Anche quest’anno Barletta News ha scelto di seguire la premiazione degli Oscar (Academy Awards), l’evento più atteso del cinema mondiale, con una cronaca di ciò che è accaduto durante la notte glamour e scintillante del cinema che conta. 

Dal Dolby Theatre di Los Angeles, la 90esima Notte degli Oscar presenta un parterre cinematografico di maggior qualità rispetto allo scorso anno. Alla grande attenzione per i temi di rilevanza sociale e politica, gli Academy Awards sommano un’intera stagione di omaggi al passato, che attraversa la storia europea e statunitense, ringrazia il cinema classico, e lo celebra nell’eleganza e nel sentimento più viscerali. Attesissimi Gary Oldman e Guillermo Del Toro: l’attore londinese, dopo la vittoria dei Golden Globes nei panni di Winston Churcill, per il biopic storico sul primo ministro inglese di Joe Wright L’ora più buia, punta con decisione ad una conferma come Miglior attore protagonista, mentre il regista messicano, di cui abbiamo sviscerato tematiche e riferimenti celati in questo articolo (clicca qui per leggerlo), ammicca, con La forma dell’acqua, alla statuetta più prestigiosa. Sul fronte italiano, le speranze si concentrano sul toccante Chiamami col tuo nome.

Torna sul palco Jimmy Kimmel, ancora presentatore dopo l’89esima cerimonia. Sibillino Kimmel, che scherza e allude alla compostezza ed alle forme ermafrodite del premio Oscar. È il turno del caso Weinstein, che Kimmel interpreta nel suo monologo come un’occasione per il sistema Hollywoodiano di dare un buon esempio. Dagli elogi alla triplice candidatura per l’esordiente Jordan Peele si passa all’immensa Meryl Streep, giunta alla sua 21esima candidatura come attrice. Questa Notte degli Oscar è anche la notte dei record: Christopher Plummer, per Tutti i soldi del mondo, è in assoluto il più anziano candidato all’Oscar della storia, alla veneranda età di 88 anni, mentre Timothée Chalamet è il più giovane, a soli 22 anni. Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino tiene vive le speranze italiane per un premio tricolore, assieme ad Alessandra Querzola, la straordinaria scenografa che ha prestato la sua opera per Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve.

Si inizia subito col botto: è Sam Rockwell, per la sua straordinaria interpretazione in Tre manifesti a Ebbing, Missouri a ritirare il premio per il Miglior attore non protagonista. Si scompone, commuovendosi visibilmente, persino la rocciosa e impassibile Frances McDormand, sua collega nel film di McDornagh e donna notoriamente spigolosa anche nel rapporto con i media. La dedica di Rockwell va a Philip Seymour Hoffman, il grande attore scomparso nel febbraio del 2014.

Tocca adesso a “Trucco e costumi”, e il premio è presentato da Armie Hammer e Gal Gadot: l’Oscar va a L’ora più buia, per lo straordinario lavoro di Heather Manson e Kazuhiro Tsuji nel trucco che ha trasformato Gary Oldman in Winston Churcill.

Adesso il Premio per i migliori costumi, presentato dall’indimenticabile Eve Marie Saint di Fronte del porto. Vince Mark Bridges per Il filo nascosto, che ha curato per il film di Paul Thomas Anderson, lo ricordiamo, antichissimi e pregiati tessuti, per abiti concepiti esclusivamente per l’ultimo film di Daniel Day-Lewis.

Greta Gerwig presenta l’Oscar al miglior documentario, vinto da Icarus, la produzione Netflix diretta da Bryan Fogel sul doping nel mondo dello sport. Icarus ha battuto valide produzioni come Last man in Aleppo, sulla guerra civile siriana.

Inizia lo show che ci porterà a scoprire la Miglior canzone originale, con Mary J Blige che canta Mighty River, tratta dal film Mudbound. Intensissima la performance della commossa cantante afroamericana, salutata da una vera e propria ovazione.

Ancora confermate le nostre previsioni per il Montaggio sonoro. Il premio va infatti a Richard King per Dunkirk, seguito a ruota da Landaker, Rizzo e Weingarten sempre per il film di Christopher Nolan, che porta a casa quindi anche il premio per il Sonoro.

