Ovociti umani pronti per la fecondazione – La ricerca dell’Università di Edimburgo

Ovociti umani estratti per la prima volta dal tessuto ovarico che potrebbero essere un rimedio all’infertilità e a nuove applicazioni nel campo della medicina rigenerativa. È questa la ricerca condotta dai ricercatori dell’università di Edimburgo coordinato dalla professoressa Evelyn Telfer e pubblicata sulla rivista scientifica Molecular Human Reprodution. Si tratta di una recente scoperta, il cui studio è stato pubblicato il 30 gennaio scorso, dove per la prima volta degli ovociti umani, coltivati in laboratorio dal primo stadio di sviluppo, possono essere pronti per la fecondazione. La recentissima ricerca rappresenta un importante successo poiché fino a questo momento gli ovociti non erano riusciti ad arrivare a maturazione portando sempre il risultato al fallimento. Questa nuova scoperta darà speranza a tutte le donne che soffrono di menopausa precoce, o a quelle affette da un tumore ma che desiderano rimanere fertili dopo aver affrontato la chemioterapia. L’università di Edimburgo ha lavorato a questo tipo di ricerca insieme all’Harvard Medical School di Boston in un lasso di tempo di trent’anni.

Il direttore del Laboratorio di Biologia e dello sviluppo dell’università di Pavia Carlo Alberto Redi, ha commentato il risultato come importante per gli studi che riguardano le ricadute nel campo della medicina riproduttiva e della ricerca. Soddisfatto si è detto anche il genetista Edoardo Boncinelli che in un’intervista ha detto: “Stiamo riuscendo da una ventina di anni a ricostruire cellule di tutti i tipi e quindi tessuti di tutti i tipi partendo dalle cellule staminali. Le cellule, però, sono di due grandi categorie: quelle del corpo che noi chiamiamo somatiche e quelle della linea germinale che danno luogo ai gameti che diventano spermatozoi nei maschi e cellule a uovo nelle donne. Fino ad ora siamo riusciti abbastanza bene a produrre in questa maniera cellule somatiche e c’era un’alta probabilità che lo si poteva fare anche con le cellule germinali. Mi pare di capire che questa volta l’abbiano fatto e quindi inizia una nuova era di produrre, da una parte tutti i tipi di cellule che vogliamo, dall’altra gli ovociti da cui nascono i figli”.

Scettica si è detta invece la ginecologa Eleonora Porcu: “Gli ovociti ottenuti sinora sono pochi e presentano veri tipi di difetti gravi. È stato compiuto un passo significativo, ma ancora troppo limitato per poterne valutare possibili vantaggi e conseguenze – ha detto la pioniera mondiale della vitrificazione ovocitaria – Tanto per cominciare, non sappiamo se questi ovociti siano fecondabili e a quale tipo di embrioni darebbero vita. E non è un’obiezione da poco. Per verificare l’efficacia della scoperta occorrerebbe provare a far nascere un bambino, ma sperimentare sull’uomo è inaccettabile. Non possiamo sapere quale esito possa dare questa tecnica sulla vita umana e dunque occorre molta prudenza”.

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