Il fisico britannico Stephen Hawking è morto all’età di 76 anni questa mattina nella sua casa di Cambridge. 

Nato l’8 dicembre 1942 a Oxford, nel 1973 scoprì di essere affetto da sclerosi laterale amiotrofica (Sla) che negli anni 80 lo costrinse all’immobilità e nonostante gli diedero appena due anni di sopravvivenza, questo non gli impedì di diventare uno dei più grandi scienziati a livello mondiale.

La potenza del suo intelletto contrastava crudelmente la debolezza del suo corpo colpito da questa malattia degenerativa dei motoneuroni a 21 anni. 

Conosciuto per i suoi lavori, che hanno spaziato dalle origini dell’universo, alle allettanti prospettive del viaggio nel tempo e ai misteri dei buchi neri dello spazio. Hawking ha passato gran parte della sua vita su una sedia a rotelle e quando la sua situazione è peggiorata, è dovuto ricorrere a un sintetizzatore vocale per parlare.

<<Era un grande scienziato e un uomo straordinario il cui lavoro e la cui eredità vivranno per molti anni. Il suo coraggio e la sua perseveranza, con la sua brillantezza e il suo umorismo hanno ispirato persone di tutto il mondo>> ha dichiarato la famiglia di Stephen.

Hawking ha conquistato la fama internazionale dopo la pubblicazione nel 1988 di “Breve storia del tempo”, rimasto nell’elenco dei best- seller  del Sunday Times per ben 237 settimane.

Per 30 anni, fino al 2009,  ha occupato la cattedra di matematica dell’università di Cambrindge, la stessa cattedra tenuta da Isaac Nnewton. Nel 2014 con il film “la teoria del tutto” ha ripercorso l’inizio della malattia e la prima parte della vita da studente brillante alle prese con i buchi neri e il concetto di tempo.

Di Stephen Hawking tutto il mondo ha sempre ammirato la sua forza, la volontà nel non arrendersi mai davanti a menomazioni devastanti e il suo fondamentale ottimismo verso la vita. 

 

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