Una nuova sfida per la cantina sperimentale di Barletta

La nuova amministrazione comunale, nel sopralluogo effettuato il 10 settembre u.s. alla palazzina della ex cantina sperimentale di Barletta, in via Vittorio Veneto – presenti il sindaco dott. Cosimo Cannito, l’architetto Lamacchia del Rup, il dott. Velasco rappresentante del CREA, il dott. Manlio Cassandro, la dott. Antonella Sportell,i la sottoscritta prof.ssa Antonietta Magliocca, presidente della sezione della SSPP e portavoce del comitato cittadino per la tutela e riqualificazione della Cantina sperimentale di Barletta, la dott.ssa Esther Larosa, il prof.Mariano Stellatelli, soci di SSPP e componenti del citato comitato – si è confrontata con il problema del recupero e valorizzazione della biblioteca della ex cantina sperimentale.

Mi preme ricordare che il comitato cittadino, costituitosi, all’indomani della chiusura della cantina sperimentale (31.3.2016), inoltrò, a suo tempo, all’Amministrazione comunale, sindaco Cascella, un documento, notificando due proposte: 1) il mantenimento della struttura con il laboratorio di sperimentazione e l’incentivazione dell’attività di ricerca, 2) l’affidamento al Comune di Barletta di tutto il patrimonio storico-artistico-documentale-bibliografico depositato nella palazzina di via Vittorio Veneto, di proprietà del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), comprese le ampelografie di Vincenzo De Stefano che, a differenza del rimanente patrimonio, sono state messe in sicurezza dal Comune nel locale Museo-pinacoteca. Venuta meno la possibilità di acquisire la palazzina di via Vittorio Veneto come location del progetto di ripresa dell’attività di ricerca che avrebbe fatto leva sulla formazione del “Consorzio del Nero di Troia” fra produttori, imprenditori e operatori locali, non rimaneva che attivarsi per la messa in sicurezza di tutto il citato patrimonio. Dopo estenuante corrispondenza con la Soprintendenza archivistica e la Soprintendenza Alle belle arti e Paesaggio il Comune, essendo sindaco Cascella, addivenne alla stipula del “Protocollo d’intesa” con il CREA, secondo il quale l’intero patrimonio passerebbe al Comune di Barletta, previa musealizzazione, al fine di consentirne la fruizione da parte della collettività. Fu, quindi, individuata la palazzina Reichlin, sede della cantina dal 1947 al 1964, quale luogo per la ricollocazione e la citata musealizzazione, mentre il Comune affidava allo studio Cassandro la stesura del relativo progetto. Il progetto fu candidato poi con esito positivo, al bando regionale “Community library” con la dicitura “libri di vini. Recupero e valorizzazione della biblioteca della ex cantina sperimentale di Barletta”. In definitiva, la cantina sperimentale sopravvivrebbe nella memoria dei barlettani attraverso la storia raccontata dalla sua ricca biblioteca, dalle poche attrezzature rimaste per la vinificazione, dalle ampelografie De Stefano, dalla raccolta bisecolare di tralci con grappoli di uva in formalina ed etere, provenienti dai vitigni del territorio ofantino e da pochi altri oggetti.

Il problema è rimasto fermo al febbraio 2018. Le dimissioni del sindaco Cascella, il commissariamento del Comune, il cambio di Amministrazione hanno determinato un periodo di stallo, con pregiudizio per il recupero del materiale e il finanziamento regionale. Finalmente il sindaco Cosimo Cannito ha ripreso con grande determinazione il problema, lanciando, durante il citato sopralluogo, una nuova sfida: l’idea di acquisire la palazzina di via Vittorio Veneto destinandola ad usi consoni alle necessità dell’Amministrazione, secondo le stesse modalità che portarono il Comune ad acquisire il palazzo Della Marra. Sarebbe un intervento che consentirebbe la conservazione della memoria di quella che fu Centro di addestramento annesso alla Cantina Sperimentale al tempo di Mario Mattia e, successivamente, sede dell’Istituto sperimentale per l’enologia; una palazzina che insiste in un’area di rilevanza strategica, interessata anni fa dal progetto dei due lotti ex distilleria; area da valorizzare e da salvaguardare dalla speculazione edilizia a cui sarebbe esposta qualora l’edificio oggi demaniale, dovesse essere messo in vendita.

Quella che sorgerà sarà una biblioteca innovativa, con una molteplicità di supporti informatici che narrerebbero la storia dell’agricoltura meridionale, la storia dei vini. Una biblioteca contenente la ricca memoria della cantina sperimentale, una memoria che nutre l’identità cittadina. Al sindaco Cannito e ai suoi dirigenti spetta l’impegno di portare a conclusione un così importante obiettivo, al fine di tener viva la memoria dell’enologia barlettana come valore identitario in un territorio da sempre a vocazione enologica.

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