Non c’e ancora quiete a Barletta dopo la bomba d’acqua

L’estate 2014 caratterizzatasi più per il maltempo e l’utilizzo degli ombrelli che per lo sfoggio dei costumi da bagno, esattamente una settimana fa ha “regalato” un altro sgradito imprevisto alla città della Disfida. Una poderosa cellula temporalesca di mezza estate ha messo Barletta, ancora una volta, in ginocchio.

Eppure, va detto, il temporale che sabato 16 agosto si è abbattuto sulla città, è stato intenso ma non lunghissimo. Abbiamo assistito, dunque, alle solite “scene” da nubifragio. Strade letteralmente ridotte in fiumi impercorribili, in centro come in periferia; forti, dunque, i disagi subiti dai cittadini. Sono sempre le zone periferiche, ahimè, quelle deputate al pagamento del tributo più pesante.

Il sottopasso di viale Marconi e la zona 167, come di consueto, si sono trasformati in discariche galleggianti,  ricettacolo di qualsivoglia rifiuto che ne è confluito anche a causa del materiale fuoriuscito dai tombini della fogna otturati.

Evidentemente, ahimè,  la verità è che Barletta ha, da sempre, un serio nonché irrisolto problema con la pioggia che nessuna amministrazione sino ad ora ha mai affrontato con responsabilità ed efficienza. Negligenza e disinteresse l’hanno fatta sempre da padroni nella nostra città.

Non si sono fatte attendere, dunque, le comprensibili proteste dei cittadini che hanno alimentato, come era prevedibile, anche una velenosa polemica politica, diffusasi a macchia d’olio sui social, attraverso invettive e contestazioni di ogni sorta contro l’amministrazione in carica e il primo cittadino, reo (?) di non aver risolto, in poco più di un anno, lo scempio a cui si è assistito e che si è costretti a subire, puntualmente, in caso di abbondanti piogge, da decenni!!!

Difatti, aver creduto che si potesse risanare un territorio, quale è il nostro, deturpato durante innumerevoli anni di malapolitica, in un solo anno di amministrazione, è stata davvero un’idea utopistica, un guanto di sfida, lanciato alla neonata amministrazione, che si sarebbe potuto vincere solo a colpi di superpoteri, individuando alla guida della città, non un sindaco, bensì un super eroe!!!

Si sfoga il primo cittadino affidandosi, come è sua consuetudine sin dal suo insediamento, alla sua pagina facebook.

Ben due i comunicati divulgati. Il primo, all’insegna di un ridimensionamento del problema. Minimizza, difatti, il sindaco, attribuendo, in un primo tempo, le responsabilità delle difficoltà scaturite da un evento, sicuramente imprevisto, seppur nelle sue conseguenze da sempre annunciato, al “clima che cambia” ( cito testualmente).

Decisamente un’analisi che, di primo acchito, non ha convinto, la sua, atteso che il verificarsi del fenomeno allagamenti ha afflitto Barletta e i Barlettani, come abbiamo già avuto modo di precisare, da un arco temporale più che datato, addirittura si sono spesi sull’argomento articoli di giornale sin dagli ormai lontani anni ’70. Testimonianze, che riproducevano perfettamente la situazione in cui versa la nostra città attualmente.

Inaspriscono la polemica, dunque, le dichiarazioni del sindaco rese all’indomani dell’accadimento definito dallo stesso primo cittadino “incubo di mezza estate” e la esasperano a tal punto che Cascella divulga un secondo comunicato dai toni tutt’altro che pacati che, però, sicuramente, sortisce un maggiore effetto chiarificatore dell’incresciosa vicenda nonché dei fattori che la hanno determinata. E già, in realtà, la componente climatica ha un’incidenza da ritenersi assolutamente marginale rispetto a quelle che sono le reali cause sottese al verificarsi di eventi che hanno messo a soqquadro la città. Le individua in maniera puntuale questa volta il primo cittadino attraverso parole incisive che non lasciano spazio a fraintendimento alcuno.

Riemergono, difatti, tutti nodi mai sciolti, derivanti dalla cattiva nonché irresponsabile gestione della cosa pubblica, riaffiorano legittimi sentimenti quali rabbia,malcontento, delusione, mancanza di fiducia da parte dei cittadini verso le Istituzioni, verso una politica che illude ma poi, puntualmente, delude.

Illude nel presentare ai cittadini, durante le tornate elettorali, il consueto libro dei sogni che resterà di fatto incompiuto; delude nel millantare facili e sbrigative soluzioni che difficilmente troveranno un riscontro nell’immediatezza, dovendo fare i conti con una realtà già conosciuta e artatamente celata agli elettori, considerati solo merce di scambio di voti e promesse mai mantenute.

Una matassa, quella che il primo cittadino si trova tra le mani, talmente ingarbugliata che per districarla forse non sarà sufficiente una sola legislatura. “La complessità del problema è sotto gli occhi di tutti – tuona, difatti, Cascella- c’è da progettare, c’è da collegare l’intervento per i canali agli altri previsti per il nuovo depuratore, per l’impianto di affinamento con cui utilizzare le acque reflue, per le opere di urbanizzazione nelle aree urbanizzate cementificate dove l’acqua della pioggia scorre come fiumi in piena; ci sono i finanziamenti da trovare e le autorizzazioni da acquisire; ci sono gare da realizzare in termini di trasparenza e in tempi efficaci”.

La situazione prospettata è di una tale macchinosità che la mole di lavoro richiesta per farvi fronte con soluzioni rapide ed efficaci richiederà un miracolo che, forse, neanche attraverso l’intercessione del Santo Protettore cittadino sarà possibile risolvere nei tempi brevi auspicati dal sindaco.

Dalle parole di verità, pronunciate da Cascella, traspare tutta l’amarezza di chi quasi si sente con le spalle al muro, avvolto da una nebbia talmente fitta che neanche la sopraggiunta quiete dopo la tempesta sembra riuscire a diradare. Rivolge un accorato appello ai suoi concittadini Cascella, nel tentativo di ricevere “ la ricetta” giusta, quella che soddisfi i gusti di tutti, anche dei più esigenti, per risolvere, come la definisce lui, “una situazione incancrenita” dai giochi di potere di una classe politica che risulta essere la sola responsabile delle condizioni di criticità che interessano la nostra Città.

Una governance, dunque, quella che ha preceduto l’amministrazione Cascella, nei confronti della quale, invece, sarebbe prematuro esprimersi dopo appena un anno di mandato, mostratasi disamorata alla realizzazione del bene comune e tutt’altro che attenta alle sorti del proprio territorio.

Qual è la “ricetta” giusta? Questo l’interrogativo rivolto da Cascella ai cittadini di Barletta.

Da cittadino mi sento chiamata in causa, poiché un sindaco deve essere il sindaco di tutti e non solo dei suoi elettori. Ritengo, dunque, che la “ricetta giusta” debba essere quella elaborata con l’utilizzo di ingredienti semplici, genuini, quali: l’onestà, il coraggio, la buona volontà, una ricetta che debba essere in grado di coinvolgere uomini capaci ma soprattutto uomini con la “u” maiuscola che intendano munirsi di una ramazza in grado di eliminare le scorie dalla nostra casa comune.

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Patrizia Corvasce

Patrizia Corvasce, classe ’72.
Maturità classica. Giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 1° febbraio 2016. Appassionata di diritto, teatro e politica. Già consigliere comunale. Attualmente collabora con la testata giornalistica telematica Barletta News occupandosi prevalentemente di approfondimento politico. Crede che la libertà di stampa dipenda soprattutto dalla volontà di fare informazione libera.

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