Matteo Bonadies: la guerra, le donne, l’amore e la Barletta di un tempo che fu

Si è svolta nella biblioteca comunale di Andria la presentazione dell’ultimo romanzo di Matteo Bonadis “Anyway – 25 anni dopo”. A fare gli onori di casa il sindaco Nicola Giorgino:«Andria è una città che ama riconoscere a tutti gli effetti l’identità e le vocazioni della provincia Bat. È un onore ospitare nella nostra biblioteca comunale autori con un percorso di vita così articolato come quello di Matteo Bonadies. Mi sento di ringraziarlo per l’impegno profuso in tanti anni sull’intero territorio pugliese e dunque anche nella nostra città».

Un emozionato Bonadies ha ringraziato sinceramente il sindaco Giorgino per averlo ospitato nella sua città ed ha aperto le danze confidando al numeroso pubblico presente in sala che il suo obiettivo non è mai stato quello di lasciare necessariamente un segno nella vita delle persone (a dire il vero poco gli importano il chiacchiericcio o i giudizi) bensì il suo pensiero sulla carta, a costo di preferire di dover “lavare i panni sporchi in pubblico piuttosto che in famiglia”:«Mi piace quello che faccio e credo nella scrittura-terapia. Mi sento poliedrico nel senso che sono una persona capace di fare qualcosa. Forse annoio la mia famiglia e i miei conoscenti nel fare quello che faccio, ma non posso farci niente: se voglio farlo, lo faccio».

Riflettori immediatamente puntati su “Anyway – 25 anni dopo” un testo profondamente autobiografico in cui Bonadies ha riversato le sue riflessioni più intime e profonde parlando della sua famiglia natale, dell’infanzia rubata, dell’adolescenza turbata, della moglie, dei figli, degli amici e dei suoi amori. Quanta fatica gli è costato mettersi letteralmente a nudo in questo suo scritto? «Non nascondo di aver avuto dei rimproveri specie da parte di mia moglie – ha dichiarato l’autore – che sin dal primo libro ha prima insistito affinché non lo pubblicassi, poi ha provato a convincermi a pubblicare con uno pseudonimo ma per tutta risposta ho pubblicato la mia storia a mio nome ed ho continuato a farlo con tutti i miei scritti. Quando uno comincia a parlare di sé in piazza significa che ha il coraggio di farlo. Questo perché si parla di fatti reali e perché come me potrebbe farlo qualunque persona».

In questo ultimo romanzo Bonadies racconta la sua esperienza da testimone di guerra, da sfollato, da bambino soprannominato “zoccoletti” a causa del ticchettio delle sue calzature che per le strade di Brescia suonavano come preludio dei bombardamenti e invitavano tutti a rifugiarsi in anguste gallerie scavate sottoterra che in realtà non erano affatto sicure. Nonostante il terrore provato durante l’infanzia, lo scrittore barlettano è convinto che attualmente il mondo intero stia arretrando rispetto all’avanzamento di nuove minacciose realtà (non mancano i riferimenti all’Isis e al terrorismo integralista) che pongono tutti noi in una fase di grande rischio.

Dopo questa triste parentesi la sala si è immersa nuovamente nei ricordi di Bonadies. Con un pizzico di malinconia l’autore ha raccontato delle meravigliose stagioni dei bagni e dei tuffi lungo il braccio di levante completamente svestiti. Ci ha raccontato dell’incanto dei trabucchi, del pesce fresco ogni giorno, dell’economia resa florida dai prodotti ittici, delle carrozze delle famiglie ricche che transitavano sul braccio per ammirare i delfini. In questi ricordi di una Barletta ormai andata, trova spazio anche la zattera del peccato:«Avevamo costruito una piccola zattera per fare il bagno più a largo ma un prete che ci conosceva era convinto che la usassimo per fare chissà che con le ragazze, invece il nostro unico scopo e piacere era tuffarci in alto mare» ricorda con un sorriso l’imprenditore barlettano.

