Notte degli Oscar 2017: un finale thrilling con inaspettato twist incorona “Moonlight”

È piuttosto insolito poter utilizzare il vocabolo “transizione” per descrivere uno show particolarmente legato ad un lessico artistico tradizionalista. Ma se componiamo il mosaico abbinando alla transizione il termine “rivoluzione” possiamo avere maggior contezza di ciò che questa 89esima edizione della cerimonia di assegnazione dei premi Oscar ha rappresentato. Una rivoluzione compiuta in sede di assegnazione delle nominations, più che nello svolgimento sostanziale della competizione, che ha tagliato fuori i grandi nomi dell’ultimo cinema americano ma ha anche, come da tradizione, cercato di accontentare tutti i meritevoli concorrenti. Ma procediamo adesso con la cronaca della serata del Dolby Theatre di Los Angeles, condotta dal comico Jimmy Kimmel:

La notte degli Oscar è introdotta dall’energia di Justin Timberlake, che si esibisce davanti alla platea entusiasta con il singolo “Can’t Stop the Feeling”, candidato come miglior canzone per il film d’animazione Trolls. Kimmel inaugura la serata con un lungo monologo, soffermandosi con ironia sulla situazione politica statunitense, con un intervento che incoraggia con leggerezza all’incontro con l’altro e alla soluzione di ogni tipo di controversia sociale.

Subito dopo una standing ovation per l’eterna Meryl Streep, alla ventesima nomination, sale subito sul palco del Dolby Theatre Alicia Vikander. La bellissima e bravissima attrice è stata vincitrice del premio Oscar come miglior attrice non protagonista nella scorsa edizione, grazie all’interpretazione in The danish girl. È l’attrice svedese ad annunciare il vincitore del premio come miglior attore non protagonista, assegnato a Mahershala Ali. L’attore trionfa per il ruolo del pusher Juan in Moonlight di Barry Jenkins. Lo statunitense rispetta i pronostici, e ritira il premio in stato di visibile commozione, ringraziando i suoi maestri e i suoi insegnanti, grato di aver appreso da loro di dover sacrificare se stessi per far emergere i personaggi, veri ed unici protagonisti del cinema.

Sono Kate McKinnon (Ghostbusters)e Jason Bateman (La famiglia Fang) ad annunciare i vincitori nella categoria per il miglior trucco. A vincere è l’Italia, con Alessandro Bertolazzi, per Suicide squad, che ritira il premio vinto con i colleghi Giorgio Gregorini e Christopher Nelson.  Coleen Atwood, che ha già trionfato altre tre volte nella notte degli Oscar (Memorie di una geisha, Chicago, Alice in wonderland) vince invece per la quarta volta nella categoria per i migliori costumi. Octavia Spencer sale sul palco per un momento carico di tensione per il nostro paese. È infatti attesissimo il responso dell’Academy per il miglior documentario, premio che va a O.J.: Made in America, l’intenso ed imponente lavoro di Ezra Edelman sulla figura dell’ex giocatore di football americano O.J. Simpson. Edelman parla apertamente, nel ringraziare l’Academy, di razzismo della polizia americana bianca nei confronti della popolazione di colore. Sfuma quindi la possibilità di vedere la vittoria di un secondo italiano in questa notte prestigiosa, e Gianfranco Rosi deve accontentarsi della sola nomination per il suo film Fuocoammare.

È adesso il turno dei premi sonori, con Chris Evans che annuncia il vincitore per il miglior montaggio sonoro, Sylvain Bellemare, per Arrival. I suoi ringraziamenti vanno al regista Denis Villeneuve e alla grande assente di questa serata, Amy Adams. L’Oscar per il miglior sonoro va invece a La battaglia di Hacksaw Ridge.

