Ospiti Illustri per il Meeting del Lions Club International sulla Bioetica e la Difesa della Vita

fotoUn argomento importante e quanto mai attuale quello trattato nel corso del Meeting Interclubs del Lions Club International. Le nuove frontiere della medicina, della ricerca rapportate alla Bioetica sono infatti il punto focale dell’incontro dal titolo “Le sfide della Bioetica nel Terzo Millennio: la difesa della Vita”, tenutosi presso la biblioteca della Basilica del Santo Sepolcro nella serata di ieri, che ha visto la partecipazione di ben 4 club provenienti da tutta la Provincia: il Lions Club Barletta Host, il cui presidente, dott. Savino Piccolo è stato anche organizzatore dell’incontro, il Lions Club Andria “Costanza d’Aragona”, il Lions Club Margherita di Savoia e il Lions Club Minervino “Boemondo d’Altavilla.

L’evento, con il patrocinio dell’ AMCI (Associazione Medici Cattolici Italiani) Diocesana e della SIBCE (Società Italiana per la Bioetica e i Comitati Etici), ha posto particolare attenzione sull’importanza della Bioetica, ovvero dell’”Etica della Vita”, in tempi come i nostri  in cui le sempre più sorprendenti scoperte scientifiche ad opera dei ricercatori di tutto il mondo fanno continuamente vacillare quelle che un tempo sembravano solide certezze. Nell’incontro, dunque, sono state messe a confronto due visioni quasi agli antipodi, quali morale cattolica e progresso scientifico, che attraverso i concetti della Bioetica cercano di porre limiti a quanto lontano si possa andare sulla strada del progresso scientifico, in un imprescindibile tentativo di mantenere in primo piano la difesa della vita umana, caposaldo sia in ambito religioso che in ambito medico-scientifico.

Dopo gli inziali saluti del arcivescovo Giovan Battista Picchierri, ad aprire ufficialmente i lavori della serata è stato prof. Filippo Maria Boscia, Presidente Nazionale AMCI che ha presentato e introdotto i due importanti ospiti della serata, ovvero il mons. Zygmunt Zimowski e mons. Jean-Marie Mate Musivi Mupendawatu, rispettivamente Presidente e Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari.

“Il dottor Potter, che ha dato vita al concetto di Bioetica, è stato il primo a dare importanza a certi momenti essenziali della vita, cioè il nascere, il morire, il vivere e riprodursi, un “percorso”  alla quale la medicina deve prestare attenzione. Stasera – ha affermato il prof. Boscia – sono chiamato ad introdurre i lavori di due personalità eccellenti nell’ambito della Curia Romana che rappresentano questo delicato percorso. Loro daranno un tipo di testimonianza, quella che proviene dal recentemente canonizzato Giovanni Paolo II, che ha voluto ci fosse un Pontificio Consiglio chiamato a studiare i percorsi e a dare tutte le indicazioni possibili di questi importanti momenti della vita. E in questo senso la mia introduzione vuole sottolineare l’importanza a livello globale dell’esistenza di questo dicastero

In seguito, si è dato spazio agli interventi dei relatori: mons. Mupendawatu ha parlato del suo impegno nell’ambito del Pontificio Consiglio e con la Fondazione “Buon Samaritano” nel campo degli aiuti umanitari e della prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili  nei paesi più poveri del Terzo Mondo.  “Citando un proverbio ormai presente in tutte le lingue – ha affermato mons. Mupendawatu – “meglio prevenire che curare”. Se si riesce a prevenire efficacemente il contagio di malattie sessualmente trasmissibili come l’Aids, si può assicurare una vita relativamente tranquilla. La Chiesa ha sempre puntato, quindi, sui temi della prevenzione e dell’informazione, all’educazione ai valori della morale cattolica, quali la cautela e un comportamento responsabile nei confronti della sessualità

Abbiamo poi avuto modo, poco prima dell’inizio della conferenza, di parlare con mons. Zygmunt Zimowski, che con piacere ha risposto ad alcune nostre domande sul ruolo del suo dicastero e sul suo contributo per la serata.

 

Zygmunt ZimowskiMons. Zimowski, qual è precisamente il compito principale del Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari?

Il Consiglio è stato fondato da Papa Giovanni Paolo II l’11 febbraio 1985. Con la costituzione “Pastor Bonus”, è stato stabilito che il Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari manifesta la sollecitudine della Chiesa per gli infermi, i malati, aiutando coloro che svolgono il servizio presso i malati e i sofferenti affinché, come è scritto nella Pastor Bonus, l’apostolato della misericordia risponda sempre meglio alle nuove esigenze. Spetta al Consiglio far conoscere la dottrina della Chiesa circa gli aspetti spirituali e morali della malattia e il significato del dolore, dando assistenza ai malati e a coloro chiamati a curarli, promuovendo anche azioni di volontariato

A proposito di “nuove esigenze” e nuove scoperte, negli ultimi anni molte sono state le scoperte nel campo della medicina. Per esempio, solo negli ultimi giorni Il Consiglio Europeo ha approvato l’introduzione della fecondazione eterologa, che permetterebbe ad una coppia impossibilitata ad avere figli di poter usufruire del patrimonio genetico di un estraneo e quindi procreare. Qual è la posizione del Consiglio a riguardo?

Questo è più campo della Congregazione della dottrina della fede. Esistono due documenti che dicono “no” a questa tecnologia. La scienza infatti, secondo la decisione dottrinale, deve rispettare la natura dell’uomo. La Chiesa è dunque contro questa particolare pratica.

Altro argomento particolarmente spinoso è quello riguardante l’ingegneria genetica, che negli ultimi tempi sembra promettere la possibilità, molto lontana, di arrivare a creare “vita artificiale” o comunque, in un’ipotesi più vicina, di alterare il DNA per evitare l’insorgere di malattie genetiche.

Anche in questo caso dobbiamo guardare alcuni documenti scritti da Giovanni Paolo II, come per esempio l’enciclica Evangelium Vitae, in cui il Papa afferma che la vita è sacra  dal concepimento naturale fino al tramonto. La Chiesa punta, per arginare la trasmissione di malattie gravi come l’Aids, più sull’educazione e la prevenzione. Lo stesso Benedetto XVII, nel corso dei suoi viaggi in Africa, ha ribadito il divieto di utilizzo di metodi anticoncezionali e di pratiche mediche particolari.

Prima di lasciarla, quale sarà l’argomento principale del suo contributo per questo meeting organizzato dal Lions Club?

Il mio intervento è intitolato “Giovanni Paolo II: intrepido difensore della vita umana”, e parlerò del santo padre appena divenuto sotto sotto tre punti di vista: il primo  è il valore della vita umana secondo San Giovanni paolo II, in cui parlerò del già citato documento Evangelium Vitae in cui è scritto che la vita umana è sacra e inviolabile; nel secondo punto parlerò del Santo padre come malato fra i malati, citando la savifici Dolori, in cui Giovanni Paolo II illustra il significato cristiano del dolore, e ricordando le parole del cardinal Tucci a proposito dell’incontro del Papa con i malati: “Qualunque fosse il loro numero, voleva incontrarli tutti e confortarli […]. C’era in questi incontri un’intesa e una partecipazione che mostrava quanto vivamente egli vedesse nel volto dei sofferenti quello del Cristo crocifisso”; infine, parlerò della grandezza di papa Giovanni Paolo II in vita, nella morte e dopo la sua morte.

La ringrazio per il tempo concessomi

Prego, grazie a voi.

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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