Nel 2017 aumentati i casi di pedopornografia online e di cybercrime

Cyberbullismo

I dati emersi non sono molto confortanti: dietro il monitor di un pc si nascondono più “leoni” da tastiera rispetto al 2016. Già, perché chi attraverso un computer compie degli atti illeciti, è solito commettere il crimine “comodamente” da casa propria.

Cosa si intende per pedopornografia e cybercrime?

I due termini, quasi complementari tra loro, implicano in entrambi i casi un danneggiamento a cose e/o persone.  Per pedopornografia online, come definito dalla polizia postale, ci si riferisce, in particolar modo, “al comportamento di adulti pedofili che utilizzano la rete internet per incontrare altri pedofili (chat, forum), per alimentare le loro fantasie sessuali deviate, per rintracciare e scambiare materiale fotografico o video pedopornografici e per ottenere contatti o incontri con i bambini che sono sulla rete”. Per cybercrime, invece, si intende un fenomeno criminale che si caratterizza nell’abuso della tecnologia informatica sia hardware che software, per la commissione di uno o più crimini.

Pedopornografia online: i casi nel 2017

 Nell’anno da poco terminato ci sono stati  55 arresti e 595 denunce per pedopornografia online: questo il bilancio dell’attività della polizia postale. Una delle operazioni più significative è stata quella della Sweep Web (del Compartimento polizia postale e delle comunicazioni di Firenze) , che si è conclusa con 45 perquisizioni e 3 arresti per pornografia minorile. Importante è stata anche l’operazione Black Shadow(del Compartimento polizia postale e delle comunicazioni di Trento), terminata con ben 37 perquisizioni e 10 arresti per detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. La Sweep Web e la Black Shadow sono solo la punta dell’iceberg: 28.560 sono stati i siti internet controllati, di cui 2077 inseriti nella lista nera.

Cybercrime in aumento nel 2017

 Sebbene i crimini commessi in rete siano aumentati, ad aumentare sono state anche le capacità di contrasto: nel 2017 la polizia postale ha recuperato oltre 21 milioni di euro. Lo scopo di chi si serve di cybercrime è quello di inserirsi nei rapporti commerciali delle aziende, con l’obiettivo di dirottare grandi importi di denaro verso propri conti correnti, solitamente inviati verso Paesi non Europei (Cina, Taiwan, Hong Kong).  Grazie all’utilizzo della piattaforma OF2CEN (On line Fraud Cyber Centre and Expert Network), che consente di intervenire in tempo quasi reale sulle segnalazioni,  su 22.052.527 euro sono stati bloccati dalla polizia postale 20.839.576 euro. Dati, quelli presentati dalla polizia postale, che fanno ben sperare sui crimini del 2018.

Numerosi i crimini commessi sul web 

La pedopornografia e i cybercrime non sono gli unici reati che vengono commessi sul web. L’associazione Vox, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e La Sapienza di Roma, ha monitorato il social Twitter in un periodo di circa 6 mesi, e l’esito ottenuto è stato sconcertante:  412 mila sono stati i tweet misogini, razzisti o omofobi. Questo fenomeno è comunemente noto come cyberbullismo, ovvero un atto aggressivo, prevaricante o molesto compiuto tramite strumenti telematici (sms, e-mail,chat, siti web). Oltre ai post volutamente sprezzanti degli utenti, numerosi sono i commenti atti ad avvalorare la tesi. Sebbene la polizia postale lavori 24 ore su 24 nel tentativo di arginare il problema dei crimini online, la soluzione al problema sembra essere ancora lontana.

L’unica “soluzione” possibile, almeno per il momento, è quella di prestare maggiore attenzione a ciò che pubblichiamo, di affidarci a siti riconosciuti come affidabili e di segnalare qualsiasi tipo di operazione ai nostri occhi sospetta.

 

Commenta questo articolo

CONDIVIDI
Articolo precedenteElezioni 2018, priorità a disoccupati e studenti nella nomina degli scrutatori
Articolo successivoCatherine Deneuve contro l’eccessivo femminismo, giusto o sbagliato?
Sonia Tondolo
Sonia Tondolo classe 1993, consegue la maturità classica presso il Liceo Classico “A.Casardi” di Barletta. Prosegue gli studi umanistici laureandosi in Lettere moderne presso l’Università degli Studi di Bari “A.Moro”. È appassionata di letteratura e giornalismo e sta proseguendo il suo percorso di studi specializzandosi in giornalismo e cultura editoriale. Attualmente è redattrice di Barletta News e si occupa di attualità ed eventi cittadini.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here