Montaltino e la questione di lottizzazione: analisi della decisone del Tar

Del borgo barlettano, conosciuto come Montaltino e delle sue vicende legate ai vari contenziosi, la rivista se ne è abbondantemente occupata, anche con riguardo ai rifiuti in esso presenti, ma con quest’articolo vogliamo mettervi al corrente, nello specifico della questione lottizzazione, come esaminata dalla Sentenza del Tar Puglia Bari, numero 01416/2011.

Il caso.
Innanzi al Tar fu proposto ricorso, per l’annullamento degli atti del procedimento di Piano di lottizzazione di un insediamento turistico-rurale in agro di Montaltino, in particolare – come si legge in Sentenza – per l’annullamento dell’atto di adozione di cui alla deliberazione consiliare n. 46 dell’1 agosto 2008, dell’atto di approvazione definitiva di cui alla deliberazione consiliare n. 32 del 4 agosto 2009, nonché di tutti gli atti del procedimento, ancorchè non conosciuti, comunque lesivi, ivi compresi quelli istruttori e quelli compiuti nell’esercizio di attività consultiva, meglio descritti nel corpo del ricorso; – nonché per l’annullamento e/o la disapplicazione, nei limiti dell’interesse del ricorrente e della rilevanza ai fini del P.d.L. impugnato, degli atti del piano regolatore generale del Comune di Barletta, adottato con delib. di C.C. n. 31 del 13 marzo 2000 ed approvato con delib. di G.R. n. 564 del 17 aprile 2003.

I motivi del ricorso.
Tra i motivi a fondamento del ricorso, veniva posta l’ erronea e falsa applicazione dello strumento urbanistico generale, mancata applicazione di principi e disposizioni vigenti in materia di formazione ed applicazione degli strumenti urbanistici, in particolari dei principi che riguardano le zone agricole, violazione della L. 1150/42 e della L.R. 56/80, violazione dei principi legali in materia di formazione, pubblicità ed efficacia degli strumenti urbanistici generali, violazione e  mancata applicazione degli artt. 2 e 7 del D.M. 1968/1444, sviamento della
causa tipica, difetto ed insufficienza dell’istruttoria perplessità, difetto ed insufficienza della motivazione. Ancora, la violazione e mancata applicazione di legge sotto più profili, in riferimento alla vigente disciplina nazionale e regionale in tema di tuteladell’ambiente e del paesaggio.

I motivi della decisione del Tribunale Amministrativo.
Accogliendo il ricorso,
il Tar ritenne, in via preliminare, l’infondatezza dell’eccezione proposta circa la legittimità attiva del ricorrente, poiché, la proprietà di quest’ultimo ” confina con alcuni dei fondi inclusi nel Piano di Lottizzazione impugnato […] tanto basterebbe a radicare l’interesse ad agire nel presente giudizio, stante che la vicinitas può senz’altro costituire, indice presuntivo dell’interesse ad impugnare atti amministrativi riguardanti proprietà confinanti“, ciò anche alla stregua di precedenti giurisprudenziali ( Consiglio di Stato sez. IV, 16 marzo 2011 n. 1645) Ed infatti, prosegue il Tar, ” come affermato da consolidata Giurisprudenza del Consiglio di Stato (ex plurimis: C.d.S. sez. IV 12 luglio 2002 n. 3929), le Norme Tecniche di Attuazione  di uno strumento urbanistico sono atti a contenuto generale, recanti prescrizioni a carattere normativo e programmatico, destinate a regolare la futura attività edilizia e, in quanto tali, non sono di per sé immediatamente lesive di posizioni giuridiche soggettive di singoli, per cui la loro impugnazione può avvenire soltanto unitamente all’impugnazione del provvedimento che ne costituisca la concreta applicazione e il termine per la proposizione del relativo ricorso decorre non dalla data di pubblicazione della norma di piano, bensì dalla piena conoscenza del provvedimento esecutivo”.

Considerando in base all’artticolo 24 delle Norme Tecniche di Attuazione, l’agro di Montaltino come centro agricolo, il Tar sostenne che ” una volta che un centro agricolo rispetti i dettami dell’art. 24, esso potrà anche prevedere che determinati volumi o spazi siano utilizzati al fine di creare attività turistico-ricettive, ed in tal senso esso si presterà a divenire anche uno strumento di promozione turistica. Infatti, dall’articolo 2.06 si ricava il principio generale per cui non sono ammissibili nuove costruzioni in zona agricola se non quelle deputate a soddisfare le necessità delle imprese agricole, e cioè: fabbricati produttivi ed abitazioni degli addetti alle imprese stesse”.

Il ricorrente impugnò anche il permesso di costruire rilasciato dal Comune di Barletta, con ricorso aggiuntivo, oltre alla convenzione di lottizzazione, sul cui punto l’organo giudicante ha ritenuto che ” il permesso di costruire n. 313/2010 é illegittimo per illegittimità derivata. Pertanto va annullato, restando assorbita ogni ulteriore censura. Quanto alla convenzione stipulata il 24 ottobre 2010 il Collegio osservapreliminarmente che, in materia di convenzioni di lottizzazione, venendo in considerazione la materia dell’uso del territorio, sussiste la giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo ex art. 34 D. L.vo 80/98“.

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