La nuova sede della Capitaneria giunta in… Porto!

barlettanews - capitaneria

L’occasione mi è stata fornita dal comunicato del Comune di Barletta con il quale si annuncia che “Martedì 12 settembre Barletta renderà omaggio al passato attraverso il raggiungimento di un obiettivo nel presente. La giornata del 74° anniversario della resistenza civile e militare della Città all’occupazione nazista, sarà infatti caratterizzata anche dalla inaugurazione della nuova sede della Capitaneria di Porto”. Mi fermo qui perché il resto del comunicato è un interminabile elenco di autorità partecipanti alla manifestazione che comprenderà “La consegna della teca con il tricolore per il comando e lo scoprimento della targa posta dinnanzi alla nuove sede della Capitaneria”.

Capisco bene che nell’elenco era impossibile inserire altri nomi (super affollato di per se!) ma sono fiducioso che qualcuno, durante la cerimonia, si ricordi di citare (non ho detto ringraziare, si badi bene) tutti coloro che, in quasi sei lunghissimi anni, si sono battuti, in modi diversi, prima per dare una sede adeguata alla Capitaneria e poi per tenere alta l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica, sul sempre presente pericolo di un’ennesima retrocessione del presidio marittimo se l’iter della riconversione dell’immobile non fosse terminato.

Il comunicato si conclude con un’affermazione del Sindaco il quale, giustamente, ha voluto spiegare come “Una tale giornata rinsalda lo storico legame di Barletta con la sua storia, il mare e il suo porto”.

Parole sante Fratello…parole sante!

“Historia magistra vitae” ricordava Cicerone e mai affermazione fu più esatta e purtroppo anche inascoltata.

Infatti ci era voluto non poco per “riavere” a Barletta la sede di questo importante Ufficio. Il 31 dicembre 2011, con un comunicato stampa, Nicola Maffei, Sindaco di Barletta, rendeva noto che “ … Dopo circa cinquant’anni viene attribuito a Barletta l’ambìto riconoscimento per l’Ufficio circondariale marittimo. Nella seduta del 28 dicembre scorso il Consiglio dei Ministri ha licenziato lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante l’elevazione dell’Ufficio circondariale a Capitaneria di Porto” e concludeva “ … vista la necessità di immobili adeguati all’elevando ufficio marittimo, mettevo a disposizione in comodato gratuito triennale la struttura del mercato ittico ubicato nei pressi del porto e, come è noto, non più utilizzata”.  Si proprio il mercato ittico, non più utilizzato e forse anche un po’ scivolato nelle brume dell’oblio.

Ovviamente quel meritato riconoscimento non era sceso dal cielo come la manna di biblica memoria, ma era il frutto di secoli di primato che la nostra Città ha sempre vantato nell’ambito dei traffici marittimi.

A Barletta infatti, sin dagli inizi del secondo millennio, hanno trovato dimora le attività economiche del nord barese. Qui si svolgeva la vera vita commerciale dell’intera zona ofantina sin dalle sue origini e sempre qui sono nati gli istituti di credito, “I Banchi”. Sin dalla metà del 1500 in strada Cambio si facevano operazioni di cambio monete (da qui il nome alla strada), mutui, prestiti a breve, rimesse finanziarie e i contratti di partecipazione detti allora di colleganza, oggi chiamati più pomposamente joint-venture. In questo contesto di immensa vitalità economica e di ricchezza, vi era “L’Erbaria” il mercato degli ortaggi, alimentato dagli orti e la “Pescaria” ovvero il mercato ittico ove  giungeva il pesce pescato lungo la costa.

Appena una settantina di anni fa il problema della costruzione di un mercato ittico era quanto mai impellente. Infatti nella seconda metà degli anni trenta (triennio 1935/37) erano stati sbarcati a Barletta oltre 1.750 tonnellate di pesce e altri prodotti della pesca. Tutto questo grazie ai 21 motopescherecci locali, barche a vela, reti da posta, reti a strascico e gli impianti fissi. Tale produzione soddisfaceva il consumo cittadino per circa 500 tonnellate mentre, la parte residua, veniva esportata fuori città.

All’epoca le contrattazioni di vendita per la merce riservata al consumo cittadino e per quella destinata all’esportazione, avvenivano all’aperto su una zona della banchina del porto, cintata con rete metallica. Naturalmente quella sistemazione, non certo ottimale, faceva si che persone e merci rimanessero esposte alle avversità atmosferiche sia nelle stagioni più clementi che durante i rigidi e piovosi inverni.

Per questi validissimi motivi si avvertiva forte la necessità della costruzione di locali che consentissero il deposito immediato della merce dopo lo sbarco e tutte le conseguenti operazioni di contrattazione e conservazione, per tutto ciò che rimaneva invenduto, in celle frigorifere.

barlettanews - conteducaL’Amministrazione comunale non attese oltre e il progetto di un mercato ittico opera dell’Ufficio Tecnico, redatto dall’Ingegnere Capo Raffaele La Regina in data 15 marzo 1939, veniva approvato e i lavori della costruzione affidati, con contratto del 18 marzo 1940, alla ditta Ceci Donato & Figli, mentre l’appalto per la fornitura dell’impianto frigorifero veniva aggiudicato alla ditta Officine Meccaniche ing. Dell’Orto di Milano.

Il collaudo dei lavori fu effettuato dall’Ingegnere Capo del Corpo Reale del Genio Civile di Lecce Ing. Comm. Valerico Maggiorotti in data 18 maggio 1944 e l’inaugurazione il giorno 22 del successivo mese di giugno.   

Concludendo, come recitava qualcuno, permettetemi sommessamente di pormi e porre una domanda: ma perché, senza voler esprimere pareri su nessuno, nella convenzione stipulata dal Comune con il Ministero per la concessione dell’immobile, non fu inserita una piccola clausola con la quale si decideva che la nuova sede fosse intitolata ad un marinaio barlettano, Medaglia d’Oro nella terza Guerra di Indipendenza, di nome Francesco Conteduca?

Ma non avevamo parlato di “Historia magistra vitae” ?

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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