Nucleo di vigilanza IFAE di Barletta, una relazione sull’anno 2019

A causa della grave e perdurante crisi socio-economica che sta attraversando il paese e delle conseguenti difficoltà amministrative degli enti locali (in particolare della Regione), per la nostra organizzazione l’anno 2019, in linea con l’anno 2018, risulta essere “ il secondo anno peggiore di sempre”.

La nostra struttura, come statuito dal nostro statuto, si è data un taglio operativo particolare in quanto si caratterizza per la presenza di operatori volontari nominati guardie particolari giurate (in applicazione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza – TULPS). Essi, quali pubblici ufficiali e con i poteri e le funzioni acquisite dalle norme di riferimento, possono svolgere servizi di prevenzione e repressione diretta degli illeciti in materia ittico-faunistica-ambientale e zoofila.

Con il riassetto amministrativo degli enti locali avviato sin dall’anno 2015 ed in particolare con l’entrata in vigore dell’art. 20 della Legge Regionale Puglia 09/08/2016 n. 23 ed art. 41 comma 9, della L. R. 20/12/2017 n. 59, le competenze di nomina delle guardie giurate volontarie ittiche e venatorie sono passate dalle province alla regione. Questo cambiamento ha creato innumerevoli difficoltà amministrativo-procedurali che di fatto, hanno determinato un vero e proprio caos amministrativo, con il conseguente blocco delle nomine e dei rinnovi dei Decreti delle guardie in tutta la regione.

Tale situazione ha causato l’impossibilità operativa, in particolare nei settori caccia, pesca e ambiente, costringendo alcune organizzazioni similari alla nostra a sporgere formale denuncia presso gli organi giudiziari competenti contro la Regione Puglia.

E’ evidente che la conseguente inoperosità avutasi all’interno della nostra organizzazione nel decorso anno, è il frutto dell’incredibile ed inaccettabile stato di caos della burocrazia degli organi istituzionali. Tale stato di cose, inoltre, ha causato anche l’impossibilità di stipulare convenzioni e/o protocolli d’intesa con gli organismi istituzionali del territorio, con la conseguenza di non poter incamerare i contributi economici che consentono di utilizzare gli automezzi e le attrezzature  necessarie per consentire i servizi operativi ed il funzionamento dell’intero apparato organizzativo della nostra organizzazione di volontariato.

Ancor più grave risulta essere il danno che tutto questo ha causato al sistema ambientale: l’aumento del bracconaggio, l’aumento dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti i quali spesso vengono bruciati rilasciando nell’atmosfera fumi e polveri sottili pericolose per la salute pubblica, il degrado territoriale e l’aumento dell’illegalità.

In considerazione dei precedenti vissuti, i nostri servizi, quelli svolti in autonomia e quelli di supporto agli organismi pubblici competenti in materia ambientale, offerti sempre gratuitamente, sono stati ritenuti particolarmente efficaci e produttivi. Se fossero stati attivati avrebbero, senza ombra di dubbio, contribuito a migliorare lo stato di salute ambientale dei luoghi più minacciati dall’antropizzazione umana. Inoltre, avrebbero consentito un considerevole risparmio per le casse pubbliche (non dimentichiamo che un solo operatore dipendente ha un costo annuo per l’amministrazione pubblica di almeno 80.000 euro).

L’unico spiraglio di attività svolta, non meno importante della vigilanza, ha riguardato quanto segue:

