Mennea: “Le industrie ad alto impatto ambientale rendano noti quotidianamente i dati sulle emissioni”

“Le aziende ad alto impatto ambientale installino delle centraline collegate a dei monitor che siano visibili a tutti i barlettani, in cui siano pubblicate giorno per giorno le emissioni della propria fabbrica, in modo tale che ogni cittadino possa controllare che i parametri rientrino nei limiti consentiti dalla legge”. È la proposta di Ruggiero Mennea, consigliere regionale del Partito Democratico.

“In città sta salendo molto la preoccupazione per la salubrità dell’aria, anche in base a fenomeni che si stanno verificando sempre più spesso e non fanno altro che alimentare i dubbi”, aggiunge Mennea. “L’apprensione dei cittadini è comprensibile. Come tuttavia è legittimo che i privati facciano i propri interessi e mandino avanti la produzione, rispettando le leggi e non superando i parametri imposti. La soluzione più costruttiva, prima che la preoccupazione si trasformi in allarmismo e che la tensione si alimenti ulteriormente, è quella di dimostrare, dati alla mano, che le aziende ad alto impatto ambientale non arrechino danno all’ambiente e non siano una minaccia per la salute dei barlettani.

Installare delle centraline e dei monitor all’esterno delle fabbriche d’altronde non rappresenterebbe una spesa insostenibile che industrie che fatturano cifre ben più alte. In questo modo gli imprenditori farebbero un passo verso la cittadinanza e potrebbero dimostrare che la propria azienda non inquina, sgomberando sul nascere qualsiasi dubbio”, spiega il consigliere del Pd. “I cittadini, dal canto loro, sarebbero più tranquilli e così si eviterebbero le barricate tra una posizione e l’altra. Sarebbe una scelta di buon senso che tutelerebbe i legittimi interessi di tutti.

Perché se un’industria inquina è giusto che siano adottate le dovute contromisure e i provvedimenti previsti dalla legge, senza se e senza ma. Se invece rispetta le leggi e l’ambiente, è altrettanto giusto prosegua la sua attività. E in questo sono certo che i cittadini non avrebbero nulla in contrario, purché siano tranquillizzati. Si ragionerebbe così nell’ottica di welfare di comunità, un concetto che se applicato garantirebbe maggiore serenità e benessere della collettività”, conclude Mennea.

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