Il pakistano Kumail Nanjiani e la keniota Lupita Nyong’o, Premio Oscar per 12 anni schiavo, si soffermano sulle loro origini e sul fatto che siano immigrati, prima di presentare l’Oscar alla migliore scenografia, che va a Paul Denham Austerberry, per La forma dell’acqua. Ecco quindi il primo e meritatissimo premio ritirato stasera dal film di Del Toro. Peccato per la nostra Alessandra Querzola, che deve quindi rinunciare al sogno dell’Oscar in questa edizione.  

È invece presentata dal cantante Miguel “Remember me”, secondo brano in gara per il Premio per la miglior canzone, tratta dal film Pixar Coco. Cresce l’attesa per il Premio per la “Miglior attrice non protagonista” e per il “Miglior film straniero”. La star di West Side story, Rita Moreno, dichiara il vincitore il miglior film straniero, premio aggiudicato, assolutamente a sorpresa dal cileno Una donna fantastica. Il regista Sebastián Lelio ringrazia sentitamente Francisco Reyes e la musa Daniela Vega, protagonista del film. È il vincitore del Premio per il miglior attore non protagonista dello scorso anno Mahershala Ali, grazie alla sua performance in Moonlight, a presentare la vincitrice del secondo premio più importante per le interpretazioni femminili, con Allison Janie che ritira un Oscar più che meritato. Sua la spietata madre della pattinatrice Tonya Harding nel film I, Tonya.

I protagonisti di Star Wars: the last jedi Mark Hamill, Oscar Isaac e Kelly Marie Tran, accompagnati dal simpatico BB-8, presentano i premi per i film d’animazione: quello per il miglior corto d’animazione va a Dear Basketball, incursione biografica nella vita del grande giocatore di basket Kobe Bryant, mentre è il coloratissimo Coco ad aggiudicarsi la statuetta più ambita della categoria. Continua dunque la tradizione dei grandi riconoscimenti alla Pixar per le sue opere, dopo Inside Out.

Daniela Vega presenta la terza canzone candidata, “Mistery of love” di Sufjan Stevens, per il film di Luca Guadagnino Chiamami col tuo nome.

L’Oscar per i migliori effetti speciali, presentato da Tom Holland (protagonista di Spiderman: homecoming) lo vincono John Nelson, Gerd Nefzer, Paul Lambert e Richard R. Hoover per Blade runner 2049.

Il Premio Oscar Matthew McConaughey presenta la categoria del Montaggio, con Lee Smith che ritira il suo primo premio grazie a Dunkirk, dopo la nominations nella stessa categoria per Il cavaliere Oscuro. Il film di Nolan continua dunque a fare incetta di premi Oscar tecnici, il che lo allontana, almeno secondo la tradizione, dalla statuetta per il Miglior film. Smith trionfa per la sua grandiosa capacità di legare un film tripartito in tre diversi momenti narrativi, nell’azione tambureggiante trasformata in linguaggio sonoro da Richard King.

Il miglior corto documentario è invece Heaven is a Traffic Jam on the 405 di Frank Stiefel. Il cortometraggio vincitore è The silent child, diretto da Chris Overton e scritto e interpretato da Rachel Shenton, partner del regista. A seguire, la magnifica esibizione di Andra Day e Common sulle note di “Stand Up for Something”, canzone del film Marshall, che procura ai due artisti una sentita standing ovation.

Chadwig Boseman, protagonista del film Marvel Black panther e la candidata Margot Robbie presentano il premio per la miglior sceneggiatura non originale: lo ritira James Ivory proprio per Chiamami col tuo nome. Diminuiscono dunque drasticamente le già basse probabilità di vedere il film del regista palermitano ritirare il Premio come miglior film della stagione. Ivory, regista di Camera con vista, ha adattato per il cinema il libro di André Aciman, da cui è tratto il film di Luca Guadagnino. Nicole Kidman presenta invece le candidature per la miglior sceneggiatura, con il Premio che va al comedy man Jordan Peele per il thriller satirico Get out. Sandra Bullock dichiara la vittoria dell’Oscar per Roger Deakins nella categoria della “Miglior fotografia”. Il direttore della fotografia di Le ali della libertà, 007 Skyfall e Non è un paese per vecchi riesce finalmente, dopo ben 14 nominations, a portare a casa una statuetta. Incredibile il suo lavoro per Denis Villeneuve nel sequel del film di Ridley Scott, per uno sforzo che amplifica le traiettorie coperte dallo sguardo, conducendoci ad una vera contemplazione delle distanze fisiche e dei desertici confini della civiltà.

