Parco dell’Umanità, Renato Russo: ‘La nuova biblioteca è luogo di conoscenza e formazione’

Sull’ampia sopraelevata spianata del Parco dell’Umanità, e tutt’attorno, lungo l’esteso percorso tracciato dai pilotì che ne delimitano le palazzine adiacenti, turbe di ragazzini vocianti, piccoli alunni delle nostre scuole primarie si rincorrono in un tripudio di festa: giochi, balli e canti e persino una rappresentazione teatrale nell’imminenza della chiusura delle scuole. È di buon auspicio questo tramestìo di felice e spensierata gaiezza, all’insegna dell’apertura della seconda sezione distaccata della Biblioteca Comunale allestita nel Parco dell’Umanità, inaugurazione accompagnata da numerose attività ludiche di contorno, come i cori delle “scholae cantorum” esibiti nel corso dell’evento.
Protagonisti di questa kermesse di fine anno scolastico gli alunni delle nostre scuole cittadine elementari e medie più i ragazzi del quartiere Barberini. Promotrice dell’evento, la Biblioteca “S. Loffredo” e i suoi instancabili operatori sotto la regia della dirigente. Quando, a ottobre scorso, ne fu annunciata l’apertura entro un anno, sembrava una chimera, mentre ne sono stati invece anticipati i tempi.
Larga spontanea partecipazione popolare, ma numerose anche le presenze del Palazzo, a partire dal sindaco Pasquale Cascella, dai numerosi consiglieri, assessori e dirigenti (non solo quelli di riferimento dell’evento) per non dire della graditissima presenza di S.E. il Prefetto Clara Minerva.
Fornita di una iniziale dotazione di oltre seicento libri, la struttura periferica si va ad aggiungere alla prima biblioteca di quartiere, allestita in via dei Pini, contigua alla Scuola Elementare “Giovanni Paolo II”. I bambini delle scuole territorialmente collegate ai quartieri di appartenenza, in virtù di un raccordo telematico, potranno utilizzare anche i libri della “Loffredo”.
Da cornice all’evento inaugurativo, l’incontenibile chiassosa allegria dei bimbi, la festosa partecipazione dei genitori, spesso di interi nuclei familiari, le maestre accompagnatrici dei cori degli alunni e tanti, tanti comuni cittadini che sono scesi per strada dai vicini condomini contagiati da questo festoso clima d’altri tempi. Sembrava una fiera, da non parer vero che fosse animata dalla inaugurazione di una biblioteca!
Certo nelle intenzioni dell’Amministrazione comunale, quando è partito il progetto, non è stato solo il coinvolgimento di un pezzo di città territorialmente emarginato dal centro culturale cittadino, ma che una biblioteca di periferia delineasse anche la prospettiva di un centro didattico veicolo formativo per le nuove generazioni di un quartiere in espansione. Ciò che soprattutto colpisce in questo nuovo esperimento culturale, è la moderna interpretazione di una biblioteca intesa non come luogo di sonnacchioso ritrovo di pochi studenti secchioni incupiti nelle loro seriose ricerche, ma attivatrice di una diffusa partecipazione, luogo di socializzazione. Di qui il tentativo di alimentare nei ragazzi il piacere della lettura intesa non solo come mero momento cognitivo, ma come veicolo formativo. Ogni libro potrebbe infatti nascondere la futura storia del ragazzo che lo legge e chissà, forse quel libro potrebbe aiutarlo a crescere e a trovare la sua strada. Tanto meglio se la troverà attraverso la lettura di libri di storia della sua città e del suo territorio.
Confusi fra gli innumerevoli partecipanti, gli artefici di questo insolito pomeriggio di festa: come non plaudire a questa iniziativa che vede per la prima volta insieme – su un evento bibliotecario – confluire nello stesso progetto, comune, scuole, famiglie e promotori culturali, fra cui editori e librai, nonché esponenti di varie associazioni la cui simultanea presenza delinea la prospettiva di una comune, feconda, concertata collaborazione finalizzata.
Una finestra aperta sulla città, una città che inaugura biblioteche in controtendenza con quanto accade altrove dove i Comuni chiudono quelle locali, mentre lo Stato affossa le provinciali, come quella di Foggia che vive una situazione di limbo, dove gli operatori sono stati dispersi e la biblioteca ridotta a magazzino di conservazione dei fondi librari e non più come attivatore di movimento formativo e culturale.
Mentre a Barletta le biblioteche non solo si aprono, ma si allestiscono con pochi mezzi, facendo magari anche ricorso agli ultimi espedienti normativi (Cantieri di cittadinanza, servizio civile, tirocini curriculari), gli interventi mirati dallo Stato nel settore si palesano sempre più inadeguati, uno Stato sempre più anemico e maldisposto verso il mondo culturale, come nell’ultimo concorso promosso dal MIBACT (Ministero dei Beni Culturali e del Turismo) le cui misere provvidenze in termini di dotazione di uomini e mezzi hanno provocato la sdegnata reazione di un gran numero di consiglieri del Comitato Tecnico Scientifico per le Biblioteche.
Per chiudere, due dati per avere un’idea dell’attuale consistenza della nostra Biblioteca Comunale che vanta 9mila iscritti (ahimè in gran parte “in sonno”), di cui circa il 30% costituito da ragazzi che da qualche anno stanno vivendo un’esperienza in progressiva crescita: 750 iscritti nel 2014, 980 nel 2015, oggi 2800! Una cifra che se da un lato ci conforta, dall’altro è allarmante perché il punto di crisi non è rappresentato dalla inadeguatezza dei centri ricettivi (quelli centrali e periferici) o dalla enormità della partecipazione, ma dalla verifica della corrispondenza con la reale frequentazione delle strutture. Ma questa è la scommessa del futuro.

A cura di Renato Russo

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