso ma senza sapere per farne cosa, oltre che utilizzare e vanificare ancora denaro pubblico e per far accomodare sulle poltrone altri compiacenti affiliati.
L’Assessora si è affrettata anche ad affermare che sta guardando al futuro ed ha immediatamente (re)invitato le Associazioni di Categoria (sempre quelle che fanno finta di esserle contro) al confronto per l’estate 2017 pensando già al Natale ma trascurando che saranno tanti, tantissimi quei piccoli esercenti divorati anche dalla Grande Distribuzione e dai Centri Commerciali tanto caldeggiati, che il prossimo Natale saranno chiusi, irrimediabilmente e definitivamente CHIUSI” – hanno dichiarato da UNIMPRESA.
Intanto anche sui Distretti Urbani del Commercio la Regione Puglia bacchetta le stesse Associazioni incapaci di utilizzare i fondi che rischiano anche in questa circostanza di andare perduti.
“A Bari, anche a Bari si continua a trascurare l’evento più importante che è quello di alimentare la cultura dell’accoglienza portando in città chi ha soldi da spendere quindi turismo di qualità e di “peso” “– hanno concluso da UNIMPRESA.

A cura di Unimpresa Bat

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