Primo salotto finanziario a Barletta – Rischi e pericoli di una non corretta pianificazione di successione

Mercoledì sera presso l’Itaca Hotel di Barletta si è tenuto il primo “salotto finanziario sul passaggio generazionale della successione e l’eredità”.

Un tema piuttosto difficile quello della tutela patrimoniale ma spiegato in maniera semplice dal Consulente Finanziario Antonio Martellotta anche per un pubblico di non addetti ai lavori.

Sono stati forniti consigli pratici per evitare le aule dei tribunali e i tempi lunghi della giustizia poiché secondo il rapporto Istat del 2016, il 45% delle cause in Italia riguarderebbero i contenziosi familiari. Oggi il nostro Paese è un paradiso fiscale per i defunti perché vanta le tasse sulla successione più basse di tutta la comunità europea.

Cosa significa aver le tasse più basse di tutta l’Europa? Perché questo è un problema? Come mai è opportuno pensare alla propria successione anche se non si è in possesso di patrimoni dalle grandi cifre? Soprattutto, perché è il caso di pensare ai propri eredi nonostante ci sia una grande agevolazione sulla tassa della successione?

L’Europa ha proposto alla nostra nazione di aumentare le tasse sulla successione. È attualmente in atto uno studio considerando che: negli Stati Uniti la tassa è pari al 50%, in Belgio addirittura un 60%. Ecco perché in Italia, invece, solo l’8 % della popolazione, dato fornito dall’Eurisco, valuta la possibilità di organizzarsi con testamenti e strumenti moderni di pianificazione.

Una pessima programmazione o l’assenza totale della stessa possono creare grandi danni non solo nei i rapporti familiari, ma anche nella stessa società.

Consideriamo infatti che un 20% degli imprenditori qui in Italia sono perlopiù ultra settantenni e nel caso in cui non abbiano ben pianificato la propria successione, l’unica cosa che si riempirà una volta avvenuta la dipartita, saranno più le aule dei tribunali che le tasche dei familiari. 

Pensare alla propria successione oggi, non avviene per svariate ragioni e le principali sono: per una forma di scaramanzia, per una scarsissima informazione e anche perché ci si affida allo Stato.

Nonostante in molte famiglie sembra che governi armonia e gioia tra i parenti in casi di successione, purtroppo, il più delle volte inizia a disseminare la tranquillità il cosiddetto “principio”, sia quando il patrimonio è ricco e sia quando (soprattutto) non lo è.

Le ragioni per organizzarsi al meglio non sono solo affettive ma anche economiche poiché oggi, per la prima volta nella storia, la generazione successiva è più povera rispetto alla precedente.

Cosa significa questo?

Che nonostante si possa ricevere una grande eredità, purtroppo bisogna tener conto delle tasse che si applicano ancora prima di riceverla.

Un tempo esisteva la “famiglia patriarcale”, ovvero il classico nucleo famigliare dove la donna era sottomessa all’uomo (per legge) e si ragionava per stirpe, ovvero che il patrimonio dovesse rimanere nella stessa progenie evitando il più possibile le commistioni. 

Oggi, invece, il concetto di famiglia si è esteso e diversificato da quello patriarcale poiché mette in conto componenti anche non consanguinei, aprendosi così alla definizione di “famiglia allargata”.

La “famiglia allargata” coinvolge coppie di fatto ma non sposate e possono essere sia eterosessuali che omosessuali.

In una mancata organizzazione, quindi, il coniuge rimasto vedovo potrebbe dover dividere il patrimonio (magari creato nel tempo con il proprio partner) con parenti annessi e connessi del defunto o, ancora peggio, la possibilità di non rientrare nell’eredità.

Perciò, volendo evitare tutto ciò, si possono gestire i propri possedimenti come meglio preferiamo e questo può avvenire tramite tre tipologie di successione: la legittima, la necessaria e il testamento.

