Mennea propone l’acquisto di mille defibrillatori

“L’acquisto di mille defibrillatori da distribuire nei luoghi di aggregazione pugliesi più a rischio, quali ad esempio le strutture sportive e le scuole”, è quanto ha chiesto il consigliere regionale del Pd, Ruggiero Mennea, all’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia. Mennea rilancia così la proposta rivolta con successo all’ex assessore Elena Gentile che, su sollecitazione del consigliere Pd, dispose l’acquisto 200 defibrillatori. “Sono stato molto grato – commenta Mennea – per la risposta alla mia sollecitazione tesa a garantire la sicurezza nei luoghi dove si fa sport e istruzione. Adesso, però, ho chiesto all’assessore Pentassuglia di controllare a che punto siamo con la distribuzione di quegli apparecchi, ma sopratutto l’acquisto di altri mille defibrillatori da distribuire nei campi sportivi e nelle scuole frequentate da bambini, giovani e meno giovani che abbiamo il dovere di proteggere”.

Per Mennea, “questa iniziativa deve rientrare nella riorganizzazione del servizio emergenza-urgenza, un servizio che, se vuole essere efficace, deve partire dai luoghi di aggregazione più frequentati e più a rischio”. Mennea ricorda che “ci sono diverse associazioni sul territorio, tra cui la ‘Batcuore’ di Barletta che, insieme alla Asl BT, ha già fatto tanto per diffondere la cultura della prevenzione, e che molto di più potrebbe fare se avesse sostegno dalla Regione per l’acquisto di altri defibrillatori”. “Devono infatti camminare insieme – prosegue – da un lato la prevenzione messa in campo da aziende sanitarie locali e associazioni, dall’altro l’intervento pubblico perché si possano dotare tutti i luoghi aggregazione a rischio, di defibrillatori che possono salvare la vita perché, come dimostrato in più occasioni, sono determinanti in quegli attimi immediatamente successivi all’incidente, in cui un intervento tempestivo decide spesso la vita e la morte”. Pertanto, conclude Mennea, “invito l’assessore Pentassuglia a dare un peso adeguato alle politiche per la prevenzione, evitando così che i costi della sanità aumentino, spesso senza salvare la vita”.

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