Ospedale “Dimiccoli”, ancora insufficienti le buone volontà

Ospedale dimiccoli

Vitt

L’ospedale “Dimiccoli” di Barletta non ha mai avuto una vita particolarmente agevole: il “nuovo” nosocomio ha infatti dovuto fare i conti tanto con tutti i problemi derivanti dalla sua posizione (troppa lontananza dal centro abitato e invasione di insetti in primis), quanto con quelli originatisi dalla situazione più generale del servizio sanitario nella regione Puglia e, senza illuderci troppo, in tutta Italia.

Tralasciando quindi banali ovvietà come il sovraffollamento, la chiusura e/o il trasferimento di vari reparti che rimbalzano di città in città alla ricerca di una nuova “casa”, l’enormità di tempo che intercorre tra la prenotazione di un esame clinico o un’operazione e l’esecuzione degli stessi, e tutte le inchieste riguardanti svariati crimini commessi a danno delle Aziende Sanitarie, l’ovvietà di cui si parlerà oggi riguarda la sicurezza all’interno del nuovo ospedale. Ovvietà perché non molto tempo fa, e più o meno ad intervalli regolari, agli organi di stampa giungevano denunce da quella o questa parte politica riguardanti la scarsa attenzione per la sicurezza nello stesso ospedale.

Nel 2010, per esempio, il Popolo della Libertà di Barletta denunciava i continui furti di macchine nel parcheggio, una piaga che ha colpito il nuovo stabile fin dai primi giorni del suo funzionamento. La mancanza di un sistema di telecamere correttamente operanti, di un presidio di sicurezza stabile, di un usciere nel gabbiotto di sorveglianza sono i punti salienti di una critica che, da qualche tempo, non si è fatta più sentire.

A questo punto, il ben pensante potrebbe arrivare alla conclusione che tutti questi problemi sono stati risolti ma avrebbe ragione solo in parte: sforzi per risolvere alcune problematiche sono stati fatti (esempio lampante è la presenza più attiva di un usciere e la chiusura di alcuni cancelli secondari necessari per chi lavora all’interno della struttura), ma le vecchie problematiche perdurano, solo che adesso sono nascoste da un rassegnato silenzio.

I furti e i danneggiamenti a danno delle auto parcheggiate rimangono un fenomeno, se non ancora all’ordine del giorno, perlomeno molto diffuso; si sente ancora parlare di furti e danneggiamento all’attrezzatura interna dell’ospedale, addirittura di furti di borsette ai danni di alcune degenti, tutti messi a tacere con ritrovamenti “stranamente” repentini della refurtiva e con la promessa di “non denunciare l’accaduto”. Perché mai denunciare, del resto, visto che la situazione sembra non cambiare mai!

È quasi paradossale che, per poter ottenere delle cure mediche, si debba quasi giocare ad una strana e perversa versione della roulette russa in cui, dopo un ricovero o una semplice visita, ci si ritrova con una possibilità su sei (sempre usando la roulette russa come esempio, in realtà le probabilità di “sconfitta” in questo caso sono decisamente più alte) di subire il furto o il danneggiamento di un proprio avere.

Ma la situazione del “Dimiccoli” è ormai così consolidata da essere divenuta un dato di fatto. Così, amici e conoscenti di impiegati e degenti si ritroveranno a sapere di quell’auto vandalizzata o di questa attrezzatura rubata senza poter fare altro se non prendere le cose così come stanno.

D’altronde, è più importante assistere e commentare il trito e ritrito balletto dei politici barlettani sulle proprie poltrone piuttosto che aiutare chi, recatosi all’ospedale per potersi curare, invece di avere grazia, riceverà l’amara giustizia di questa perversa consuetudine.

 

 

 

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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