Nulla è cambiato nella valle del fiume Ofanto

L’incontro istituzionale di Avellino consegna ancora un Parco di Carta e nessun miglioramento sostanziale al corso d’acqua regionale.

Il Consorzio per lo sviluppo sostenibile della valle del fiume Ofanto, denominato Consorzio Pro Ofanto, ente di diritto privato, che si pregia di annoverare tra i suoi soci e fondatori personalità accademiche, professionisti e Istituzioni pubbliche tra cui l’Università degli Studi di Bari, non che qualificati imprenditori nel campo ambientale, come la STRAGO S.p.a., e nel settore agroalimentare, apprezza l’iniziativa istituzionale del “Patto di Fiume”, siglato ad Avellino il 5 maggio scorso, nel quale per la prima volta le amministrazioni locali ed altre realtà rappresentative si uniscono per un obiettivo comune, piuttosto che scontrarsi e differenziarsi annullando reciprocamente i risultati della propria azione.

Allo stesso tempo contesta, però, alcune affermazioni riportate dagli organi di stampa nelle quali : … “ in questi pochi anni si sono avuti tangibili risultati per lo sviluppo dei vari contesti territoriali “ . Nulla, ad oggi, è cambiato nella valle del fiume Ofanto!  Il Parco naturale regionale, pur essendo stato istituito nel 2007, è ancora un “ Parco di carta “, assolutamente privo delle strutture di pianificazione territoriale. I vari progetti realizzati con finanziamenti europei sono stati realizzati al solo scopo di auto- referenziarsi e (poco o) nulla hanno inciso nel processo di crescita, sviluppo, valorizzazione e  corretto utilizzo del territorio. Al contrario, le Istituzioni hanno permesso e tollerato che il bacino imbrifero potesse ancora essere saccheggiato, deturpato e vilipeso, non facendo nulla per limitare la caccia, le coltivazioni nelle aree golenali demaniali o per proteggere attraverso le zone cuscinetto le aree di riserva naturale del Parco regionale e ultima, ma non ultima in ordine di tempo, la scandalosa occupazione e la successiva realizzazione della lottizzazione posta nel S.I.C. Sito d’Importanza Comunitaria, presente in prossimità della foce del fiume Ofanto.

Il Consorzio Pro Ofanto ha opportunamente presentato denuncia di danno ambientale presso la competente D. G. della Commissione  Europea, affinché si ponga fine allo scempio e alla devastazione del territorio nel solo interesse di poter vedere l’intera valle fluviale Ofantina protetta, in grado di poter esprimere e valorizzare le nostre, numerose eccellenze da quelle paesaggistiche e naturali, al patrimonio storico, artistico e archeologico.

A tal fine il Consorzio è promotore di una serie di Protocolli d’intesa con le più prestigiose Associazioni culturali e ambientaliste, tra cui i Rotary Club, Italia Nostra, “Ruotalibera” Bari e l’Archeoclub.

 

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