Non sono solo le donne a finire nel mirino di uomini famosi e influenti. Questa volta ad essere oggetto di avances, proposte indecenti, molestie e abusi sono gli uomini, nello specifico dei giovani modelli che anche loro – a seguito del “caso Weinstein” – hanno denunciato di essere stati vittime di abusi e violenze sessuali da parte di due fotografi leader del settore: il peruviano Mario Testino (fotografo anche della famiglia reale britannica) e l’americano Bruce Weber (autore di foto di campagne pubblicitarie di grande successo e di grandi nomi, come Calvin Klein). A rivelare questa ennesima realtà di abuso e sopruso è il “New York Times” attraverso un’approfondita inchiesta che questa volta ha passato al setaccio il mondo della moda.

L’UOMO MOLESTATO DENUNCIA MENO DELLA DONNA

Dunque esiste anche l’uomo-oggetto ed è facile che vada a coincidere con la figura del modello che sgomita in un mondo in cui la concorrenza è tanta e spietata. Questa figura diventa una facile “preda” per coloro che intendono sottomettere e controllare qualcuno attraverso ricatti professionali. Paradossalmente l’uomo è anche una vittima più “sicura”, poiché statisticamente denuncia ancor meno della donna per paura che venga messa in dubbio la sua virilità e di diventare oggetto di scherno da parte della società.  

PROVINI A LUCI ROSSE, AVANCES E PRESSIONE PSICOLOGICA

Insomma, cambia l’orientamento sessuale, ma il modus operandi è sempre lo stesso: sesso in cambio di una fiorente carriera, con tutto il contorno contestuale di molestie, abusi e provini fatti nelle camere di hotel, lavori negati a chi rifiutava le avances e la pressione psicologica di chi si convinceva davvero di non valere nulla a meno che non suscitasse un interesse sessuale nei confronti di chi in quel mondo invece contava e poteva dare finalmente una possibilità, l’occasione di una vita per diventare celebre nel mondo della moda e magari non solo.

TESTINO E WEBER DENUNCIATI GIA’ NEGLI ANNI 90 PER MOLESTIE E ABUSI SU GIOVANI UOMINI

Sembra che il “caso Weinstein” abbia per così dire aperto un “vaso di Pandora” e fatto emergere delle situazioni che per troppo tempo sono state avvolte dal silenzio e dall’indifferenza. Le denunce nei confronti dei due fotografi risalgono ai primi anni ’90 e da quanto appreso, come in casi simili emersi negli ultimi mesi, la fama dei due era ben nota, “tutti sapevano”. Entrano perciò in gioco tutti gli interrogativi che per settimane hanno occupato le pagine di tutti i giornali e impegnato ore di conversazioni nei talk show televisivi. Ma ciò che questa vicenda fa emergere di nuovo è l’uomo non più solo come carnefice, ma anche come vittima.

QUANDO IL CARNEFICE È DONNA

La maggioranza delle persone sembra non concepire l’uomo come vittima e tanto meno crede possa subire una violenza sessuale. Secondo un’analisi condotta dall’Adnkrono già nel 2016, invece, sono circa 3,8 milioni gli uomini in Italia che hanno subito abusi per mano femminile. Tra loro ogni anno più di cento telefonano ai centri anti-violenza per denunciare casi di stalking o reati sessuali. Due maschi su dieci nel nostro Paese subiscono molestie, ma pochi lo denunciano.

Stiritup, progetto europeo che tratta la violenza nelle coppie giovani, nel 2014 si è concentrato su cinque Paesi europei tra cui l’Italia. Il risultato è che il numero di vittime maschili di molestie supera quello femminile. I giovani uomini sembrano una categoria a rischio anche secondo la rivista dell’American psychological association che parla di 4 uomini su 10 che tra scuola superiore e università sarebbero stati costretti ad avere rapporti non consensuali. Nel 31% dei casi la coercizione sarebbe stata verbale, nel 18% fisica e nel 7% dei casi attraverso la somministrazione di droghe. Il 95% degli intervistati ha spiegato che a mettere in atto le violenze o le molestie sarebbero state delle donne.

VIOLENZA CONTRO LE PERSONE SENZA DISTINZIONE DI ALCUN GENERE

Ciò che probabilmente dovrebbero far comprendere queste vicende è che ci sono delle persone desiderose di nuocere ad altre per manipolarle e controllarle, facendo loro del male fisicamente e psicologicamente e ledendo la dignità indipendentemente dal loro sesso. E’ su questo che bisogna lavorare, cercando di sensibilizzare tutti a non accettare mai dei compromessi del genere per arrivare ai propri obiettivi con delle scorciatoie, a capire come riconoscere i segnali di queste persone e a non cedere ai loro ricatti espliciti o meno espliciti, a denunciarle e a far sì che vengano curate da degli specialisti. Ora non si tratta più di violenza contro le donne, ma di violenza contro delle persone, senza distinzione di sesso, razza o nazionalità: semplicemente persone con la propria sensibilità, il proprio mondo e le proprie ambizioni.

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