Padre Alex Zanotelli a Barletta presso la Parrocchia Sant’Andrea

Sabato 27 dicembre, a Barletta, presso la Parrocchia Sant’Andrea, dopo aver celebrato la Santa Messa, Padre Alex Zanotelli è stato presente alla Veglia di preghiera per il 25° anniversario sacerdotale di Padre Saverio Paolillo.
Ci ha riferito Padre Zanotelli di aver accettato l’invito di essere a Barletta, per la solidarietà a Padre Paolillo, non solo per l’amicizia, ma proprio perchè “ci sentiamo in profonda sintonia su come fare missione, cioè camminare tra la gente e sentir la loro sofferenza e poi attaccare le cause che creano la sofferenza“.

Padre Alex Zanotelli, nel suo intervento durante la Veglia di preghiera si è soffermato ad elogiare il lavoro in missione di Padre Saverio Paolillo, poi, ha proseguito, facendo notare come oggi, la colpa della crisi sia il sistema economico finanziario e che il problema degli immigrati è un problema ormai di profughi, perché la gente che arriva non è più nemmeno immigrata ma si tratta di profughi, che scappano da guerre civili o da situazioni difficili o altro. Ha fatto notare Padre Zanotelli come per due volte c’è il richiamo ai profughi nella Costituzione, del loro diritto di asilo, perché la Costituzione è stata scritta da gente profuga politica, scappata dal fascismo e poi rientrata.

Padre Saverio Paolillo, per l’occasione ci ha concesso una breve intervista che riportiamo:

1) Padre Saverio, hai voluto festeggiare il 25° anniversario di sacerdozio a Barletta. Ritornando in Città, ripensando un po ai tuoi anni, chi vorresti ringraziare principalmente?
Voglio ringraziare prima di tutto la mia famiglia perché io credo che quello che sono è dovuto all’educazione che ho ricevuto sin da piccolo, soprattutto d p arte dei miei genitori, fratelli e sorelle che mi hanno insegnato sin da piccolo ad aprire il cuore alla solidarietà e sopratutto mi hanno dato il senso della giustizia. Noi siamo stati sempre una famiglia semplice, per cui in un certo senso abbiamo sentito sulle nostre spalle cosa significa non sempre avere il necessario per vivere e questo ha scatenato in me un processo per lottare ed avere un mondo più giusto. Poi l’incontro con i missionari comboniani è stato fondamentale, avendo avuto contatto con tanti missionari che mi hanno raccontato e condiviso con me la loro esperienza in situazioni di frontiera, soprattutto molto difficili per quelli che venivano dall’America Latina. Io ho avuto sempre questa propensione ad informarmi sulle vicende che avvenivano in questo continente e soprattutto per un cammino di Chiesa che l’America Latina stava facendo di vicinanza ai poveri.
Ancora, quando sono arrivato in Brasile, devo ringraziare, sin dal primo giorno che ho messo piede in Brasile, tutte le persone che mi sono state vicine e che mi hanno fatto aprire gli occhi verso i più poveri. Prima di tutto la Favela in cui sono vissuto a San Paolo, in un quartiere della zona est, molto povero dal punto di vista economico, ma molto ricco di umanità. E’ stato il mio nuovo noviziato. Lì condividendo le difficoltà dei più poveri, ho potuto vedere lo sforzo, la lotta il coraggio delle persone per sopravvivere e che non si arrendono perché lottano per la giustizia. Poi subito dopo a Vittoria dello Spirito Santo che è stata la mia seconda missione, anni difficilissimi, in cui ho avuto minacce di morte, sono stato sotto scorta due anni,però ho avuto tanti compagni di lotta per la difesa dei diritti umani che mi sono stati accanto.

2) Padre Saverio, cosa vorresti dire ai giovani e alle famiglie per sensibilizzarli, non solo con la preghiera, ma anche con l’aiuto economico eventualmente?

Io credo che sia importante sempre crescere nella solidarietà, poiché una delle piaghe dell’umanità è il processo di disumanizzazione, che è fomentato dall’individualismo, dall’egoismo. Io credo che la condivisione sia fonte di felicità, fonte di ricchezza e una delle lezioni più belle del Brasile è che quando un’ospite arriva al momento del pranzo, magari c’è poco da mangiare, però i brasiliani non si scompongono. C’è il detto “ Aumentiamo l’acqua nei fagioli” perché ce ne sia per tutti quanti ed è bello vedere il saper condividere. Io credo che per noi qui in Italia, nonostante la crisi, i problemi economici, le varie difficoltà,la condivisione resta uno degli strumenti per vincere questa tristezza e trovare la felicità, considerando che nel mondo ci sono situazioni peggiori di quella nostra e qui in Italia vedo, ch la gente può garantirsi – chiaramente valutando la situazione dei nuovi poveri e tanti che non avendo lavoro affrontano delle difficoltà – ma la maggioranza siamo ancora sulla crisi del “ superfluo”, quindi c’è molto da condividere.
A questo punto, Padre Saverio racconta, di aver visitato un bambino la cui famiglia affronta una difficoltà economica, ma il giorno di natale aveva la stanzetta piena di giocattoli e giocattoli sofisticatissimi ed io – prosegue – ho avuto molti problemi per garantire un giocattolo ai miei 120 bambini in Brasile: bastava che tutti si fossero messi d’accordo con questo bambino italiano per poter avere un solo regalo e tanti altri potevano servire per fare felici altri bambini. Questo ci fa capire come ancora c’è spazio per la condivisione.

Padre Saverio Paolillo, conclude rivolgendo un appello: un piccolo contributo all’anno garantirebbe l’assistenza di qualità a 120 – 150 bambini in tutto l’anno.
Da parte di Barletta News il grazie di cuore va a Padre Alex Zanotelli e a Padre Saverio paolillo per la loro testimonianza e per la disponibilità.

Invalid Displayed Gallery

Commenta questo articolo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here