Il potere della Mindfulness – Intervista alla psicologa psicoterapeuta Francesca Defidio

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Solo il 10% della popolazione mondiale vive realmente l’attimo presente; il restante 90% sembra avere un’oggettiva difficoltà nel connettersi con il principio del “qui e ora”, dimenticando che l’unico tempo a disposizione, senza alcuna incertezza, è proprio il presente. Siamo sempre di corsa e sommersi dagli impegni? Restiamo un po’ troppo ancorati ai ricordi del passato o viviamo in previsione del futuro?  Ci dimentichiamo di assaporare la reale quotidianità? Certamente! Questi, in sostanza, sono i principi cardine della Mindfulness, una tecnica psicologica di autocontrollo e meditazione, il cui scopo è quello di portare l’attenzione del soggetto (in maniera non giudicante) verso il momento presente.

La Mindfulness si è diffusa principalmente in Asia meridionale e sudorientale (particolarmente in Birmania, Cambogia, Laos, Sri Lanka e Thailandia) sia nell’ambiente monastico che laico. Solo negli anni ’70 gli Stati Uniti hanno cominciato a promuovere l’utilizzo di questa tecnica nella medicina occidentale a beneficio della salute psicofisica.

La pratica di questa particolare espressione della mente – che traduciamo letteralmente con il termine “consapevolezza” – deriva dal Buddhismo Therevada, che da ben 2500 anni utilizza il termine Sati (in lingua Pali) per esprimere il significato di “attenzione consapevole” o “attenzione nuda”. Non è ovviamente necessario abbracciare la religione buddista poiché la tecnica di autocontrollo consapevole non prescinde dalla fede, né da alcuna ideologia, ma si caratterizza come una forma di meditazione non concettuale e universalmente accessibile.

L’obiettivo di questa “consapevolezza” è quello di dirigere volontariamente la propria attenzione verso quello che accade nel proprio corpo o intorno a sé attimo per attimo, ascoltando, osservando e intensificando più accuratamente la propria esperienza di vita senza analizzarla o giudicarla.

Per scoprire quali sono i benefici di questa tecnica di meditazione, Barletta News ha incontrato la Dott.ssa Francesca Defidio, psicologa psicoterapeuta cognitivo comportamentale, nonché insegnante di Mindfulness a Barletta.

Cosa si intende per approccio della mindfulness? 

“Porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante (Jon Kabat-Zinn, 1994)”, ed è unottimo antidoto allo stress dei tempi moderni. Ci invita a fermarci, a respirare, a osservare, e a connetterci con la nostra esperienza interiore. E’ un’educazione mentale che ci insegna a fare un’esperienza del mondo completamente nuova e può essere implementata nella vita quotidiana i tutti. Negli ultimi dieci anni, la ricerca scientifica ha dimostrato che la pratica della Mindfulness è di grande utilità per affrontare un gran numero di problemi di salute, sia fisici che mentali, favorendo il benessere e la minore reattività emotiva in qualsiasi età, professione o condizione. 

 In che modo questa pratica diventa un toccasana per l’autostima? 

 Attraverso la costanza, la pratica e l’allenamento quotidiano. Il protocollo MBSR  (mindfulness-based-stress-reduction)   si rivolge  a  tutti coloro che hanno l’impressione di “aver perso il controllo non solo del loro corpo, ma di tutta la loro vita” (Kabat-Zinn, 1990) ossia a chiunque, in salute o in malattia, desideri raggiungere un livello più alto di benessere psicofisico e ovviamente di autostima. A questo proposito gli studi empirici hanno dimostrato: una significativa riduzione dei sintomi fisici e psicologici a lungo termine, profondi e positivi cambiamenti dell’atteggiamento, del comportamento e della percezione di sé stessi, degli altri, del mondo e anche un rafforzamento del corpo, della sua capacità di guarigione, delle sue risposte immunitarie, della reattività allo stress e del senso generale di benessere fisico (Kabat Zinn, Schumaker et al. 2003). 

 Chiariamo subito: cosa non è la Mindfulness? 

