“Messenger Kids”, la piattaforma di Facebook per under 13 è realtà

In un mondo sempre più connesso sembra davvero che Facebook abbia deciso di guidare i suoi utenti sin dai “primi passi”. E’ notizia di questi giorni infatti l’apertura della piattaforma agli under 13 innovando un sistema che attualmente ne consente l’accesso solo al superamento di tale età.La novità reca il nome di “Messanger Kids” e si concretizza in una semplificazione di Facebook che avrà avvio inizialmente negli Stati Uniti e al momento esclusivamente su iPhone e iPad.

Presentato quale strumento di comunicazione ideale per la famiglia, ci si interroga sull’opportunità di incentivare un dialogo nonni-nipoti, genitori-figli, in rete sin dall’infanzia. Facebook promette che il nuovo strumento opererà nel rispetto della sicurezza dei più piccoli. Non sarà richiesta un’iscrizione da parte dei bambini, né il numero di cellulare ma si utilizzerà l’account dei genitori e il Messanger funzionerà con rete Wi-fi.

Inoltre, i piccoli non potranno aggiungere  contatti che non siano stati preventivamente approvati dai genitori e  l’invio di messaggi, foto e video avverrà esclusivamente sotto la supervisione degli stessi. Nessun messaggio pubblicitario inoltre comparirà nel Messanger e per non dimenticare che stiamo parlando di piccolissimi, saranno disponibili emoji ed effetti sonori a misura di bambino. Non sappiamo quando arriverà in Italia tale applicazione, ma possiamo già immaginarne le conseguenze. Avremo baby utenti che, accantonate prematuramente bambole e macchinine, chatteranno prima ancora di aver imparato a leggere e scrivere!

Riflettendo sulla necessità o meno di anticipare i tempi di accesso ai social, valutiamo i rischi (e conseguentemente i rimedi) ai quali sono attualmente esposti gli adolescenti che, lo ricordiamo, dai 13 anni in su in Italia –attualmente- hanno la possibilità di creare un account su Facebook. La grande piattaforma adotta misure a protezione dei minorenni proteggendo le informazioni riservate come ad esempio quelle di contatto, evitando che compaiano nelle ricerche al pubblico. Inoltre, l’impostazione dei tag è, per impostazione predefinita, attivata per i minorenni.

Circa i servizi sulla postazione, dal momento che è particolarmente importante che i minorenni riflettano prima di far sapere dove si trovano, anche la condivisione della posizione per loro  è disattivata, per impostazione predefinita e  quando viene attivata, Facebook include sempre un promemoria che  ricorda che la si sta condividendo. Ovviamente questi piccoli, ma non trascurabili, accorgimenti non bastano e nella consapevolezza della necessità di investire nell’educazione digitale, non possono mancare suggerimenti per genitori e giovani utenti.

E’ indubbio che il ruolo di genitori impone di essere al passo con i tempi atteso che se non si conosce il mondo digitale non se ne possono immaginare neppure i tanti rischi che esso cela. Insegniamo ai nostri figli a riflettere prima di condividere e instauriamo un rapporto tale che ci consenta di essere oltre che genitori,  “amici” su Facebook onde poterne controllare i contenuti.

I giovani, da parte loro,  devono imparare ad usare le informazioni personali con intelligenza e all’uopo i consigli sempre utili sono:

  • Decidi chi può vedere le tue informazioni, impostando i controlli sulla privacy;
  • proteggi la tua password e cambiala con regolarità;
  • esci dagli account quando smetti di usare il computer;
  • accetta solo le richieste di amicizia ricevute da persone che conosci;
  • quando decidi di condividere qualcosa poniti queste semplici domande: “Qual è la cosa peggiore che potrebbe succedere se condividessi?” ”Rischio di compromettere la mia o l’altrui reputazione?”.

 Il non aver sufficientemente riflettuto prima di una condivisione potrebbe determinare casi di cyber bullismo ma  se ne sei vittima, ricorda che non è colpa tua e che la piattaforma offre vari strumenti per aiutarti a gestire il problema.

Esiste la possibilità  di segnalare la foto o il post e Facebook, dopo averla/o esaminata/o, se ritiene che violi gli Standard della comunità di Facebook ovvero le normative che indicano i contenuti consentiti e vietati, lo rimuoverà.

Ricorda, inoltre, che le segnalazioni sono confidenziali: la persona che ha pubblicato il contenuto saprà solo che è stato segnalato ma non chi ha inviato la segnalazione.

Ulteriore possibilità offerta a protezione della vittima è procedere alla rimozione del bullo  dagli amici nonché al blocco di modo che il “falso amico” non potrà più avviare una conversazione con te o vedere il tuo profilo e a sua volta tu non potrai più vedere il suo.

Se questo non è sufficiente e ritieni che la tua sicurezza sia in pericolo perché qualcuno ti perseguita o rivolge minacce chiedi aiuto ad un adulto e in caso di pericolo chiama il 113.

Occorre rendere gli adolescenti consapevoli della possibilità di reagire affinché non debbano esserci ancora drammatici lasciti come quello di Carolina Picchio che nel 2014, a soli 14 anni, stanca di subire, prima di togliersi la vita scrisse: “Le parole fanno più male delle botte”.

A lei è stata dedicata la legge sul cyber bullismo n° 71/2017 il cui tema ho in precedenza trattato. Ricorda che puoi fare molto anche per un tuo amico/a che ritieni stia maturando l’idea di un suicidio. Se leggi frasi del tipo: “Sono stanca” “Vorrei sparire” “Voglio farla finita” non ignorarle ma segnala il post perché Facebook ha predisposto alcune risorse sviluppate in collaborazione con gli esperti nella prevenzione dei suicidi. La persona, anche in tal caso,  non verrà mai a sapere che il post è stato segnalato da te.

Parlane anche con i  genitori, perché spesso sono gli ultimi a sapere,  e non dimenticare che sono attivi ogni giorno e gratuitamente il Telefono Azzurro (1.96.96) e il Telefono Amico (199.284.284) contattabili in caso di piccole e grandi difficoltà.

Nell’attesa (ma non troppa) che il Messanger Kids faccia il suo ingresso in Italia, ci auguriamo che i bambini più piccoli nella letterina a Babbo Natale continuino a chiedere bambole e macchinine!

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