Percorso tortuoso per lo scacco matto al Sindaco Cascella

La città attende impotente gli umori politici

Sono decorsi circa otto mesi da quando i riflettori si sono spenti sulla tornata elettorale che ha interessato la Città di Barletta.
E’ il 10 giugno quando all’esito del turno di ballottaggio, un dilagante consenso si leva dalle urne, decretando Pasquale Cascella assoluto e indiscusso vincitore nonché sindaco di Barletta.
Cascella supera con oltre il 60 per cento il suo avversario, il consigliere regionale del Pdl Giovanni Alfarano.
Il centro sinistra ancora una volta, con un pronostico pressocchè scontanto fa da asso pigliatutto. L’operazione restyling ha funzionato a Barletta per un PD destinato ad una fisiologica sconfitta a causa e della “penuria” ( per dirla alla Totò) di candidati politicamente credibili da proporre sulla scena e dell’infruttuosa, nonché dispendiosa attività politica di cui si era reso promotore e fautore.
Una attività, quella del partito democratico della nostra Città, dedita alla tutela degli interessi di “pochi”, dei “soliti noti”, a discapito degli interessi della collettività, di quelli stessi concittadini a cui si obnubila, con fare abile, la vista, durante ogni tornata elettorale.
Le elezioni, un appuntamento irrinunciabile per alcuni, gli onnipresenti, quelli che con la politica “ci campano” e che senza la politica non avrebbero di che campare. E già, perché il mondo della politica è l’unico che non subisce la crisi, che dispensa danaro a tutti, a prescindere dal merito e dai risultati. “La politica è l’unica professione senza una specifica formazione”, ci insegna Carlo Maria Martini. Ed è proprio la mancanza di una specifica formazione a generare una classe politica pressappochista e dedita al mercimonio della cosa pubblica. Una classe politica affetta dalla patologia del rimpasto, visto quale strumento volto a rinvigorire un’azione politica fiacca e ,a tratti, inconcludente come quella che sta caratterizzando il percorso della giunta Cascella imbrigliata da una maggioranza litigiosa le cui priorità sembrano essere la spartizione delle poltrone e degli affari, piuttosto che la risoluzione dei molteplici problemi che affliggono da sempre la Città.
Ergo, tensioni ormai non più latenti nella maggioranza e sempre più insistenti pressioni politiche. avviano un duello serrato all’interno della stessa, il cui inevitabile epilogo è la resa del primo cittadino all’accettazione della tecnica del rimpasto dallo stesso sempre considerata “ appartenente a logiche politiche vecchie” in cui non si identificava.
Cascella, uomo dalla inequivocabile onestà intellettuale, non ha più scelta, sembra essere ormai acclarato, dunque, che l’unico atto in grado di garantire il proseguimento dell’operato dell’attuale amministrazione comunale da qui al 2018,anno della scadenza del suo mandato, sia quello di operare una rivisitazione della giunta. Siamo alle solite, la storia si ripete. Un passato ingombrante e scomodo rinasce prepotente dalle sue stesse ceneri e torna a porre un freno a quel cammino di rinnovamento istituzionale delle idee e delle condotte tanto atteso, a quel segnale di discontinuità rispetto ad un passato che ha finito per suscitare una riprovazione corale ed indistinta verso la classe politica.
Un mal di pancia,dunque, quello che ha colpito la giunta guidata dall’attuale primo cittadino, finora “tamponato” con cure palliative che non hanno per nulla guarito l’origine del malessere. Un malessere causato da un’insanabile frattura che mette a repentaglio il presente ma soprattutto il futuro della nostra Città.
Si affida ad un social network il Sindaco Cascella per annunciare pubblicamente alla cittadinanza l’apertura ufficiale di una crisi politica che definisce “costruttiva”. Un ossimoro quello utilizzato dal sindaco per lasciare aperto un varco alla speranza di giungere ad una risoluzione che possa saziare gli appetiti politici ancora insoddisfatti ed evitare la crisi distruttiva di una realtà il cui punto di partenza appare essere, ahimè, ancora lontano. Una speranza, quella serbata dal primo cittadino, che non intende essere rassegnazione o attesa passiva, ma azione concreta di rinnovamento e di riscatto, protesa a sconfiggere pessimismo e spirito di rinuncia.
A breve, dunque, si tornerà sui banchi del Consiglio Comunale che dovrà farsi carico di scongiurare il pericolo di una, ormai, temuta deflagrazione che potrebbe investire una coalizione che rischia di concludere anzitempo il suo mandato popolare se non riuscirà a trovare la quadra a una situazione sempre più ingarbugliata per la furibonda lotta di potere che si è scatenata al suo interno.
Una lotta di potere, dicevamo, che a cascata, inevitabilmente, sta investendo l’intera coalizione dove nessuno vuole perdere un briciolo di quanto faticosamente ottenuto appoggiando la candidatura a sindaco di Pasquale Cascella, attraverso una mossa, quella del rimpasto, dettata da velleità personalistiche e non dalla necessità di offrire un nuovo slancio all’azione di governo del sindaco.
La situazione di stallo amministrativo che rivive la nostra città sottolinea come le sorti della stessa siano in balia, ancora una volta, di giocolieri della politica, abili nel manipolare con destrezza il circo delle elezioni al solo scopo di raccattare voti che garantiscano, agli stessi, la possibilità di poter scaldare qualche sedia e ottenere un qualche tipo di compenso.
In questo desolante scenario politico, la speranza è che la città di Barletta possa riprendere nelle sue mani le redini del proprio destino.

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Patrizia Corvasce

Patrizia Corvasce, classe ’72.
Maturità classica. Giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 1° febbraio 2016. Appassionata di diritto, teatro e politica. Già consigliere comunale. Attualmente collabora con la testata giornalistica telematica Barletta News occupandosi prevalentemente di approfondimento politico. Crede che la libertà di stampa dipenda soprattutto dalla volontà di fare informazione libera.

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