Partito Socialista e PD siglano l’intesa politica: cronistoria di un rapporto complicato

barlettanews - Sinistra Italiana Barletta

Il Partito Democratico e il Partito Socialista di Barletta hanno raggiunto un’intesa politica finalizzata a definire un programma amministrativo di fine mandato. Tale accordo inoltre è propedeutico all’individuazione delle linee programmatiche ed alla definizione di un percorso condiviso che dia vita alla futura coalizione di centrosinistra”.

Questo è il lapidario comunicato stampa giunto nella tarda serata di ieri nelle redazioni di tutti i giornali locali, online e cartacei. A firma dei due segretari cittadini dei partiti coinvolti, Nicola Defazio (PD) e Silvestro Mezzina (PSI), questa comunicazione ufficiale di certo brilla per la sua lapalissiana brevità. Di certo una decisa ventata d’aria fresca nella scena politica barlettana (l’unica vera ed effettiva da qualche anno a questa parte) se messa a paragone coi classici e roboanti comunicati lunghi quelle quattro o cinque cartelle che di solito annunciano alleanze e accordi di questo tipo.

Non che di alleanze se ne sia parlato molto ultimamente, anzi si è più parlato di secessioni all’interno delle coalizioni che oggi amministrano la città, indipendentemente dalla parte politica. Certo però che un annuncio del genere porta a pensare che ci sia dell’ironia in tutta la vicenda, visto che è stato proprio l’allontanamento politico del Partito Socialista dalla coalizione PD guidata dall’attuale sindaco di Barletta ad aver rappresentato una delle prime, se non la prima, grosse gatte da pelare di Cascella e della Maggioranza.

Inutile nascondere la verità dietro perifrasi o parole volutamente addolcite: i rapporti tra Socialisti e Maggioranza sono sempre stati pessimi, fin dall’insediamento dell’amministrazione Cascella, ma anche da prima, quando per la prima volta il nome di Cascella piombò sulla lista dei possibili candidati sindaci del centrosinistra  come un macigno, accompagnato dall’ingombrante nomea di essere l’uomo del cambiamento, il giusto candidato per riportare in carreggiata la città dopo l’ultima, disastrosa (almeno nelle dinamiche della sua conclusione) amministrazione Maffei.

Da quel momento i confronti-scontri tra i consiglieri comunali socialisti, primo tra tutti il dott. Mino Cannito, sono stati all’ordine del giorno e spesso elemento fondante delle più aspre critiche rivolte poi, dalle altre componenti dell’Opposizione, a Cascella, alla sua giunta e alla sua amministrazione in generale.

Ben lungi dal voler giudicare, almeno in questa sede, la bontà delle pressanti critiche rivolte dai consiglieri del Partito Socialista all’amministrazione corrente, è necessario sottolineare come questo sia stato, alla luce dei fatti, un rapporto particolarmente complesso e segnato da un profondo contrasto, politico e ideologico. Eppure non sono mancati momenti di riavvicinamento e tentativi di alleanza.

Più volte si è infatti parlato di un possibile e “quasi concluso” accordo per inserire il Partito Socialista e i suoi componenti nella maggioranza, con tanto di possibilità di aggiungere o meno un assessore di tale partito alla giunta Cascella. Tutti piani andati poi in fumo, che tuttavia si sono parzialmente realizzati nelle molteplici occasioni in cui proprio i consiglieri socialisti hanno “salvato” il consiglio comunale con la loro mera presenza, andando ad assicurare il numero legale, spesso posto in pericolo da ben più gravi defezioni interne alla maggioranza.

L’opposizione politica, quindi, del Partito Socialista è sempre stata strenua, delle volte oggettivamente esacerbata da motivazioni prettamente soggettive (per non dire egoistiche), eppure non (sempre) aprioristica e non senza una sufficiente basa ideologica come capitato in altri eclatanti casi di rivoluzione, spesso interni alla maggioranza.

Questa opposizione, però giunge oggi ad una conclusione, con un accordo dal gusto spiccato di una tregua dopo una lunghissima guerra (il mandato dell’amministrazione Cascella è comunque durato più del primo conflitto mondiale, senza commentare e metterne a paragone i danni provocati in proporzione) e che sembra stabilire i primi accordi per un’alleanza in vista della prossima tornata elettorale.

Non che questo sorprenda nessuno, ormai tutti i politici barlettani sono più impegnati nella campagna elettorale che all’amministrazione della città, ma questo è un discorso già affrontato.

La vera domanda è: dove porterà questo accordo tra Partito Democratico e Partito Socialista? L’alleanza sarà duratura questa volta o si infrangerà alla prima imposizione che una delle due parti (o entrambe) porranno nel momento in cui verrà scelto il nome del candidato sindaco o del possibile assessore?

Dalla brevità del comunicato non possiamo ovviamente dedurre nulla, se non un avvicinamento delle due parti per un’ovvia volontà di conquistarsi una fetta più sostanziosa di voti alle prossime elezioni. Possiamo però fare un paio di speculazioni.

Innanzitutto, è possibile, anche alla luce degli equilibri politici nazionali venuti a formarsi con gli ultimi risultati elettorali, il centrosinistra barlettano voglia evitare una debacle lasciando vincere le forze di centrodestra o, peggio, i vari (troppi) gruppi barlettani originatisi da e affiliati al Movimento Cinque Stelle.

È poi possibile, per quanto, stando a sentire alcune dichiarazioni dei consiglieri del Partito Socialista, assai improbabile, che i nomi che già girano tra i possibili candidati alla carica di sindaco in casa PD abbiano soddisfatto in qualche modo i vertici del PSI barlettano, oppure questi ultimi abbiano promesso maggiore peso politico alla parte socialista di questa novella coalizione, gettando basi più solide per un’alleanza che, cinque anni fa, è sfumata ancora prima di nascere.

Per quanto riguarda il programma di fine mandato, è inutile azzardare speculazioni: ormai da mesi ci si preoccupa solo dell’ordinaria amministrazione, ergo è lecito pensare che oltre ad una promessa di voti favorevoli e mantenimento del numero legale (cosa che il Partito Socialista già ha fatto numerose volte, come già ricordato) non si possa andare.

È comunque curioso, e fa riflettere, vedere un accordo così importante, alla luce di tutti questi fatti, venire minimizzato in un comunicato di sole 46 parole, preposizione più, preposizione meno. Era forse intenzione dei fautori di questa alleanza fare in modo che l’accordo passasse inosservato, dopo tutto il pregresso rapporto tra le parti in causa il cui resoconto estremamente sommario ha necessitato delle 950 e passa parole di questo articolo?

Come sempre, ai posteri, e ai colleghi dediti al commento politico dalla stantia sagacia, l’ardua sentenza…

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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