Michele Emiliano: “Proteggere le persone, non i confini”

L’intervento del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano al convegno “Proteggere le persone non i confini” in corso nella sala congressi del padiglione della Regione Puglia in Fiera del Levante, alla presenza del vice ministro Filippo Bubbico:

“L’impressione che ho quando sento raccontare ciò che abbiamo vissuto in Puglia in questi anni, a volte, è quella dello zucchero quando è troppo dolce. Questo perché non ho mai avuto la sensazione di aver fatto parte di una storia particolare, nel senso che ci sono temi su cui abbiamo totalmente eliminato la retorica, e uno di questi è l’accoglienza dei migranti.

Un po’ come avvenuto con la lotta alla mafia, in questa regione siamo riusciti a trasformare battaglie giudiziarie in battaglie di popolo.

La stessa cosa con i migranti, vogliamo mettere a disposizione del Paese un modello positivo.

“Per noi questi non sono fatti eccezionali, ma quotidiani.  Abbiamo compreso che i fenomeni migratori non sono solo “un’emergenza” quasi trent’anni fa.

Ci stiamo sforzando di spiegare all’Europa intera che una strategia è possibile. Che bisogna uscire dalla logica del marketing elettorale – di qualsiasi

tipo esso sia – e smetterla di fare polemica su questi temi solo per rafforzare una propria posizione politica.  Questi sono errori catastrofici.

“Blaterare senza approfondire è una vergogna ancor più ipocrita che lasciare morire esseri umani in mare.

“Io penso che tutte le persone che vogliono raggiungere i nostri paesi per salvarsi e avere una vita migliore possono essere una straordinaria opportunità di conoscenza e crescita per noi. Possono consentirci di acquisire informazioni preziose e darci strumenti per ridurre i nostri errori. Possono favorire un incremento demografico – primo fattore di sviluppo – atteso che siamo in una situazione non solo demografica, ma anche emotiva di invecchiamento.

E mi chiedo: abbiamo mai provato a far viaggiare queste persone sulle navi, sui treni, sugli aerei con regolare biglietto?

La mia esperienza di magistrato – maturata quando avevamo lo stesso problema con gli albanesi – mi dice che nel momento in cui si legalizza il flusso, si spezza la catena delle illegalità sul passaggio delle persone.

Se il processo di entrata e uscita divenisse legittimo, si potrebbe peraltro effettuare un efficace controllo anagrafico, antiterrorismo, persino professionale attraverso i curriculum. Tutto il processo sarebbe regolato e andando a regime, molte di queste persone potrebbero produrre reddito immediatamente.

Proviamo a ribaltare la logica e a non restringere la visione della storia.

Dalla Puglia, in tema di accoglienza, continueremo a mandare messaggi positivi al mondo intero”.

 

 

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