#mifidodite il progetto del centro ABA -Lab  S.I V.O.L.A

Mercoledì 4 aprile presso la Sala Rossa del Castello Svevo di Barletta, in occasione della giornata mondiale sull’Autismo, si è tenuto il convegno informativo – formativo dell’iniziativa “#mifidodite – cosa sei disposto a fare?”, organizzato da ABA -Lab  S.I V.O.L.A – centro ABA per l’ Autismo e la Neurodiversità.

L’obiettivo del congresso è stato quello di informare la cittadinanza sui servizi in rete, sui possibili interventi per precoci diagnosi del disturbo dello spettro autistico, l’importanza del sostegno per le famiglie e le funzionalità del metodo ABA.

Tra i relatori: la Dottoressa Psicoterapeuta e Analista del comportamento Erika Lacerenza,  il medico pediatra Filomena Pepe, gli psicologi e psicoterapeuti Fabio Cardone e Serena Catapano, la psicologa – psicoterapeuta e analista del comportamento Chiara Ferrari e l’insegnante di sostegno Daniela Piazzolla.

Un evento sostenuto anche dall’Associazione “le strade dello shopping”, dall’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Barletta Marcello Lanotte e presente all’incontro anche il Sindaco di Barletta Pasquale Cascella.

Prima di tutto si è detto che che l’Autismo non è un mondo a parte bensì fa parte di questo mondo.

Il problema di un figlio è sempre un problema familiare e se una società vuole davvero proteggere i suoi bambini, deve cominciare ad occuparsi dei genitori. Dunque, Il ruolo di tutti gli specialisti nel campo è fondamentale per migliorare la qualità di vita.

L’Autismo non è una malattia ma un disturbo del neuro sviluppo psicologico del bambino collegato con un alterato sviluppo del funzionamento del cervello. E’ biologico e non è ancora chiaro cosa scateni questa condizione.

Si tratta di un disturbo plurale che va dal bambino che non parla ,o che ha una grande disabilità intellettiva, a quello che ha un’intelligenza superiore alla norma e che parla perfettamente.

Il corpo umano è una macchina perfetta e l’autismo è una condizione di questa perfezione. Il metodo ABA,invece, è una scienza, un’analisi applicata al comportamento e dietro queste tre parole c’è uno studio ben approfondito.

Un tema molto importante per la nostra società al fine di migliorare la qualità di vita dei bambini, dei ragazzi e delle loro famiglie 

Prima che iniziasse la conferenza, La Dottoressa Erika Lacerenza gentilmente ha risposto ad alcune curiosità per i lettori di Barletta News.

La Dottoressa Erika Lacerenza è psicoterapeuta e analista del comportamento dell’Assiciazione ABA –Lab  S.I V.O.L.A , che da un mese ha il suo sportello su Barletta News. Erica, vorresti parlarci di #Mifidodite, l’insieme di iniziative organizzate per il mese di aprile? Come nasce questo progetto?

<<Questo progetto nasce dalla grande voglia e il grande desiderio dell’Associazione di portare avanti una missione importante: sensibilizzare il territorio alla tematica dell’autismo e fare in modo che a parlare di autismo, non siano soltanto gli addetti ai lavori come gli specialisti, i genitori o la scuola. 

Speriamo che di autismo si cominci a parlare anche al di fuori di queste figure che ruotano intorno all’autismo come il negoziante, l’imprenditore, tutto il sistema, la comunità e il territorio. Questa tematica va necessariamente sensibilizzata se vogliamo moltiplicare le occasioni di inclusione dei nostri bambini e ragazzi.>>

Finalmente, anche Barletta vanta di un centro ABA di tutto rispetto, in cui bambini e ragazzi sono seguiti passo per passo da un team di esperti. Dal giorno dell’apertura quali sono stati i passi più importanti?

<<Sicuramente il valore aggiunto è l’ interdisciplinarità dell’equipe ed è importante che siano delle figure professionali e che abbiano delle competenze specifiche. Questo perché la presa in carico del bambino con autismo non è una presa in carico di un singolo bambino ma globale e quindi dell’intero sistema famigliare.

Dal tecnico che mette in pratica la procedura, al supervisore e al psicoterapeuta che guida la famiglia, è importante che ci sia una competenza specifica da parte di queste figure. Questo modello che stiamo sviluppando e che vediamo accogliere concretamente dalle famiglie è un punto di forza.

Lo strumento social è sicuramente il più immediato, oggigiorno, per arrivare al cittadino e, il nostro obiettivo è che l’autismo faccia parte della collettività e non soltanto rilegata alle singole figure che se ne occupano.  Cerchiamo di utilizzarlo per passare dei messaggi, informazioni positive e anche speranza per il genitori. >>

Che messaggio volete lanciare alle famiglie in cui vivono i bimbi speciali?

<<Il messaggio è che non sono soli ma che ci sono delle risorse sul territorio che possono supportarli, guidargli e accompagnarli in questo percorso. L’autismo è una condizione che dura per tutta la vita e quindi, per le famiglie, è indispensabile sapere che il punto di riferimento c’è.

Noi ci muoviamo, cresciamo insieme ai bambini e i nostri ragazzi e, di conseguenza, facciamo anche in modo che la progettualità cresca proprio perché sentiamo di accompagnare le famiglie nelle varie transizioni dei proprio figli.>>

 

 

 

 

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Francesca Soricaro
Francesca Soricaro nata a Manfredonia nel 1986. Ha conseguito la maturità in "ragioniere e perito commerciale" nell'anno 2005 e subito dopo è entrata nell'azienda di famiglia. Da sempre ha la passione per l'arte declinata in tutte le sue sfumature, per la tecnologia, il disegno artistico e digitale, musica e moda.

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