Mese prevenzione Tumore al seno: organizzato incontro con la cittadinanza

Ottobre è il mese rosa per la prevenzione del tumore al seno. Donna Tutto Tondo, Rotary club, Rotaract club di Barletta e Lilt  hanno promosso un convegno, svoltosi venerdì 24 ottobre,  presso la chiesa Sant’Antonio. Informare e sensibilizzare le giovani donne, favorire la cultura della prevenzione su un tema particolarmente rilevante come il carcinoma mammario, patologia tumorale più frequente in Italia, è stata la finalità dell’incontro.

Un grande evento pubblico con e per le donne. Medici, esperti, operatori del settore, rappresentanti istituzionali si sono aperti al dialogo con la cittadinanza per:

  • fare il punto sulla situazione della prevenzione e della cura del tumore al seno in italia;
  • evidenziare il lavoro che le Associazioni di volontariato hanno svolto e continuano a svolgere sul territorio a servizio delle donne
  • chiedere alle istituzioni risposte concrete

Una vera e propria esplorazione nel “pianeta seno” è stata compiuta, dal Dott. Tommaso Divincenzo, radiologo senologo responsabile screening mammografico ASL BT e dal Dott. Tommaso Palmieri, chirurgo senologo P.O. ASL BT.

Una donna ogni 10 viene colpita dal tumore al seno e, anche se il tasso di mortalità è in diminuzione, i casi aumentano di anno in anno- ha spiegato il Dott. Tommaso Divincenzo.

Il tumore al seno è il big killer numero uno per il genere femminile. Tuttavia le nuove tecnologie diagnostiche consentono oggi di poter individuare lesioni tumorali millimetriche, in fase iniziale, allorquando il grado di malignità e l’indice di aggressività del tumore risultano bassi ed il processo di metastatizzazione è pressoché nullo. La prevenzione, costante e accurata, nonché la diagnosi precoce, restano le principali armi contro il tumore al seno. Difatti,  la scoperta di un carcinoma mammario ancora molto piccolo, offre buone possibilità di cura e di guarigione. Inoltre, l’intervento chirurgico per rimuoverlo permette di conservare buona parte del seno, il che è fondamentale per le conseguenze psicologiche ed emotive della donna, sostiene il Dott. Domenico Palmieri.

Non c’è un’età precisa per cominciare le visite di controllo, prima si inizia, meglio è. Al di sotto dei quarant’anni di età sono sufficienti visite senologiche ed ecografie mammarie, dunque, esami semplici e non invasivi. Dopo i quarant’anni, l’esame più appropriato, essendo diversa la struttura del seno, è invece la mammografia.

I meccanismi che trasformano una cellula della ghiandola mammaria in una cellula cancerosa non sono ancora stati chiariti. Nella maggior parte dei casi, difatti, l’insorgenza della malattia è imprevedibile e non se ne conoscono le cause. Sono però ben noti i fattori di rischio: quelle condizioni, cioè, che aumentano le probabilità di ammalarsi. Il primo è l’età, come dimostra il fatto che il circa 75% delle donne sviluppa il tumore dopo i 50 anni. Il secondo fattore di rischio è la familiarità: circa il 10% delle donne colpite ha precedenti in famiglia. Segue la predisposizione genetica: gli scienziati hanno osservato che mutazioni in alcuni geni – in particolare BRCA1,  BRCA2 – sono alla base di oltre la metà delle forme ereditarie di tumore al seno (e anche delle ovaie); chi presenta le mutazioni di BRCA1 e 2 nel proprio genoma ha un rischio molto alto e deve seguire un percorso di screening personalizzato. Considerate nel complesso, però, queste mutazioni sono molto rare e rendono conto di appena il 5% dei casi totali di carcinoma mammario e le cause sono imputabili a fattori ambientali e alimentari. Pertanto la prevenzione si gioca anche a tavola, con un’alimentazione sana ed equilibrata.  

Con riguardo ai sintomi, il Dott. Palmieri si è sentito di rassicurare tutte le donne presenti in platea: in genere le forme iniziali di tumore del seno non provocano dolore. Il sintomo più comune del tumore al seno è la presenza di un nodulo mammario: è fondamentale che ogni nuovo nodulo sia tenuto sotto controllo da un medico specialista esperto nella diagnosi delle malattie della mammella.

Altri possibili segni del carcinoma mammario sono: irritazione o increspatura della pelle; secrezione ematica o comunque diversa dal latte materno. Non si dovrebbe arrivare a scoprire un tumore al seno attraverso il sintomo. La prevenzione del tumore del seno deve cominciare a partire dai 20 anni con l’autopalpazione eseguita con regolarità ogni mese.

Non può esserci prevenzione senza consapevolezza, È fondamentale che le donne sappiano quanto è diffuso il tumore al seno e come prevenirlo, sottolinea il Dott. Tommaso Divincenzo.

La diagnosi è solitamente radiologica e la gestione è multidisciplinare coinvolgendo il senologo chirurgo, l’anatomo patologo, il radiologo specializzato, l’oncologo medico, gli esperti della farmacoprevenzione e talvolta il radioterapista. I medici della Medicina Nucleare hanno un ruolo fondamentale per la centratura delle lesioni mammarie non palpabili.