  • La ricerca naturalistica attivata in seguito all’accertamento della presenza della Lontra nel tratto terminale del fiume Ofanto;
  • Su richiesta del PM della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, dott. Aiello, ed in collaborazione con due operatori della Polizia Locale di Barletta, e stato svolto un sopralluogo congiunto lungo il fiume “Ofanto”, in zona Canne della Battaglia, ove in precedenza sono stati abbandonati, e successivamente bruciati, alcune decine di copertoni i quali hanno determinato un danno alla vegetazione riparia del fiume;
  • Il recupero e la rimozione di materiale per la telefonia abbandonato nei pressi del fiume Ofanto, in zona “Cittiglio”, probabilmente oggetto di furto. Per detta operazione abbiamo richiesto ed ottenuto il pronto intervento dei Carabinieri di Barletta;
  • La diffusione della cultura e del rispetto dell’ambiente attraverso la diffusione del Documentario Naturalistico da noi realizzato dal titolo “L’avifauna del territorio – da Trani a Siponto” reso pubblico postandolo su youtube;
  • La collaborazione offerta al settore della protezione civile del comune di Barletta, in particolare alla Polizia Locale, a seguito delle avverse condizioni meteo del 25 gennaio 2019, caratterizzate dalla particolare furia del vento che ha causato la caduta di diversi alberi anche in città;
  • Il recupero e la conduzione presso l’Osservatorio Faunistico Regionale e Centro Recupero Selvatici di Bitetto di un esemplare di Istrice investito e ferito sulla s. s. n. 93, fra Barletta e Canosa. Il tutto a nostre spese;
  • L’invio di una “informativa” presso l’Autorità di Gestione del Parco Naturale Regionale del fiume “Ofanto” della Provincia di Barletta Andria Trani, a seguito dell’accertamento di un movimento terra abusivo che ha restrinto l’ampiezza dell’argine del fiume;
  • La realizzazione e la presentazione nella sala “Palumbieri” del Castello di Barletta del libro: “Manuale di qualificazione e aggiornamento per la vigilanza volontaria ambientale – ecologica – ittica – venatoria – zoofila nella Regione Puglia”. Il lavoro prodotto, curato dal sottoscritto, risulta essere uno strumento utilissimo per gli operatori della vigilanza volontaria e professionale, in quanto tratta: l’etica operativa e concetti fondamentali in materia di vigilanza, il procedimento amministrativo e penale, l’applicazione delle sanzioni in materia di rifiuti, animali, caccia, pesca nelle acque interne, funghi, tartufi, incendi boschivi, tutela dei geositi, alberi monumentali, parco naturale regionale del fiume “Ofanto”, nonché la modulistica verbali e la giurisprudenza di riferimento. Il tutto esposto in maniera più chiara possibile ed accessibile a chiunque.

Ciò nonostante, grazie alla pluriennale esperienza e alla professionalità maturata dai nostri operatori, con l’intento di concorrere efficacemente nell’opera di tutela ambientale, della conoscenza e del rispetto della legalità, il Nucleo di Vigilanza ha comunque messo in atto, se pur parzialmente, le attività operative possibili finalizzate al raggiungimento dei seguenti prefissati obiettivi:

  • Salvaguardare le risorse faunistico-ambientali;
  • Consentire al cittadino di esercitare le attività previste dalla legge: la caccia, la pesca, la raccolta dei funghi e dei tartufi ed ogni altra attività svolta nel territorio provinciale nel rispetto delle norme e del buon senso;
  • Diffondere la cultura della solidarietà e della conoscenza per una più efficace e consapevole tutela del bene pubblico e per l’affermazione della legalità;
  • Rafforzare il rispetto e l’utilizzo sostenibile delle risorse del territorio;
  • Collaborare con le istituzioni pubbliche e con gli altri enti pubblici e privati per il raggiungimento degli obiettivi comuni;
  • Tutelare la salute e la sicurezza pubblica operando fattivamente anche nel campo della protezione civile;
  • Rafforzare l’educazione civica e la convivenza sociale.

Le azioni svolte sono desumibili dai “Rapporti di Servizio” regolarmente redatti dagli operatori ed agli atti nell’ufficio del Nucleo. Esse, se pur di numero esiguo rispetto agli scorsi anni, hanno permesso di dare continuità alle azioni svolte in passato. Le attività svolte nel 2019 sono da ritenersi appena sufficienti per il fatto che le finalità sopra esposte sono state parzialmente ottenute.

SI ELENCANO IN DETTAGLIO LE PRINCIPALI ATTIVITA’ REALIZZATE:

  • Numero di uscite con pattuglie formate da almeno due operatori di vigilanza: 09;
  • Numero ore di servizio operativo svolto dalle pattuglie: 34;
  • Numero ore servizio dedicate alla formazione, all’aggiornamento, alla preparazione dei servizi, alla manutenzione delle strutture e dei mezzi in dotazione del Nucleo, alle “allerta” di protezione civile ricevute, allo svolgimento degli atti burocratici ed amministrativi, alla ricerca, alla cultura e all’educazione ambientale: 495;
  • Recupero fauna selvatica in difficoltà: 01;
  • Km percorsi dalle pattuglie: 84;
  • Collaborazioni offerte al comune di Barletta per attività di tutela ambientale e di Protezione Civile: 02;
  • Collaborazione con le forze dell’ordine (Carabinieri di Barletta): 01.

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