Impossibile non parlare delle donne, tema ricorrente in quasi tutti suoi scritti. La donna che per lui può essere tanto amorevole e materna, quanto tentatrice e incantatrice. La donna ideale di Bonadies? Ne troppo aggressiva ne troppo mite, ne troppo modesta ne troppo intelligente, ne troppo fredda ne troppo morbosa. Il giornalista lo incalza chiedendogli se alla fine in sua moglie ha trovato l’incarnazione della sua perfetta Beatrice:«Quando ho conosciuto mia moglie, ho deciso di sposarla dopo soli 6 mesi. Lei sa che l’avrei voluta meno intelligente e un po’ scemotta, perché ho sempre voluto prevalere io nel rapporto, ma devo dire che lei intelligentemente me lo lascia fare, ad esempio lasciandomi l’ultima parola nelle decisioni importanti. Ho sempre avuto il desiderio di amare ed essere amato. Devo dire che con mia moglie al 95% ho esaudito questo mio desiderio ma in cuor mio so che da lei potrei avere sempre di più. Sono soddisfatto ma c’è sempre un “non lo so”. Non sono un tipo solitario, non avrei mai potuto vivere da solo, ho bisogno di un bacio al mattino quando mi sveglio, quando rientro dalla giornata di lavoro e prima di andare a dormire. Ho bisogno dell’amore della famiglia, del focolare domestico. Ho bisogno di tutte queste varie forme d’amore» confessa l’autore con molta naturalezza al pubblico, quasi stesse parlando a cuore aperto con l’amico di sempre con cui confidarsi e fare un bilancio della propria vita.

Ed è proprio con una sorta di omaggio alle donne che si è conclusa la serata andriese dedicata a Matteo Bonadies che per l’occasione – dopo aver annunciato di essere già a lavor per il prossimo libro – ha deciso di proiettare il cortometraggio “Io Donna” (tratto dal suo omonimo romanzo del 2006) di cui Mediaset ha acquistato di diritti.

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Giusy Del Salvatore
Giusy Del Salvatore è nata a Barletta nel 1987. Nella città pugliese porta avanti le sue attività di giornalista, blogger, copywriter, web marketing specialist e social media manager. Dopo la maturità classica conseguita presso il liceo classico “A. Casardi” di Barletta si è laureata in Editoria e Giornalismo presso l’Università degli studi di Bari. Successivamente ha frequentato il “First Master in Giornalismo", il master di “Formazione giornalistica ed editoriale”, il master in "Giornalismo Digitale" e il master in "Social Media e Digital Marketing". È appassionata di ecologia, salvaguardia animale/ambientale, poesia, letteratura, architettura, design, web e social media marketing. Ha iniziato a scrivere professionalmente occupandosi di cinema e spettacolo per la rivista Ecodelcinema mantenendo viva l'emozione della prima pubblicazione. È stata caposervizio del mensile ControStile, affrontando argomenti di ogni genere, realizzando interessanti interviste ed inchieste. Ha collaborato con il quotidiano d'informazione tecnologica HwGadget, con la rivista online LSD Magazine e con il settimanale TempoVissuto scrivendo articoli di approfondimento sociale. Nel 2012 con Aletti Editore ha pubblicato un libro di poesie intitolato "Chiamale come vuoi - Siamo solo poeti incompresi" riscuotendo discreto successo e vari apprezzamenti. Ha ricevuto molteplici premi e riconoscimenti in diversi concorsi poetici e letterari, pubblicando numerose poesie in antologie tematiche. Nel 2016 ha pubblicato la raccolta di poesie illustrate "Criptica come la Luna", edita da Alter Ego, finalista al Premio Carver 2016. È autrice dell’eco-blog Mela Verde News in cui e vengono trattati e approfonditi argomenti relativi alla sfera green. Attualmente è Direttore Responsabile di Barletta News e lavora come freelance per aziende e privati nell’ambito del web e social media marketing. In qualità di esperta coordina gli alunni del liceo scientifico Carlo Cafiero di Barletta nel progetto di alternanza scuola-lavoro.

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