Vi è l’esigenza, dunque, di affidare  la gestione delle pazienti con carcinoma mammario a centri di eccellenza ad indirizzo oncologico che siano garanzia di “multidisciplinarietà e competenza”, quale è quello presente presso il nosocomio di Barletta. Questo è quanto ha stabilito il Parlamento Europeo. Sicchè, gli stati membri sono invitati a sviluppare una rete capillare di centri di senologia certificati ed interdisciplinari, entro il 2016, che debbano rispondere a criteri di qualità. Anche nelle situazioni più difficili, difatti, l’eccellenza delle cure è la base necessaria per il controllo a lungo termine della malattia in uno stato di benessere, conclude il Dott. Domenico Palmieri.

Richiama l’attenzione sull’importanza dei programmi di screening, attraverso i quali si rende possibile l’individuazione di forme cancerogene, prima che sia troppo tardi, la Dott.ssa Angela Maria Belsanti, responsabile centro screening ASL BT. Gli screening oncologici sono dei programmi organizzati di sanità pubblica volti ad individuare precocemente l’insorgenza di tumori. Questi test sono condotti su una popolazione che non presenta segni né sintomi relativi ad una neoplasia. Dunque, interessano soggetti che si ritiene siano sani, spiega la Dott.ssa Belsanti.

Quando parliamo di screening organizzati ci riferiamo, non solo ai test rivolti alla diagnosi precoce del carcinoma della mammella, bensì anche a quelli orientati alla prevenzione del carcinoma dell’utero, ad esempio, piuttosto che del colon retto. Trattasi, dunque, -continua la Belsanti- Quando di un programma completo che può coinvolgere tutta la popolazione al di sopra di una certa età (ad esempio la colonscopia viene consigliata sopra i 50 anni a maschi e a femmine), oppure può essere rivolto solo a un sesso (la mammografia è consigliata solo nelle donne, anche se il carcinoma della mammella esiste anche nei maschi), o, ancora essere orientato solo verso soggetti ad elevato rischio di sviluppare la neoplasia per motivi genetici, professionali, voluttuari. Chiaramente, la sanità pubblica interviene,  attraverso questi programmi organizzati, per sostenere e sollecitare quella parte della popolazione che per motivi culturali o sociali, non è attenta, sua sponte, a sottoporsi ad indagini diagnostiche di natura preventiva, conclude la Dott.ssa Belsanti.

Non è mancata la partecipazione delle istituzioni, sia a livello regionale che locale. Presenti in platea, il sindaco di Barletta, Pasquale Cascella unitamente al consigliere regionale Franco Pastore, componente della commissione consiliare SanitàPastore ha posto l’accento sulla necessità di allargare l’orizzonte dell’informazione per non intercettare solo una ristretta “nicchia”, ma coinvolgere nel processo di comunicazione il maggior numero possibile di cittadini.

Il sindaco ha inteso riservare un plauso all’iniziativa virtuosa delle associazioni di volontariato che si sono spese sul territorio promuovendo campagne di sensibilizzazione su tematiche di inequivocabile interesse colletivo. “L’occasione mi è propizia – così si è espresso il sindaco Cascella- per rendere noto ai cittadini che la settimana scorsa, a Palazzo di Città, la Giunta comunale ha esaminato e approvato la delibera riguardante l’iniziativa a sostegno della prevenzione oncologica del tumore al seno “Nastro Rosa”, promossa dalla sezione locale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT), nell’ambito di una campagna mondiale che si svilupperà sino alla fine del mese di ottobre. Per l’occasione, il castello di Barletta sarà simbolicamente illuminato da una luce rosa unendosi idealmente ai tanti edifici e monumenti di altre significative realtà del paese per sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione del tumore al seno nonché ribadire l’importanza di controlli preventivi e programmi di screening finalizzati alla diagnosi precoce tenendo conto anche dell’impatto sociale di un fenomeno che colpisce sensibilmente le donne”.

Coglie l’occasione della presenza in platea del sindaco, il Presidente LILT sezione provinciale Barletta Andria Trani, Michele Ciniero, per rivolgere all’amministrazione comunale la richiesta di ottenere, sul territorio provinciale,  la concessione di uno spazio da destinare alla realizzazione di un punto di riferimento in campo oncologico. Il primo cittadino, rassicura che è nelle intenzioni di questa amministrazione il voler sottoporre al consiglio comunale la discussione relativa al regolamento delle valorizzazioni pubbliche, ambito nel quale far rientrare necessariamente la realizzazione di tale progetto.

Si continua a parlare di prevenzione “cambiando linguaggio”. Maria Pia Garrinella, presente all’incontro in qualità di moderatrice, introduce l’attrice, scrittrice, sceneggiatrice, regista, Stefania Di Palo. Un viaggio nella malattia, il suo. Un grido di dolore, misto a rabbia e commozione, quello lanciato dall’attrice. Un messaggio di speranza quello trasmesso alle donne presenti in sala, rapite dal suo racconto che, in realtà, altro non è stato che un inno gioioso alla vita. A quella vita che sembrava volersi far sopraffare  dalla morte, dal destino che, prepotente, non voleva lasciarle scampo. Ma di cancro, si guarisce! La prevenzione deve entrare a far parte radicalmente della nostra cultura, deve diventare una sana abitudine e anzi un vero e proprio stile di vita. La prevenzione è, dunque, l’arma più potente per sconfiggere la malattia.

Invalid Displayed Gallery

 

Commenta questo articolo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here