Orlando domani a Barletta, le parole del sindaco Cascella

barlettanews - Orlando

Barletta rende omaggio alla memoria di coloro che si sono sacrificati servendo lo Stato per il bene della collettività. Doppio appuntamento domani, lunedì 26 febbraio, con la partecipazione del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando: alle 15.30 per l’intitolazione di via Falcone e Borsellino e delle altre strade della nuova 167 della città dedicate alle vittime delle mafie e poi alle 15.50 in via XX settembre n.85 per lo scoprimento della targa commemorativa del 40° anniversario dell’agguato terroristico in cui perse la vita il Maresciallo Maggiore scelto del Corpo degli agenti di custodia, Francesco Di Cataldo.

“Per aver onorato il servizio nel carcere milanese di San Vittore con senso di umanità e rispetto dei valori costituzionali”. Queste le parole che resteranno per sempre impresse dinanzi alla casa del Maresciallo scelto Di Cataldo, suggellate dal ricordo del figlio Alberto che si unirà al messaggio del ministro Orlando e del sindaco Pasquale Cascella.

Barletta rinsalda così il legame con il concittadino “vittima del dovere”, assassinato dalle Brigate Rosse quarant’anni fa mentre si recava al suo quotidiano impegno di vice Comandante del carcere di San Vittore.

“Alla memoria – ha detto il sindaco Cascella – non può che fare seguito l’impegno a cogliere fino in fondo il senso del dovere nei confronti della comunità. Ecco perché è importante che la città onori la memoria di tutte le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. Lo faremo insieme alle nuove generazioni, rilanciando un messaggio di pace all’insegna dei valori di democrazia e libertà: lo dobbiamo a loro, che rappresentano il nostro futuro”.

La presenza del ministro Orlando segna così un percorso di continuità con l’arrivo in città, un mese fa, del capo della polizia Franco Gabrielli. Si trattava dell’intitolazione, sempre sulla 167 di due strade alla memoria degli agenti Tommaso Capossele e Savino Antonucci, deceduti, rispettivamente nel 2000 e nel 1988, nell’esercizio di un servizio alla comunità svolto sino al sacrificio. 

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