Nove mesi per riformare le Province

Ecco le tappe che porteranno alla riforma delle autonomie locali

Con l’approvazione definitiva del ddl Delrio alla Camera, lo Stato Italiano dovrà adesso muoversi per fare in modo che le varie modifiche previste nella legge di riordino siano messe in atto entro la fine dell’anno, cosicché le nuove Province possano vedere la luce entro il tempo previsto, ovvero il 1° gennaio del 2015.

Quello che si profila è quindi un calendario lungo appena nove mesi scarsi in cui si dovranno condensare tutti le azioni necessarie affinché quanto programmato da questa nuova riforma sia posto in atto, confermando la tendenza del nuovo esecutivo a voler realizzare le moltissime riforme previste nel più breve tempo possibile. Una tendenza di cui è possibile solo prendere atto, nel bene o nel male.

Rebus sic stantibus, entro la fine dell’anno, almeno le 19 amministrazioni provinciali commissariate e le altre 45 in scadenza di mandato dovranno passare al nuovo modello amministrativo attraverso una serie di tappe già stabilite.

La prima di questa vede la sua scadenza  per i primi giorni di luglio, periodo in cui il Presidente del Consiglio dovrà emanare un decreto in cui Stato e Regioni individueranno le nuove funzioni delle Province oltre a quelle già stabilite ex lege; un passo importantissimo che vedrà meglio definirsi l’importanza del “nuovo” organo ma che renderà più chiara la sorte degli oltre 51mila impiegati negli uffici provinciali, i quali verranno trasferiti agli uffici della Regione e delle nuove unioni di Comuni oppure continueranno ad occupare gli attuali posti di lavoro proprio a seconda di quali competenze verranno attribuite dal decreto suddetto.

I cambiamenti più radicali avverranno però tra i mesi di settembre e dicembre; entro la fine di settembre infatti dovranno essere eletti i nuovi consigli provinciali e, per quanto riguarda le città metropolitane, dovranno essere presentate le bozze di statuto da sottoporre al consiglio metropolitano, bozze che saranno votate entro la fine di settembre stesso.

Entro la fine dell’anno, infine, dovranno essere votati ed eletti i nuovi presidenti delle province; nello stesso termine dovranno essere approvati anche i nuovi statuti di Province e città metropolitane, fatta eccezione per la nuova città metropolitana di Reggio Calabria, che verrà istituita solo alla fine del 2016.

Se tutto andrà secondo quanto stabilito e, almeno per sommi capi, appena illustrato, nel 2015 ben 73 province cambieranno fisionomia: 64 di queste adotteranno il nuovo modello di provincia perché commissariate o in scadenza di mandato, le restanti 9  diventeranno invece città metropolitane. Rimangono infine altre 12 province, quattro in scadenza di mandato il prossimo anno e otto nel 2016, termini entro i quali anche queste “superstiti”  seguiranno quanto stabilito dall’ormai legge 56, terminando dunque la trasformazione degli enti locali in attesa della riforma costituzionale.

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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