Nel giorno di Ognissanti vi raccontiamo la storia di Santa

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Oggi primo novembre, si festeggiano tutti i Santi. A tal proposito voglio raccontarvi la storia di Santa Scorese. Santa di nome e di fatto. Dunque chi è costei? Santa nacque a Bari il 6 febbraio 1968 da Piero e Angela D’Achille, famiglia cristiana cattolica e su questo esempio viene educata. Frequenta assiduamente la Parrocchia del SS. Redentore a Bari,  ma nel 1987 con la famiglia si trasferisce a Palo del Colle e qui cresce e si concretizza il suo desiderio di apostolato, frequentando l’istituto delle Suore Missionarie, aderendo nel 1984 alla Milizia dell’Immacolata ( sul’esempio di San Massimiliano Kolbe) che emulò anche nell’atto estremo del dono della Vita per la Fede.
Santa vittima di femminicidio. Vivere il Vangelo dedicando la vita ai poveri, ai sofferenti, a chi è solo, rendendosi completamente disponibile agli altri, era il suo permanente assillo, che la spingeva a interrogarsi sulla volontà di Dio e ad intraprendere una appassionata ricerca della sua vera vocazione. Decise, dopo un’attenta meditazione, di vivere la sua vocazione di consacrazione a Cristo e all’Immacolata, ma col passare del tempo sentì di dover vivere in modo del tutto personale il suo rapporto con il Signore, decidendo di continuare gli impegni di studio e di vita cristiana a casa. Intanto un giovane squilibrato prende a insidiarla, a perseguitarla, a minacciarla, a toglierle la serenità. Così ci fu una prima aggressione, nella tarda serata di venerdì 15 marzo 1991, al ritorno da una riunione di catechesi. Al riparo della notte quel giovane l’aspetta sotto il portone di casa e la colpisce mortalmente, stroncando così la sua giovane esistenza vissuta all’insegna dell’impegno umano e della testimonianza cristiana.
Ventitre anni. Ho solamente ventitre anni… non posso morire così!” sono le parole che Santa pronunciava mentre veniva trasportata in ospedale. I genitori, la sorella maggiore e il cognato, gli amici, tutti si sono mobilizzati per non lasciarla mai sola. Il padre di Santa, da molti anni agente di Pubblica Sicurezza al Commissariato di Bari, comprende il comportamento dei suoi colleghi. In Sala Operatoria si constata invece la gravità delle lesioni, in particolare ai polmoni. I medici decidono di operarla, in un tentativo estremo di salvarla. Ma nel giro di pochi minuti Santa cessa di vivere, malgrado i massaggi cardiaci. Eppure ha avuto, entrando in Sala Operatoria, la forza di rispondere alla sorella Rosa Maria che le ricordava la “loro” preghiera alla Madonna: i suoi occhi si sono illuminati, ha sorriso, ha pronunciato parole di perdono per il suo assassino. La sua fama di santità non ha cessato allora di diffondersi, e la sua causa di beatificazione è stata introdotta nel 1999.
Il racconto delle aggressioni in un diario. Santa scriveva nel suo diario riferendosi alle aggressioni che subiva: “Credo e spero che un’esperienza così non si ripeta mai più nella mia vita. È stato tremendo!! Non so nemmeno se ho la capacità di scrivere quello che provo tanta è la confusione, lo scoraggiamento che ho dentro. Oggi G. il matto, ha cercato di usarmi violenza. Che sensazione orribile!! Ho invocato Gesù dicendogli che non poteva lasciar fare e ho chiamato Maria. Per fortuna pare che loro mi abbiano ascoltata e così ho cercato di liberarmi da quel pazzo che mi teneva stretta e sono andata alle missionarie”.
La testimonianza oggi. Oggi Santa vive ancora grazie al messaggio che in giro per parrocchie e alla partecipazione ad eventi sulle tematiche del femminicidio e violenza sulle donne, viene portata dalla sorella maggiore di Santa, Rosa Maria Scorese, dai parenti, dagli amici, conoscenti e da chi viene a conoscenza di questa storia: ogni volta la ferita per questa perdita si apre, non si rimarginerà mai, forse, ma nel nome di Santa trovano la forza di testimoniare i parenti tutti perché in questo modo Santa è ancora viva tra noi, ha ancora una voce, la sua morte è un seme.

 

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