Dopo Vince Vaughn, attore nella seconda stagione della serie tv True detective e nei film Psycho di Gus Van Sant e 2 single a nozze, è il turno di Mark Rylance, vincitore lo scorso anno del premio come miglior attore non protagonista ne Il ponte delle spie di Steven Spielberg. Il protagonista di Il grande gigante gentile, assegna il premio per la miglior attrice non protagonista a Viola Davis, premiata per l’interpretazione in Barriere, al fianco di Danzel Washington. L’attrice omaggia in lacrime l’attore premio Oscar per Training day citando il film L’attimo fuggente e definendo il collega “Capitano, mio capitano”, e ringrazia i suoi genitori. Si conferma dunque un’edizione degli Oscar molto attenta agli attori afroamericani.

Due star assolute come Shirley MacLaine e Charlize Theron annunciano il vincitore nella categoria del miglior film straniero, Il cliente. Sul palco è letto il messaggio di ringraziamento del regista, Asghar Farhadi, apertamente polemico con l’amministrazione Trump e con le leggi sull’immigrazione, per le quali ha deciso, in segno di rispetto con i suoi connazionali, di non presentarsi personalmente a Los Angeles. La serata prosegue con una magnifica prova canora di Sting sulle note di “The Empty Chair” e con l’assegnazione del premio come miglior corto d’animazione a Piper, che vince il duello virtuale nei pronostici con Borrowed time.

Il miglior film d’animazione è invece Zootropolis, e i registi ringraziano la Disney ed inneggiano alla comunione tra i popoli, oltre che all’abbattimento di ogni tipo di barriera. Dakota Johnson e Jamie Dornan, attori protagonisti delle trasposizioni cinematografiche di 50 sfumature di grigio e 50 sfumature di nero, assegnano il premio per la miglior scenografia a La La Land. Dopo un simpatico siparietto con degli ignari turisti invitati nel Dolby Theatre con l’inganno, è il turno del premio Oscar per i migliori effetti speciali: la vittoria va a Il libro della giungla. Seth Rogen e Michael J. Fox presentano il premio per il miglior montaggio, vinto da John Gilbert per La battaglia di Hacksaw Ridge. Da notare come La La Land, il grande atteso della vigilia, sia risultato finora premiato solo in una delle cinque categorie delle quali è stato svelato il vincitore.

Salma Hayek e David Oyelowo annunciano i vincitori del miglior corto documentario, The white helmets e del miglior cortometraggio, Sing. Leslie Mann e John Cho chiamano invece davanti al pubblico del più prestigioso teatro losangelino Linus Sandgren, direttore della fotografia svedesem premiato con l’Oscar per la miglior fotografia, che porta quindi a due gli Oscar provvisori di La La Land. John Legend si esibisce in una toccante interpretazione di  “Audition (The Fools Who Dream)”, canzone cantata da Emma Stone in La La Land , e Samuel L. Jackson assegna a La La Land e al compositore Justin Hurwitz l’Oscar per la miglior colonna sonora. L’Oscar per la miglior canzone è vinto ancora da La La Land, con “Audition -The Fools Who Dream”.

Ben Affleck e Matt Damon, con quest’ultimo al centro delle scherzose prese in giro di Jimmy Kimmel per tutta la serata, presentano l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale, vinto dal film Manchester by the sea, grazie alla sceneggiatura di Kenneth Lonergan, qui anche regista. E’ invece Moonlight ad aggiudicarsi il premio per la miglior sceneggiatura non originale. Trionfa il giovanissimo Damien Chazelle (appena 32enne) per la miglior regia con La La Land, che ritira un premio ampiamente pronosticato, ma tutto sommato meritato. 

È adesso il turno dell’attesissimo premio per la miglior interpretazione maschile da protagonista: a ritirare l’ambito riconoscimento è Casey Aflleck, per Manchester by the sea.  Il discorso di Affleck è un sentito ringraziamento che si sofferma in particolare su suo fratello, Ben Affleck, e su Kenneth Lonergan. La regia inquadra curiosamente Denzel Washington, candidato all’Oscar proprio nella stessa categoria di Affleck, che nonostante il discorso dell’attore del film di Lonergan, che lo cita tra le sue fonti d’ispirazione, non nasconde un certo disappunto per la decisione dell’Academy. 