 Non è una pratica qualunque, ma è un protocollo scientifico ben preciso e strutturato. Può essere condotto da psicologi o da personale formato in merito certificato MBSR che fa di questa disciplina un atteggiamento costante di vita. 

 Normalmente cerchiamo di evitare il dolore e tutte le sensazioni ed emozioni negative. In questa disciplina invece si va letteralmente controcorrente, imparando ad analizzare e accettarle. Ci si riesce davvero? 

Se ci si impegna e si è costanti il programma Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR) è un protocollo educativo centrato sul paziente ideato da Jon Kabat-Zinn  presso il Medical Center dell’Università del Massachusetts, che utilizza un addestramento relativamente intensivo alla meditazione Mindfulness per insegnare alle persone a prendersi cura di se stesse e a vivere in modo più sano, imparando ad adattarsi alle circostanze della vita e a gestire lo stress accettando emozioni, pensieri, sensazioni cosi come sono anche quando sono negative, con un atteggiamento curioso gentile ed empatico.  

Durante l’allenamento  è previsto: l’apprendimento di pratiche di meditazione, ossia la  meditazione seduta (sitting meditation), il body scan, lo yoga, la meditazione camminata (walking meditation) e la pratica non strutturataper portare consapevolezza in ogni momento della nostra vita quotidiana, la condivisione di esperienze e vissuti in gruppo, la trasmissione di conoscenze teoriche sullo stress e temi ad esso correlati e la presentazione di esercizi da svolgere a casa.  

Le persone durante il corso non sono ricettori passivi di aiuto o consigli terapeutici, ma sperimentano un apprendimento attivo, per imparare a servirsi dei fattori di forza che già possiedono.  Non è il programma a fare qualcosa per le persone, ma sono le persone a fare qualcosa per sé stesse. 

 In che modo la Mindfulness può essere legata alla meditazione o allo yoga? 

 Lo Yoga Consapevole collega il movimento al respiro in modo fluido e armonioso al fine di favorire lo scorrere dell’energia vitale del corpo. La pratica è rivolta all’ascolto del proprio corpo, al corretto allineamento, alla consapevolezza del gesto e alla presenza mentale attraverso movimenti dolci e scorrevoli che aprono e allungano il corpo, elasticizzano la colonna vertebrale e il sistema fasciale. Non è necessaria nessuna esperienza di Yoga precedente. 

Mindfulness Yoga  nasce dall’incontro tra le conoscenze dell’hatha yoga tradizionale e le pratiche di consapevolezza della Mindfulness. Sviluppa il potenziale innato di guarigione insito in tutti noi e promuove la nostra capacità di coltivare una profonda saggezza interiore e una compassione verso noi stessi. Ci insegna a vivere la vita e ad affrontare qualsiasi cosa ci sia con consapevolezza, integrità, chiarezza e con una presenza dal cuore aperto sia sul tappetino che fuori. 

 È una disciplina indicata anche per bambini, anziani e malati? 

 Certo, è indicata per abbassare lo stress, diminuire ansia e insonnia, lenire il dolore cronico dei malati di cancro, malattie cardiovascolari e HIV, porta l’individuo a condurre una sana alimentazione e aiuta i bambini ad aumentare la concentrazione, è sicuramente una pratica ricca di risorse. 

 È vero che la Mindfulness contribuisce a curare disturbi cognitivo-comportamentali e dipendenze? 

 Certo, negli ultimi anni, è stata osservata un’esplosione di trattamenti cognitivo-comportamentali interamente basati su Mindfulness, rappresentando una componente sostanziale. Gli approcci principali, tutti validati empiricamente sono (Germer, 2005): 

Dialectical Behavior Therapy (DBT, terapia dialettica comportamentale; Linehan, 1993a, 1993b), che è diventata il trattamento d’elezione per il disturbo borderline di personalità. Nella DBT, le abilità apprese tramite Mindfulness rappresentano la base del successo in tre aree fondamentali, frequentemente compromesse nelle personalità borderline: efficacia interpersonale, regolazione degli affetti e tolleranza allo stress. 

