Maria Campese: “Penso sia doveroso fare un primo bilancio di questo scorcio amministrativo”

Siamo ad un quarto dell’intero mandato del sindaco Cascella e penso sia doveroso fare un primo bilancio di questo scorcio amministrativo.

Una candidatura, quella del sindaco Cascella, nata all’indomani dello scioglimento del consiglio comunale per dimissioni di consiglieri parte di maggioranza e della minoranza consiliare; una candidatura incardinata sui temi del risanamento politico, del cambiamento delle pratiche politiche, della trasparenza, legalità, partecipazione nelle scelte politico-amministrative.

In questo scorcio di amministrazione sono stati raggiunti diversi obiettivi contenuti negli indirizzi di mandato approvati dal consiglio comunale nel mese di febbraio 2014: il risanamento economico-finanziario attraverso il riconoscimento dei debiti fuori bilancio (svariati milioni di euro), lo sblocco dell’interramento dell’elettrodotto, la copertura economico-finanziaria dei sottopassaggi ferroviari, l’avvio della raccolta differenziata “porta a porta”, l’acquisizione al patrimonio comunale del Palazzo della Marra, l’acquisizione delle quote di Manutencoop di Barsa, ….

Inoltre l’11 novembre u.s. il consiglio comunale di Barletta ha approvato tre regolamenti previsti negli indirizzi di mandato e che attengono materie di straordinaria importanza per la nostra comunità. Una premessa è doveroso farla: la I commissione consiliare, di cui sono componente, ha lavorato, a partire dal suo insediamento, alla elaborazione dei regolamenti, promuovendo diversi incontri con la cittadinanza e raccogliendo le osservazioni, i contributi, gli emendamenti proposti dai cittadini in forma singola o associata. Le proposte giunte quindi in consiglio comunale avevano già scontato tutti i passaggi partecipativi e/o consultivi.

Il primo ad essere elaborato è stato il regolamento sugli istituti di partecipazione, con il quale si dota la cittadinanza dello strumento con il quale contribuire in maniera fattiva alla vita amministrativa, facendo della partecipazione non più uno slogan ma il terreno su cui cimentarsi per promuovere un cambiamento delle pratiche politiche.

Il secondo è stato il regolamento con il quale si istituisce il registro delle unioni civili. Su questo terreno il confronto che si è aperto è stato aspro e caratterizzato dalla forte ingerenza di una istituzione (quella della Curia Vescovile, emanazione dello Stato Vaticano, religioso) nei confronti di un’altra istituzione (quella del Comune di Barletta, facente parte dello Stato Italiano, laico). Le pressioni ed i condizionamenti sono stati pesanti, sia in termini di pubblicazione di continui comunicati stampa, di reiterate richieste di ritirare il provvedimento, sia in termini di interventi diretti e pressanti sui consiglieri comunali per farli desistere dall’intento.

L’approvazione dell’istituzione del registro delle unioni civili non era scontato avvenisse: vanno ringraziati tutti i consiglieri comunali che hanno votato il provvedimento nonostante le pressioni subite, ribadendo così la laicità delle istituzioni, poiché il nostro ruolo è quello di garantire a tutti i nostri concittadini, a prescindere la fede religiosa, il sesso, il censo, etc, pari diritti e garanzie; le questioni di coscienza attengono la sfera personale e non la sfera istituzionale, non sono ricomprese nel ruolo che ci si è candidati a rivestire, e questo i consiglieri che hanno votato il provvedimento lo hanno riaffermato.

Il terzo regolamento sottoposto al voto è stato quello riguardante il riconoscimento dello “ius soli” (diritto del suolo), cioè il riconoscimento della cittadinanza anagrafica ai minori nati in Italia da genitori stranieri. E anche su questo provvedimento il consiglio comunale si è diviso, con consiglieri comunali che hanno ritenuto di disconoscere a bambini che fanno parte della nostra comunità, che sono amici dei nostri figli, che frequentano gli stessi luoghi e svolgono le medesime attività, che non hanno conosciuto altre terre se non il nostro Paese, a sentirsi parte integrante di una comunità, a sentirsi accolti ed accettati.

L’approvazione dei tre regolamenti ha ribadito la laicità delle istituzioni ed il principio di garanzia di pari diritti per tutte e per tutti, a differenza di quanto accaduto durante la prima amministrazione Maffei, in assenza di una rappresentanza della Sinistra in consiglio comunale, quando fu approvata la denominazione di Civitas Mariae alla Città di Barletta, quasi che l’istituzione comunale fosse una dipendenza di una istituzione religiosa.

Un grazie particolare lo rivolgo al sindaco Cascella, perché ha, ancora una volta, mostrato coerenza nel suo agire. I regolamenti approvati erano previsti nel programma elettorale e contenuti negli indirizzi di mandato approvati dai consiglieri di maggioranza a febbraio 2014, ma la tenacia con la quale il sindaco Cascella ha sostenuto tali provvedimenti è il segno di una politica diversa: ciò che si scrive non sono chiacchiere, sono impegni precisi.

Tanto altro rimane da fare, diversi correttivi ed aggiustamenti vanno fatti, anche alla luce del venir meno della maggioranza in consiglio comunale.

E proprio tenendo conto della necessità di una verifica politico-amministrativa, si colga l’occasione per dotarsi di tutti gli strumenti utili a realizzare pienamente gli indirizzi di mandato amministrativo, operando con impegno e coerenza nel trovare soluzione ai problemi della nostra città e ai bisogni dei nostri concittadini.

A cura di Maria Campese, Capogruppo Sinistra Unita

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