Passato, Presente… ma chi vince?

barlettanews - passato 1

Sempre meno gente compra e legge i quotidiani cartacei. La fotografia del rapporto Censis/Ucsi, evidenzia che rispetto a cinque anni fa il lettorato dei quotidiani ha avuto un calo drastico del 23%, anche se le testate on line contano il 2,1 per cento di contatti in più. Cala drammaticamente anche la free press che perde l’11,8% di lettori e i settimanali perdono l’1% aumentano invece, con la stessa percentuale, i mensili.

Leggendo questi dati (non fasulli) si comprende come sia drammatico il nostro futuro in mancanza di una salutare lettura quotidiana dei giornali.

Non pensiate subito alla solita “marchetta” (così chiamata in gergo) in favore di questa o quell’altra testata giornalistica, bensì consideratelo un utile suggerimento per comprendere meglio quello che ci succede effettuando le giuste e soprattutto, proprie considerazioni.

Da cosa nasce questo pistolotto? Bene ve lo dico immediatamente.

Su tutti i mezzi di comunicazione, multimediali, cartacei e chi più ne ha…, da un mese circa, la fanno da padrone tre argomenti: Palazzo Tresca (per essere chiaro il palazzo che vorrebbero abbattere in via Imbriani), la Disfida di Barletta e Canne della Battaglia.

La mia personalissima considerazione è che dall’analitica lettura della maggior parte delle cose pubblicate, ne esce un elogio (spero consapevole, ma ne dubito), più che meritato, per il passato e una sconfortante condanna per quello che è un presente a dir poco fallimentare.

E vado in ordine di “importanza”.

Parto dalla triste sorte di un edificio, datato XIX secolo, sito in via Imbriani, destinato alla ignominiosa scomparsa senza remissione, da sacrificare sull’altare dell’edilizia sempre e comunque, approfittando di una legislazione che pone il limite del centro storico solo qualche metro prima dell’edificio in questione. 

Quindi tutto regolare, senza ombre e senza dubbi ma, abbattendo quel fabbricato, si elimina un chiaro esempio di come i barlettani di un secolo e mezzo fa intendevano l’edilizia (per saperne di più rivolgersi alla Sezione di Archivio di Barletta e divertirsi con l’interessantissimo fondo Ufficio Tecnico) in funzione, oltre che delle necessità abitative, anche dell’abbellimento del decoro urbano tout court, mentre oggi si assiste alla edificazione di quelli che io chiamo “casermoni”, senza forma e soprattutto, rispetto nei confronti dell’immagine della Città.

E siamo al conteggio: Passato 1 – Presente 0.

Passo al secondo motivo del contendere, la Disfida con le manifestazioni collegate (sempre sotto critiche feroci) ed il suo futuro prossimo. Tra le tantissime disamine e commenti, ha attirato la mia attenzione l’affermazione “è arrivato il momento di far cambiare passo e volto alla Disfida di Barletta” facendo entrare in ballo la Fondazione omonima nella sua veste di nuova panacea di tutti i mali. Nella disamina in questione, della Disfida, oggi guidata “dalla logica della sagra paesana”, si afferma, volendo sintetizzare, “è necessario che i nostri rappresentanti nella Giunta e nel Consiglio Regionale si attivino per far sì che la Regione diventi socio fondatore della Fondazione”, in pratica si dice al Governatore Emiliano “sgancia i soldi per fare il certame da oggi e per sempre”.

L’idea è ottima e formulata in maniera più articolata ma, purtroppo, non originale, visto che in 50 anni in tanti hanno gettato la rete, ma il pesce Regione non è stato mai pescato. Il lancio della rete, per esempio, non fu effettuato nel febbraio del 1965, allorquando mons. Damato e Damiano Daddato “Skavott” dettero vita al “Comitato religioso Madonna della Disfida” che si occupò di “inventarsi” la riproposizione del certame cavalleresco svoltosi 450 anni prima e l’assessore comunale allo sport, turismo e spettacolo, il rag. Vittorio Grimaldi, sostenitore accanito dell’importanza storica rivestita dalla Città di Barletta nei secoli (questo requisito fondamentale è presente nella Fondazione?) ed oltretutto Presidente della Pro Loco, propose alla Giunta, targata Carlo Ettore Borgia Sindaco, di finanziare in maniera decisiva l’iniziativa proposta dal duo. La manifestazione venne poi gestita dall’Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo per tanti anni, con risultati e riscontri ottimi poi…il buio, sino a quando?

Aggiorniamo il punteggio: Passato 2 – Presente 0.

Dulcis in fundo, come la mitica araba fenice, si è ritornati a parlare, ovviamente in maniera negativa, di Canne e della sua gestione. Prendo spunto dalla lettera denuncia di Giuseppe Distaso, imprenditore alberghiero, il quale ha evidenziato la tristissima situazione di 18 studiosi Italo-Australiani che hanno aggiunto nel loro tour in Italia, una tappa a Barletta, con l’obiettivo di visitare il sito di Canne della Battaglia ma con loro grande sorpresa apprendono che il sito osserva orari di apertura dal giovedì alla domenica. Le considerazioni del Distaso “…una cosa assurda, che non sta ne in cielo ne in terra, che denota una scarsa propensione al visitatore-turista, eppure il sito archeologico è stato all’inizio di agosto inaugurato in nuova veste; ma che senso ha aprirlo solo quattro giorni su sette? Un sito dove si sono spesi fior di milioni di euro per rimetterlo in sesto e poi lo si tiene chiuso”.    

Immediata la reazione del Sindaco che scrive al Ministro Franceschini facendogli notare che “Torna a riproporsi la problematica della carenza di personale, solo parzialmente risolta in occasione della riapertura al pubblico dell’Antiquarium, lo scorso due agosto”.

Toh, ma guarda un po’ il problema gestione e personale. Ma  il 2 agosto scorso, quando tutti si dedicavano al nuovo look di Canne della Battaglia con articoli (trionfalistici) dedicati all’evento storico (?) e alla bellissima manifestazione “concerto sotto le stelle”, c’era la voce dissonante del Segretario Provinciale BAT della FLP-BAC (il sottoscritto) che, in un intervento dal titolo “Ma resta il nodo della gestione e dei pochi addetti” tentava di spiegare (per l’ennesima volta) la gravissima condizione dell’Antiquarium e del sito praticamente impraticabili perché non c’è nessuno che possa accompagnare i visitatori.

Sapete qual è il pesantissimo dubbio che mi rimane dopo l’ultimo comunicato del Sindaco sulla questione? Ma in quale direzione sono indirizzati gli sforzi richiesti? Un’idea forte l’ho, ma la tengo per me.

Sino ad oggi l’unica immagine, fissata nella mia memoria, di un politico che fattivamente si è speso per la nostra Città e Canne della Battaglia, è quella del Ministro della Pubblica Istruzione Aldo Moro immortalato mentre, il 20 aprile 1958, inaugura l’Antiquarium. Poi 60 anni di inutili parole, degrado, parata di stelle e proteste a non finire, con cancelli chiusi e treni che non passano (ma cosa ha fatto Barletta a Trenitalia?).

Score conclusivo dell’incontro: Passato vs. Presente 3 a 0.

Conclusione…leggete gente, leggete!

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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