Mons. Dimiccoli e la beatificazione: chiuso processo per il miracolo

Mons. Raffaele Dimiccoli

Proclamata la chiusura del processo per il presunto miracolo compiuto da Mons. Dimiccoli e per la sua beatificazione. 

Mons. Giuseppe Pavone, Amministratore Diocesano, con una lettera  alla comunità ecclesiale diocesana, ha annunciato la ‘Chiusura’ del Processo relativo ad un miracolo avvenuto per intercessione del venerabile Mons. Raffaele Dimiccoli. Il miracolo si riferisce al sig. Josè Antônio Pavão Dias, brasiliano della località di Santa Helena della diocesi di Pinheiro (MA).

Di seguito il testo integrale della missiva di Mons. Giuseppe Pavone, che propone in sintesi la storia dell’evento prodigioso.

“Carissimi confratelli nel sacerdozio, religiosi, religiose e fedeli tutti della nostra amata Chiesa Diocesana di Trani-Barletta-Bisceglie, mentre siamo nel pieno fervore in vista dell’ordinazione episcopale di Mons. Leonardo D’Ascenzo, nostro nuovo Arcivescovo, che si terrà in Velletri il prossimo 14 gennaio, e nell’attesa della sua venuta in mezzo a noi, il 27 gennaio p.v., vi comunico con grande gioia quanto segue.

Sabato 3 febbraio a Barletta, Mons. D’Ascenzo concluderà l’Inchiesta Diocesana del Processo ‘Super Miro’ del Venerabile Servo di Dio Mons. Raffaele Dimiccoli,introdotto il 12 luglio 2015 da Mons. Giovanni Battista Pichierri.

La Sessione di Chiusura si terrà nella parrocchia di San Giacomo Maggiore (dove mons. Dimiccoli è stato battezzato e ha vissuto i primi anni della sua vita sacerdotale), dopo la solenne Concelebrazione Eucaristica delle ore 19,00.

Il “miracolo” che è stato preso in esame è legato al sig. Josè Antônio Pavão Dias, brasiliano della località di Santa Helena della diocesi di Pinheiro (MA).

Sappiamo che nel 1994 il nostro Arcivescovo Mons. Carmelo Cassati della Congregazione dei Missionari del Sacro Cuore di mons. Chevalier, già missionario in Brasile e vescovo di Pinheiro, volle dare un più largo “respiro missionario” alla nostra Chiesa Locale creando un gemellaggio con la Diocesi di Pinheiro, inviando alcuni nostri laici e sacerdoti come missionari ‘fidei donum’.   

Questa nostra presenza in Brasile ha permesso di far conoscere oltre oceano il Venerabile Servo di Dio Mons. Angelo Raffaele Dimiccoli, sacerdote di Barletta che ha speso le migliori energie della sua vita a favore dei poveri e dei sofferenti.

Fin dal primo arrivo dei nostri missionari a Santa Helena, il sig. Josè Antônio Pavão Dias si affezionò alla figura di mons. Dimiccoli. ‘Zi Antonio’, come lo si vuole chiamare a Sant’Helena, soffriva di ‘paraplegia ascendente progressiva con accentuata incoordinazione motoria’, causata dai gas tossici respirati per tanti anni durante il duro lavoro di purificazione dell’oro nei vari Garimbos del bacino amazzonico. Questi disturbi aumentarono sempre più, tanto da costringerlo ad abbandonare quel lavoro e ritornare al suo paese di origine di Santa Helena, dove mise su un chioschetto di vendita di prodotti dolciari, in prossimità della parrocchia.

Una volta conosciuto Mons. Dimiccoli, Josè Antônio non ha mai smesso di invocare la sua intercessione per chiedere la sospirata guarigione e, nella sua fede semplice e sincera, è stato esaudito.

Infatti, dopo essersi sottoposto a molteplici esami clinici, è risultata la scomparsa spontanea di questa patologia’rendendo questo avvenimento un fatto scientificamente inspiegabile.

Già Mons. Carmelo Cassati prese a cuore il caso e lo consegnò al suo successore Mons. Giovan Battista Pichierri che il 12 luglio 2015 aprì la Prima Sessione dell’Inchiesta Diocesana. Il nuovo Arcivescovo, Mons. Leonardo D’Ascenzo, porterà a termine l’opera iniziata dal suo predecessore.  

Tutta la documentazione raccolta durante il Processo sarà inviata presso la Congregazione delle Cause dei Santi per essere esaminata. Se il miracolo sarà riconosciuto valido, quanto prima Mons. Raffaele Dimiccoli sarà beatificato.

Esorto tutti a pregare affinché attraverso questo riconoscimento il Signore venga glorificato nel suo servo Mons. Dimiccoli, esempio di dedizione e fedeltà di vita sacerdotale”.

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