Tutti in piedi per il presentatore Christopher Walken, Premio Oscar nel 1979 per il capolavoro di Michael Cimino Il cacciatore, al fianco di Robert De Niro. Il celebre compositore parigino Alexandre Desplat sale sul palco del Doly Theatre per ritirare il Premio per la miglior colonna sonora, vinto grazie al suo ricercato lavoro per Del Toro in La forma dell’acqua.

Arriva anche il momento di scoprire la miglior canzone originale, che è “Remember me” del film d’animazione Coco.

Jennifer Garner introduce invece il massimo momento di commozione per la cerimonia, con “In memoriam” che dipinge il ricordo degli attori, registi, e uomini di spettacolo scomparsi nell’ultimo anno, tra cui figura Jerry Lewis.

Emma Stone presenta i candidati all’Oscar per la miglior regia. Il premio è ritirato da Guillermo Del Toro per La forma dell’acqua. Il regista messicano, emozionatissimo, si dichiara un immigrato e prega per l’abbattimento dei muri in tempi difficili come quelli odierni, perché solo la libertà di espressione gli ha permesso di giungere all’ambito riconoscimento.  

Mancano quindi all’appello i due massimi premi per la recitazione, prima del gran finale.

Salgono sul palco Jane Fonda ed Helen Mirren, e presentano i candidati al Premio Oscar come miglior attore protagonista. È giunto il momento di scoprire se Oldman ritirerà il premio… ed è così. Jane Fonda non si fa attendere e legge immediatamente il verdetto dell’Academy, che regala la massima soddisfazione all’attore britannico.

Oldman ringrazia l’America, la sua terra d’origine, i suoi film e la sua famiglia. Si sofferma anche sulla figura storica di Winston Churchill.

Gustoso il siparietto tra Jodie Foster e Jennifer Lawrence, con la prima che sale sul palco con una stampella, accusando Meryl Streep, seduta in platea, di averle riservato “un gentile trattamento”. È il turno dell’Oscar alla miglior attrice protagonista, che vede trionfare ancora una volta Frances McDormand dopo Fargo, strafavorita quest’anno.

La McDormand si dice onorata di rappresentare tutte le signore di Hollywood: produttrici, registe, attrici, scenografe, truccatrici. Le invita poi a coltivare le storie attraverso la scrittura, perché tutte ne hanno qualcuna da raccontare, “ma non stasera, durante i party. Meglio tra 4-5 giorni”, specifica. La McDormand si riferisce all’auspicato cambiamento hollywoodiano nei confronti dell’universo femminile, alla speranza che le idee delle donne non siano solo un piacevole diversivo in un momento di festa, e che divengano ben presto il seme delle prossime produzioni cinematografiche.

Warren Beatty e Faye Dunaway rinnovano la loro presenza al Dolby Theater e durante la presentazione dell’Oscar al Miglior film, giocando con grande ironia sul tragicomico errore dello scorso anno che ha coinvolto La La Land di Damien Chazelle e Moonlight di Barry Jenkins. Il più atteso dei riconoscimenti va a… La forma dell’acqua, che conquista così la sua quarta statuetta, rispettando i pronostici.

“Sono cresciuto in Messico e da bambino ammiravo i film di registi come Frank Capra. Pensavo che mai sarebbe successo. Vorrei dire a chiunque sogni di continuare a farlo”. Queste le parole del cineasta, già regista de Il labirinto del fauno.