Tocca a Leonardo Di Caprio, il grandioso attore premio Oscar per The revenant, annunciare il premio per la miglior attrice protagonista: Emma Stone è la vincitrice assoluta, emozionatissima e tremante sul palco del Dolby Theatre. 

Il momento topico e conclusivo della cerimonia coincide con l’assegnazione dell’Oscar per il miglior film. Per leggere il nome del film vincitore sono chiamati sul palco Faye Dunaway, indimenticata attrice in Chinatown di Roman Polanski e ne I tre giorni del condor di Sidney Pollack, e Warren Beatty (Gangster Story). Il vincitore sarà letto da Beatty, che al momento dell’apertura della busta ha un prolungato tentennamento. Ad anticiparlo è Faye Dunaway, che legge al suo posto il nome del vincitore: La La Land. Il film di Damien Chazelle corona nel migliore dei modi la sua partecipazione a questa storica serata, con tutta la troupe che sale sul palco per salutare il pubblico. Ma c’è un inaspettato colpo di scena! Durante i ringraziamenti, si scopre che per errore è stato consegnata a Warren Beatty la busta relativa alla categoria per la miglior attrice protagonista. Il vero vincitore è Moonlight di Barry Jenkins. È a questo punto evidente il motivo dell’incertezza di Beatty negli istanti precedenti la lettura: aveva forse già saputo il nome del film vincitore, ed è rimasto sorpreso nel leggere “La La Land” sulla busta in suo possesso, titolo peraltro abbinato al nome di Emma Stone. Nella confusione generale, e nell’evidente delusione di Emma Stone e Damien Chazelle, che impalliditi lasciano il premio a Barry Jenkins, si consuma il delitto perfetto di questa 89esima edizione della Notte degli Oscar. Per La La Land si tratta di una delusione cocente: il romantico musical diretto da Chazelle consegue solo sei dei quattordici premi per i quali era in lizza, confermando il talento e l’apprezzamento della critica per il giovane cineasta nativo di Providence, ma cedendo il passo su altri ed importanti categorie, due su tutte quella per il “miglior film” e quella per la “miglior sceneggiatura originale”. 

Di seguito, la lista completa dei premi e dei relativi vincitori:

Miglior film: Moonlight

Miglior regia: Damien Chazelle con La La Land

Miglior attore protagonista: Casey Aflleck per Manchester by the sea

Miglior attrice protagonista:Emma Stone per La La Land

Miglior attore non protagonista : Mahershala Ali per Moonlight

Miglior attrice non protagonista: Viola Davis per Barriere

Miglior sceneggiatura originale: Kenneth Lonergan per Manchester by the sea

Miglior sceneggiatura non originale: Moonlight 

Miglior film in lingua straniera: The salesman-Il cliente

Miglior montaggio : John Gilbert per La battaglia di Hacksaw Ridge

Miglior scenografia : La La Land

Miglior fotografia : Linus Sandgren per La La Land

Migliori effetti speciali: Il libro della giungla

Miglior canzone: “Audition -The Fools Who Dream” – La La Land

Miglior sonoro: La battaglia di Hacksaw Ridge

Miglior montaggio sonoro: Sylvain Bellemare, per Arrival

Miglior colonna sonora originale:  Justin Hurwitz per La La Land

Migliori costumi : Coleen Atwood per Animali fantastici e dove trovarli

Miglior trucco e acconciatura : Alessandro Bertolazzi per Suicide Squad

Miglior film d’animazione : Zootropolis

Miglior documentario: O.J.: Made in America

Miglior cortometraggio: Sing

Miglior cortometraggio documentario : The white helmets

Miglior corto d’animazione : Piper (corto introduttivo al film Alla ricerca di Dory)

 

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Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

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