Intervista esclusiva al neo segretario PD Nicola Defazio

Defazio

È Nicola Defazio il neo segretario cittadino del partito democratico: classe ’66, già consigliere comunale con Fiore sindaco e con la prima Giunta Maffei nonchè assessore alla legalità, sicurezza, polizia municipale e protezione civile nella seconda amministrazione Salerno.
La sua acclamazione – unico candidato a concorrere – si è consumata al termine della giornata di avvio del Congresso cittadino del PD, svoltasi sabato 21 ottobre presso Itaca Hotel.

A una settimana dalla sua nomina, Barletta News lo ha incontrato per conoscere meglio l’uomo che la sezione cittadina ha scelto come guida politica.

Segretario, innanzitutto congratulazioni! Si presenti ai nostri lettori: cosa fa nella vita e qual è stato finora il suo percorso politico?

Nella vita svolgo la professione di  avvocato civilista e il mio percorso politico nasce e si sviluppa a sinistra, prima, e nell’ambito del centro sinistra, successivamente.

Lei è stato per un lungo periodo lontano dalla politica ”attiva”. Può spiegarci le ragioni di questa sua scelta?

In realtà penso che quando si è affascinati ed interessati dalla politica non è detto che si debba necessariamente espletarla solo dal punto di vista attivo e  con coinvolgimento diretto. Tutti nella vita facciamo politica, anche inconsciamente. Si fa politica sia in ambito sociale che in quello lavorativo: la politica è fare scelte. In realtà, non sono mai stato lontano dai luoghi della politica pur non avendo rivestito negli ultimi anni ruoli istituzionali.

E quale forte motivazione l’ha spinta a rimettersi in gioco accettando la più che difficile sfida di ricomporre un partito in macerie?

Da cittadino, che per di più ha anche maturato una certa esperienza in politica, ho inteso rimettermi in gioco al servizio della città: le sfide mi hanno sempre appassionato.

E’ un ottimo risultato il suo, anche se – bisogna dirlo – le è piaciuto vincere facile visto che era l’unico candidato. Ci spieghi, come si è arrivati a convergere all’unanimità sulla sua candidatura?

Alla convergenza si è arrivati con un dialogo costruttivo e con la condivisione di un programma di massima che intende mettere al centro dell’azione politica l’organizzazione e le regole. Questo non vuol dire pax ad oltranza: dall’esito congressuale si è comunque determinata una netta maggioranza ed una minoranza.  In ogni caso, il confronto,  anche se a volte più serrato, dovrà sempre basarsi sul rispetto delle idee e delle opinioni di ciascun membro nell’interesse del partito.   

Lei succede a Franco Ferrara. La sua nomina va nella direzione della continuità o della discontinuità rispetto al percorso realizzato dal segretario uscente? In altri termini, tra innovazione e tradizione a cosa darà più spazio?

Mi lasci fare un doveroso ringraziamento al segretario uscente che con tutte le difficoltà del caso è riuscito a tenere in piedi la bandiera del PD a Barletta. Non penso che un nuovo percorso – anche da me rappresentato – deve buttare via l’acqua sporca con il bambino. Anzi, essendo stato diverso tempo lontano attivamente dall’alveo politico, sto procedendo ad una ricognizione del pregresso per poter avviare politiche di cambiamento anche, e perché no, in discontinuità con il passato. In ogni caso, con la mia azione cercherò di trovare il giusto equilibrio tra innovazione e tradizione. Forse nell’immediato mi affiderò un po’ di più alla tradizione come base fondante della necessaria innovazione.

E quali i temi su cui intende impegnarsi la sua segreteria politica?

Non ho la presunzione di avere tutte le risposte a portata di mano, ma sicuramente nei miei impegni sarà data priorità alle tematiche inerenti il sociale, la disabilità, l’ambiente, la scuola, il turismo, l’offerta ricettiva locale, il mare, i giovani.
La politica è dunque chiamata a ripartire da progetti concreti e dalla condivisione dei programmi con e per i cittadini: sarò un segretario al servizio degli ultimi.
In merito ai giovani mi lasci aggiungere che ritengo il confronto con “ forze fresche”  imprescindibile per poter incidere con lungimiranza.

Quali sono – secondo lei – le qualità di un buon segretario? E Con Nicola Defazio inizia un nuovo corso per la locale sezione del Partito Democratico; cosa dobbiamo aspettarci?

