Nota dell’avvocato Di Modugno, difensore del Consigliere Losappio

Riceviamo la nota inviataci dall’avv. Nicola Di Modugno con la quale ritiene offrire ai lettori maggiori dettagli sulle motivazioni del dispositivo del Consiglio di Stato che ha visto il ricorso del consigliere Losappio essere accolto, invalidando quanto stabilito dal T.A.R Puglia e confermando la correttezza del risultato elettorale

Com’è noto la V Sezione del Consiglio di Stato ha accolto l’appello presentato dal Dr. Losappio avverso la sentenza del T.A.R. Puglia che aveva dichiarato l’inammissibilità del ricorso incidentale dello stesso Losappio proclamando eletto al Consiglio Comunale di Barletta Pino Rizzi e primo dei non eletti il Dr. Riccardo Memeo.
La declaratoria di inammissibilità del ricorso incidentale per un preteso difetto di notifica ad alcune delle parti evocate in giudizio dal Rizzi, è stata totalmente capovolta dal Consiglio di Stato. La sentenza di appello, estesa dal Consigliere Francesco Caringella, ha magistralmente delineato la vera natura del ricorso incidentale proposto dal Dr. Losappio volto ad ottenere non l’annullamento del verbale di proclamazione ma, al contrario, la sua conferma come Consigliere Comunale.

Ne discende l’affermata piena conformità al Codice della notifica al solo ricorrente principale del ricorso incidentale. Ma v’é di più: il Consiglio di Stato è entrato nel merito della causa dichiarando solennemente il pieno diritto del Dr. Losappio a sedere nel Consiglio Comunale di Barletta come si evince in modo inequivocabile da una semplice lettura della motivazione della sentenza.
Precisa, infatti, l’autorevole Collegio: “Ritenuto che i ricorsi incidentali del Losappio sono fondati nella parte in cui, con censura assorbente, si lamenta l’avversa attribuzione di almeno sei preferenze nella sezione 40 in quanto le risultanze della verificazione hanno attestato che, per mero errore materiale, sono stati assegnati al candidato in esame solo quattro voti a fronte dei quattordici effettivamente espressi in suo favore”.

Prosegue la V Sezione : “Ritenuto, pertanto, che l’attribuzione dei sei voti aggiuntivi reclamati, compresi nei dieci accertati, consente di attribuire al Losappio 717 voti, a fronte dei 713 voti riconosciuti al Rizzi e dei 712 al Memeo con conseguente inammissibilità, per difetto di interesse, dei ricorsi principali di primo grado”.
Orbene, mai come in questo caso, del Consiglio di Stato va apprezzata non soltanto la cultura giuridica, degna delle sue gloriose tradizioni, ma anche la rapidità ove solo si consideri che la sentenza è stata pubblicata il 2 luglio 2014 vale a dire a distanza di appena 28 giorni dal deposito dell’appello avvenuto il 4 giugno scorso.
Ebbene, un Collegio giudicante definisce una causa di appello pronunziando, in appena ventotto giorni la sentenza in un caso così complesso (vi erano alcune importanti questioni procedurali da definire nell’ambito della causa assolutamente prive di precedenti in materia), costituisce un primato in termini di brevità della durata del processo non soltanto in Italia ma, addirittura, in Europa.

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