Buon Natale, tra purezza delle tradizioni e i vaneggiamenti degli webeti

Arriva Natale e arrivano le polemiche. Di solito le polemiche a questa festività si legano alla sua anima distrutta dal consumismo ormai dilagante della nostra civiltà, ma questa volta alcune delle critiche più amare giunte dai social (tanto per cambiare) riguarda la parte più religiosa della festività.

È ormai sapere comune, spero, che tra gli addobbi di Natale più caratteristici, fioccano numerosi simboli legati a tradizioni di altre religioni… insomma, simboli pagani, per dirla alla maniera dei cristiani.

L’albero di Natale e persino la calza natalizia sono alcuni degli addobbi più amati ma fanno riferimento ad antiche tradizioni nordiche, quindi sono spesso oggetto di critica dei cristiani più incalliti, e anche degli alti prelati della Chiesa fino a qualche anno fan. Ora la critica si è spostata in un mondo molto più estremo e meno erudito, il mondo dei social network e del web.

È facile quindi trovare in giro per le bacheche e i profili social di molto poco acculturati “atei” (le virgolette servono per distinguerli dai veri atei, che non credono in entità superiori e non per questo angustiano i credenti) varie immagini e dichiarazioni che invitano i VERI cristiani ad abbandonare tutti questi simboli pagani altrimenti il loro Natale non sarebbe puro…

L’invito personale che faccio a tutta questa gente è: ma voi sapete cos’è il Natale?

La risposta ovvia e scontata per l’italiano medio è: “La festa che ricorda la nascita di Gesù bambino”; la risposta giusta è: “Una festa cristiana che ricorda la nascita di Gesù Cristo, appoggiata su una data dove si festeggiavano molte altre ricorrenze di molte altre religioni”.

Ne abbiamo già abbondantemente parlato: il Natale è collocato in un momento dell’anno in cui tutte le civiltà, in un modo o nell’altro, festeggiavano la nascita di divinità legate al sole o alla luce, questo perché dopo il solstizio di Inverno le giornate riprendono ad allungarsi e per gli antichi questo era simbolo di rinascita della natura.

Tanti miti ci ricordano questa rinascita, a partire dal greco Adone, a sua volta riproposizione del sumero Dumuzi o del babilonese Tammuz, per arrivare ad Osiride egizio, Belobog slavo, Mitra dei culti mediorientali e così via. La lista è lunga ma la sostanza è sempre la stessa, decretata persino dal Vangelo:

per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge

Questo è quello che afferma nel suo discorso profetico Zaccaria, padre di San Giovanni il Battista, ed in sostanza è questo il senso delle festività che si celebrano tra il 23 e il 25 dicembre: il Sole che rinasce.

È ovvio poi che ogni festività ha il suo significato più metaforico: il Natale cristiano è l’arrivo del Salvatore del mondo, colui che monderà il genere umano dal peccato originale tramite il suo sacrificio. Ma è ovvio che la contaminazione con altre religioni non è un evento isolato agli addobbi natalizi o solo al cristianesimo.

È vero, non abbiamo mai negato in questi articoli che il cristianesimo abbia appoggiato molte delle sue ricorrenze su date popolari tra i culti pagani, per aiutare la diffusione del culto stesso. Ciò non toglie però che anche prima le religioni di contaminassero a vicenda!

Adone ne è l’esempio più fulgido: il sumero Dumuzi, dio pastore, è diventato Tammuz in babilonia, Adone in grecia, Osiride in Egitto (circa) e il suo mito di morte e resurrezione è ampiamente diffuso in altre parti del mondo, ovviamente anche nel mondo cristiano, anche a livello più superficiale ed iconografico.

È questo il punto: quanto di puro esiste in una qualsiasi tradizione, religiosa e non, di una qualsiasi comunità umana rispetto ad un’altra? Vogliamo seriamente prendere certe similitudini tra miti apparentemente agli antipodi come semplici coincidenze, scherzi del destino, oppure, con fare più scientifico e con l’aiuto di fior di antropologi che hanno studiato questi fenomeni nel corso di secoli, potremmo prendere in considerazione che una continua e profonda contaminazione tra le culture di questo mondo c’è sempre stata fin dall’alba dei tempi?

No, ovviamente è più facile continuare a sparare sentenze sui social, completamente disinformati su tutto, solo per accaparrarsi qualche like in più, a discapito di una moderazione e di una saggezza seriamente a rischio di scomparire. Via a criticare il Natale così come si è evoluto nel corso dei secoli perché l’inclusione di simboli “esterni”, ci siam resi conti dopo qualche millennio, è cosa impura e sbagliata!

Perciò nessun augurio di Buon Natale agli estremisti, in ogni senso, o a coloro che credono senza porsi mai domande. I veri auguri di Buon Natale vanno alle persone veramente informate, ai moderati e alle persone che hanno sempre spazio nelle loro menti per capire qualcosa di diverso, di aggiungere un po’ di conoscenza ogni giorno, senza per questo mettere in dubbio ogni valore intrinseco della propria vita.

Buon Natale a tutti, cristiani e non, nella speranza di non dover più sentire proclami sulla purezza di una festa che, oggi come allora, e tolto il consumismo almeno per il momento,  appartiene non ad una sola religione, ma a tutta l’umanità.

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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