Il segretario rappresenta gli iscritti del partito. Un buon segretario deve dettare indirizzi politici sicuramente anteponendo gli interessi dei cittadini a quelli particolari. Certamente non ho la bacchetta magica ma saprò spendermi al meglio. E tra qualche mese sarò ben lieto di incontrarla per poter fare un primo bilancio del mio lavoro.  

I membri del nuovo direttivo, resi noti dalla stampa locale quasi all’indomani della sua nomina, appartengono alle tre anime del PD da sempre in conflitto. I loro nominativi le sono stati imposti o avuto “carta bianca” nell’individuarli? E con  quali criteri li ha scelti?

Al momento non ho avuto alcuna imposizione. I membri del direttivo sono iscritti che hanno colto la sfida e l’invito alla responsabilità e di conseguenza vogliono impegnarsi in questo percorso al fianco del sottoscritto. 

Lei ha dichiarato in tono polemico di non essere meravigliato per i numeri “ da prefisso telefonico” che hanno caratterizzato il Congresso cittadino del suo partito. Come giudica – proprio nel giorno della sua acclamazion e – la assenza di componenti significative del PD locale?

Attualmente in politica vedo poco entusiasmo e scarsa condivisione. Forse è proprio questo il problema. Sicuramente la scarsa partecipazione in occasione del Congresso non è stata un bel vedere né , ancor meno, un bel messaggio per la città. Ero abituato ad altri numeri  legati forse ad un momento dove la condivisione ed il coinvolgimento erano le parole d’ordine della politica.

Qualcuno dice che lei è “un segretario di passaggio”. Cosa si sente di replicare?

Non mi sento di replicare nulla. Del resto: chi non è di passaggio in questo mondo scagli la prima pietra. Dobbiamo convincerci tutti che quello che abbiamo, in generale, non è nostro ma lo abbiamo ricevuto in prestito dai nostri predecessori, per restituirlo integro e possibilmente migliorato ai nostri figli. In quest’ottica, a mio avviso, si deve fondare la nuova visione di crescita e di progresso.

La vigilia della sua nomina – un significativo momento per la vita politica cittadina- è stata caratterizzata dalla visita di Renzi nella Città della Disfida. In un passaggio del suo discorso di insediamento a segretario cittadino del PD, lei non ha risparmiato stoccate polemiche all’azione politica dell’ex Presidente del Consiglio. Qual è, dunque, il suo giudizio sul segretario nazionale del suo partito: promosso o bocciato?

Di Renzi tutto si può dire ad eccezione che non sia un uomo operativo:  ha la capacità di stare dietro a tutto e di essere onnipresente. Bene, qualcuno non ritiene positiva questa capacità. Tuttavia è innegabile che egli sia un riformista. Ritengo, in ogni caso, che gli farà bene questo viaggio in treno:  il contatto con i territori e con la cruda realtà gli farà capire che il web è un’altra cosa. Personalmente lo “rimanderei a settembre”.

Veniamo ai fatti di casa nostra.

Il sindaco Pasquale Cascella è intervenuto durante il congresso chiedendo al partito democratico una sorta di bilancio sul suo mandato ormai in scadenza. Secondo Nicola Defazio, il primo cittadino va promosso o bocciato?

Il sindaco di Barletta si è catapultato in un contesto molto particolare nonchè caratterizzato da una sfiducia formale al suo predecessore. E’ evidente che ha assunto responsabilmente un ruolo di governo ignaro delle difficoltà e delle insidie che l’attendevano. Quindi nel corso del suo mandato ha scontato, a mio avviso, la frustrazione dei personalismi che hanno offuscato ogni raziocinio politico. Mi sento, dunque, e nonostante tutto, di promuoverlo.

Ci congediamo da lei rivolgendole altre due domande:

Amministrative 2018: qual è la sua opinione sulle primarie?

Personalmente ritengo le primarie un valido strumento di scelta. Tuttavia questa sarà una decisione che spetterà al Partito Democratico.

Tre aggettivi per descriversi.

Ora, in questo particolare momento, non ne servono tanti aggettivi, ma uno soltanto: determinato.

Grazie avvocato. Buon lavoro.

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Patrizia Corvasce

Patrizia Corvasce, classe ’72.
Maturità classica. Giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 1° febbraio 2016. Appassionata di diritto, teatro e politica. Già consigliere comunale. Attualmente collabora con la testata giornalistica telematica Barletta News occupandosi prevalentemente di approfondimento politico. Crede che la libertà di stampa dipenda soprattutto dalla volontà di fare informazione libera.

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