La successione legittima, avviene quando non si decide la divisione del nostro patrimonio, ma ci si affida alle leggi Statali che coinvolgono: il coniuge, i discendenti, gli ascendenti, i collaterali, gli altri parenti e lo Stato. Prima di procedere con questa soluzione è opportuno conoscere la percentuale che spetta ai legittimali al fine di evitare possibili comproprietà.

La necessaria, invece, è la scelta di dare una percentuale maggiore dei propri beni a chi preferiamo, ma non tutto ciò che vogliamo, questo poiché vi sono dei limiti di legge che impongono nel caso di figli che una percentuale fissa vada agli altri eredi

Il Testamento è un semplice foglio di carta su cui scrivere le proprie volontà e deve essere siglato e datato anche nel caso di ripensamenti che possono avvenire in vita. L’importante è essere attenti alla firma e alla data, oltre a fare più copie, soprattutto quando il testamento è segreto.

In tutti i casi ci sono dei limiti legittimali di cui bisogna tener contoed è comunque necessaria una corretta pianificazione. Perché questo?

<<Per evitare inutili prelievi fiscali – ha affermato il consulente finanziario Antonio Martellotta durante il convegno – evitare litigi tra gli eredi, assicurarsi un uguale trattamento nella distribuzione del patrimonio tra gli eredi, assicurare all’erede più debole la parte più consistente del patrimonio e proteggere il proprio patrimonio per evitare che si disperda.

È anche importante scindere l’impresa dalla famiglia perché, se non ci sono i giusti strumenti di tutela, il patrimonio famigliare e quello dell’impresa si fonderanno in un’unica eredità e, nel caso di debiti, si rischia che vengano accollati ai propri familiari.

È meglio evitare di decidere da soli, ma affidarsi a chi di fiducia o chi di competenza. In tutti i casi è opportuno condividere le proprie volontà in famiglia, spiegando le varie ragioni, poiché dopo la morte è più facile che si litighi piuttosto che trovare un accordo.

Bisogna anche prepararsi all’imprevisto poiché nel caso in cui ci siano situazioni patrimoniali ,non facili da gestire, possono portare un dispendio economico fiscale nell’ambito del passaggio abbastanza gravoso in termini di tempo e denaro>> ha concluso il consulente finanziario Antonio Martellotta.

Bisogna anche sapere che la successione non si organizza in un giorno, che è un processo abbastanza lungo in cui ci sono vari step da seguire.  Volendo, si può optare anche per la donazione del proprio stato patrimoniale ,durante la vita stessa, senza aspettare necessariamente la scomparsa.

In questo caso è possibile anche essere esenti da eventuali tassi futuri poiché soggetti ad un cambiamento imminente e tener conto di alcuni dettagli che possono sfuggire: come nel caso di un mancato passaggio dell’atto notarile che renderebbe nullo qualsiasi movimento.

Quindi, ribadendo il concetto di pianificazione, è opportuno tener conto delle proprie volontà e di quelle dei propri figli qualora non vogliano seguire lo stesso percorso professionale; pensare alla propria impresa e al danno che si arrecherebbe qualora andasse in mani incompetenti; pensare al proprio partner qualora il rapporto non sia convalidato da un matrimonio; pensare ad una suddivisione dei propri averi nel modo più corretto ed essere informati sui minimi di legittima e sulla percentuale delle tasse applicabili. 

Pianificare la propria successione ai fini di una corretta gestione del proprio patrimonio è meglio che non far nulla e affidandosi completamente allo Stato, anche perché la legge della tassazione sulla successione è prossima ad un importante aumento fiscale.

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Francesca Soricaro
Francesca Soricaro nata a Manfredonia nel 1986. Ha conseguito la maturità in "ragioniere e perito commerciale" nell'anno 2005 e subito dopo è entrata nell'azienda di famiglia. Da sempre ha la passione per l'arte declinata in tutte le sue sfumature, per la tecnologia, il disegno artistico e digitale, musica e moda.

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