“Nessuno potrà mai udire la mia voce”, un libro dedicato alle donne

Si è tenuta, presso la libreria La Penna Blu, la presentazione del libro  “ Nessuno mai potrà più udire la mia voce.”  Si tratta di un romanzo della scrittrice Deborah Riccelli, pubblicato con Nuova Palomar Editrice.

Ha introdotto  Ninni Cosma – Nuova Palomar Editrice; sono intervenuti: Deborah Riccelli – Scrittrice e cofondatrice dell’ associazione “Oltre il silenzio”; Tina Fiorentino – Presidente Associazione “L’altra voce”; ha moderato Floriana Tolve.

Così si esprime l’autrice Deborah Riccelli, rilasciandoci un’intervista riguardante il suo libro.

Provo a dire da cosa sono stata ispirata, sinceramente, come specifico nelle prime pagine da una frase ascoltata per caso e pronunciata dalla sorella di una delle troppe ragazze uccise, diceva : nella mia famiglia non sarà mai più Natale, perchè mia sorella non c’è più.

Da lì ho incominciato a scrivere questo libro e l’ho dedicato a lei , alla ragazza uccisa della quale stava parlando questa sorella, si chiamava Veronica Abbate ma, ci tengo a precisare, che non è la sua storia e il racconto è totalmente opera della mia fantasia anche perché non mi sarei mai potuta appropriare dei ricordi di qualcuno …i ricordi sono nostri, ci appartengono e queste ragazze, queste “supernove” come le chiamo in un passaggio del romanzo hanno già subito troppo male, troppe ingiustizie… Il mio personaggio si chiama Francesca .

Ma chi è Francesca? Penso che questa potrebbe essere la storia di tutte noi , credo che ognuna possa ritrovare un qualcosa di sè in Francesca , la protagonista .

Se non trova sè stessa può trovare la sua migliore amica, sua figlia, la sua nipotina, ma può trovare qualcuno che conosce0 anche negli altri personaggi…è la storia di una famiglia normale, quasi perfetta per sfatare il pensiero di chi sostiene : a me non accadrà MAI!

Personalmente ho militato per anni in un centro antiviolenza , come volontaria, e oltre all’ascolto attivo prestato alle donne vittime di violenza mi occupavo dell’ufficio stampa e dei rapporti con il pubblico e mi sono resa conto di quanto menefreghismo c’è in giro se solo si prova ad andare oltre, oltre al fatto di cronaca al quale tutti sono, oserei dire morbosamente, interessati ;ecco perchè nel raccontò c’è qualcun’altro che ha il ruolo del protagonista ed è il DOLORE percepito dalla famiglia , dagli amici, da chi l’amava tanto.

Ho deciso di staccarmi da quel centro antiviolenza e di aprire una onlus che si occupa ( ci occupiamo , ovviamente , anche delle donne maltrattate ) anche delle famiglie delle vittime, di chi deve”sopravvivere” ogni giorno a questa grande perdita senza alcun senso e non trova alcun aiuto nelle istituzioni.

Posso dire inoltre che abbiamo ottenuto il Patrocinio gratuito di vari Centri antiviolenza che sono:Oltreilsilenzio Onlus – Genova  /Donne & Giustizia -Ancona che a parte del circuito D.i.Re  /Associazione Veri -Caserta ( alla quale cederò i miei d’autore ) / RESS ricerche educative studi sociali -Bari e inoltre del Comune di Genova e del Comune di Bari Commissione Pari Opportunità perchè vorremmo anche intraprendere un progetto teatrale tratto dal romanzo studiato apposta per le scuole o comunque trovare un modo per divulgare il messaggio.

Ci tengo a precisare che ho deciso di devolvere i diritti d’autore che percepirò con la vendita del romanzo all’Associazione VERI nata in nome di Veronica Abbate ( se mi chiedono perché non alla mia Associazione rispondo che non mi sembrerebbe giusto perché il racconto è dedicato a lei ) che lo scorso anno ha ricevuto una casa sottratta alla camorra e ne ha fatto una casa-rifugio per donne in pericolo di vita.”

L’autrice, attraverso il libro ha l’intento di voler dar voce ad un problema purtroppo attualissimo e di alta pericolosità sociale:  la violenza sulle donne. Il pubblico presente si è mostrato interessato ed attento alle tematiche affrontate. Nel corso della serata ne è venuto fuori un dibattito generale in cui si è delineata la dolcezza di questo libro, certamente non un linguaggio pesante quello usato dalla scrittrice.

Dal dibattito è emerso come oggi, ci son anche tanti uomini che si presentano come vittime alle varie associazioni per chiedere aiuto e seppur in minoranza, ci sono uomini che svolgono il volontariato in queste associazioni. Tra il pubblico, era presente Rosamaria Scorese, sorella di Santa, vittima di stalking, uccisa dal suo persecutore. Rosamaria ha parlato ai presenti del suo rapporto con la storia di sua sorella e si è definita come “ guardata negli occhi” dal racconto presentato dal Deborah Riccelli.

A cura di Emanuele Mascolo

Commenta questo articolo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here