Di seguito la lista completa dei Premi e dei relativi vincitori in grassetto:

 

Miglior film

Chiamami col tuo nome; L’ora più buia; Dunkirk; Scappa – Get Out; Lady Bird; Il filo nascosto; The Post; La forma dell’acqua – The Shape of Water; Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior regia

Christopher Nolan – Dunkirk; Jordan Peele – Get Out; Greta Gerwig – Lady Bird; Paul Thomas Anderson – Il filo nascosto; Guillermo del Toro – La forma dell’acqua – The Shape of Water

Miglior attore protagonista

Timothée Chamalet – Chiamami col tuo nome; Daniel Day-Lewis – Il filo nascosto; Daniel Kaluuya – Get Out; Gary Oldman – L’ora più buia; Denzel Washington – Roman J. Israel, Esq.

Miglior attrice protagonista

Sally Hawkins – La forma dell’acqua – The Shape of Water; Frances McDormand – Tre manifesti a Ebbing, Missouri; Margot Robbie – I, Tonya; Saorsie Ronan – Lady Bird; Meryl Streep – The Post

Miglior attore non protagonista

Willem Dafoe – Un sogno chiamato Florida; Woody Harrelson – Tre manifesti a Ebbing, Missouri; Richard Jenkins – The Shape of Water; Christopher Plummer – Tutti i soldi del mondo; Sam Rockwell – Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior attrice non protagonista

Mary J. Blige – Mudbound; Allison Janney – I, Tonya; Lesley Manville – Il filo nascosto; Laurie Metclaf – Lady Bird; Octavia Spencer – The Shape of Water

Miglior sceneggiatura originale

The Big Sick; Scappa – Get Out; Lady Bird; La forma dell’acqua – The Shape of Water; Tre manifesti a Ebbing, Missouri.

Miglior sceneggiatura non originale

Chiamami col tuo nome; The Disaster Artist; Logan; Molly’s Game; Mudbound

Miglior film straniero

Una donna fantastica (Cile); L’insulto (Libano); Loveless (Russia); Corpo e anima (Ungheria); The Square (Svezia)

Miglior film d’animazione

Baby Boss; The Breadwinner ; Coco; Ferdinand; Loving Vincent

Miglior montaggio

Baby Driver; Dunkirk; I, Tonya; The Shape of Water; Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior scenografia

La Bella e la Bestia; Blade Runner 2049; L’ora più buia; Dunkirk; The Shape of Water

Miglior fotografia

Blade Runner 2049; L’ora più buia; Dunkirk; Mudbound; The Shape of Water

Migliori costumi

La Bella e la Bestia; L’ora più buia; Il filo nascosto; The Shape of Water; Victoria e Abdul

Miglior trucco e acconciature

L’ora più buia; Victoria e Abdul; Wonder

Migliori effetti speciali

Blade Runner 2049; Guadiani della Galassia Vol.2; Kong: Skull Island; Star Wars: Gli ultimi Jedi; The War – Il pianeta delle scimmie

Miglior sonoro

Baby Driver; Blade Runner 2049; Dunkirk; The Shape of Water; Star Wars: Gli ultimi Jedi

Miglior montaggio sonoro

Baby Driver; Blade Runner 2049; Dunkirk; The Shape of Water; Star Wars: Gli ultimi Jedi

Miglior colonna sonora originale

Dunkirk; Il filo nascosto; The Shape of Water; Star Wars: Gli ultimi Jedi; Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior canzone

Mighty River – Mudbound; Mistery of Love – Chiamami col tuo nome; Remember Me – Coco; Stand Up for Something – Marshall; This is Me – The Greatest Showman

Miglior documentario

Abacus: Small Enough to Jail; Faces Places; Icarus; Last Men in Aleppo; Strong Island

Miglior corto documentario

Edith + Eddie; Heaven is a Traffic Jam on the 405; Heroin(e); Knife Skills; Traffic Stop

Miglior cortometraggio

DeKalb Elementary; The Eleven O’Clock; My Nephew Emmett; The Silent Child; Watu Wote / All of Us

Miglior cortometraggio d’animazione

Dear Basketball; Garden Party; Lou; Negative Space; Revolting Rhymes

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Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

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