 Mindfulness Based Cognitive Therapy for Depression (terapia cognitiva basata su Mindfulness per il trattamento della depressione; Segal, Williams, Teasdale, 2002). La MBCT per la depressione si differenzia dal tradizionale approccio cognitivo-comportamentale alla depressione in quanto si occupa del modo di pensare piuttosto che del contenuto del pensiero. L’approccio consiste in una modificazione del protocollo MBSR (ad esempio, non si ricorre allo yoga) finalizzata a cambiare l’atteggiamento di base nei confronti del flusso di pensieri, indipendentemente da quanto viene pensato. In altre parole, il nucleo della MBCT consiste nell’imparare che “i pensieri non sono fatti” e che possiamo permetterci di lasciarli andare e venire, piuttosto che metterli in discussione e cercare di eliminarli, come nella terapia cognitivo-comportamentale classica. 

 Acceptance and Commitment Therapy(ACT, terapia di accettazione e impegno; Hayes, Strosahl, Houts, 2005). Per comunicare il concetto alla base dell’ACT, immaginate un pesce catturato in una rete, che più si agita e più resta impigliato. A volte, le persone si comportano proprio così di fronte a problemi non risolvibili, con il risultato di peggiorare ulteriormente la loro situazione. 

L’ACT sottolinea l’importanza di apprendere la differenziazione tra le aree in cui è possibile esercitare un controllo e quelle in cui è controproducente persino provarci. Generalmente, possiamo controllare in modo efficace il nostro comportamento, ma non la nostra esperienza. La pratica di Mindfulness può aiutare a sviluppare il giusto atteggiamento di accettazione, nelle situazioni non modificabili. 

 Compassion focused therapy(CFT, Paul Gilbert, 2005). Secondo la CFT, i disturbi psicologici derivano da elevati livelli di autocritica e vergogna da cui sono afflitti alcuni pazienti, acquisiti durante l’infanzia a seguito di esperienze di accudimento negligenti o trascuranti. L’obiettivo principale della Compassion focused therapy è quindi il ripristino di un atteggiamento compassionevole nei confronti di sé stessi e delle proprie fragilità. 

 Ci sono casi in cui potrebbe essere non indicata o controproducente? 

 Non è molto indicata per persone paranoiche, molto ossessive, con gravi disturbi psichiatrici.  Ad ogni modo è sempre utile preparare la singola persona a questo percorso, rendendola inizialmente consapevole di quelle che sono le tecniche di rilassamento e di consapevolezza. 

 Che risposta avete avuto fin ora da parte del pubblico barlettano? 

Per essere poco tempo che viene praticata a Barletta, abbastanza buona, anche se questa pratica non è ancora conosciuta e praticata da molte persone. 

 Si può praticare la mindfulness ovunque e in qualsiasi momento anche senza il sostegno di un insegnante? 

 Si ovviamente. Dopo essersi impegnati costantemente nella pratica formale e strutturata si arriva a farlo da soli in ogni momento della propria giornata (pratica informale e non strutturata) fino ad assumerlo come atteggiamento spontaneo, naturale e quotidiano che privilegia il saper essere più che il saper fare, congratulandosi con sé stessi per quello che si è cosi come è. 

 “Consapevolezza del qui e ora” sembra un concetto piuttosto semplice da applicare alla vita di tutti i giorni, ma la verità è che siamo sempre più distratti e facciamo realmente fatica ad apprezzare o analizzare chi o cosa abbiamo intorno. Qualche suggerimento utile? 

Si, la pratica, l’allenamento e la costanza giorno dopo giorno, ci rendono sempre più abili nel portare la nostra attenzione al “qui e ora” e a quello che stiamo facendo proprio nel momento presente. Il respiro, balsamo tra la nostra mente e il nostro corpo ci aiuta a riportare la nostra mente e a dirigere la nostra attenzione al momento presente e a come ci sentiamo a cosa proviamo in quel preciso momento. 

Grazie per il suo tempo e buon lavoro.

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