Margherita e Barletta 200 anni di Storie

La disputa intestina tra la Città della Disfida e le Saline

Siamo quasi certi che il nuovo aneddoto della cronaca storica che propone Michele Grimaldi sia da considerarsi altro inedito. Una battaglia a suon di carte bollate tra le Amministrazioni di Margherita di Savoia e Barletta. Chi la vinse e perché? Leggiamo Michele Grimaldi grati per il lavoro esclusivo che compie per Barletta News. 

La storia della nostra Città è pregna di avvenimenti importanti dal punto di vista culturale, finanziario, artistico e militare. Naturalmente accanto a questi aspetti più o meno noti della vita di Barletta, sono da riportarne alla luce altri che non hanno colpito la fantasia e stuzzicato la voglia di saperne di più degli storici e dei ricercatori locali  ma che hanno, in modo anche pesante, segnato l’evoluzione della nostra e di altre comunità.

Tra questi avvenimenti ce n’è uno che, per l’importanza storica e per gli sviluppi scaturiti successivamente, merita, senza ombra di dubbio, di essere portato a conoscenza di coloro che si occupano di storia locale e soprattutto delle popolazioni delle due comunità interessate le quali, forse, scoprirebbero un aspetto inedito del passato storico cittadino.

Lo spunto viene fornito dalle celebrazioni per il 200° anniversario dell’autonomia dell’amministrazione municipale di Margherita di Savoia.  

Infatti il 14 aprile del 1813 Gioacchino Murat, in occasione della visita alle Saline di Barletta, promulgò la prima legge organica delle “Manifatture dei Sali e tabacchi” in virtù della quale le Saline videro riconosciuta un’amministrazione municipale separata con a capo l’allora direttore delle locali saline Vincenzo Pecorari che ne divenne il primo Sindaco.

Le conseguenze di questo distacco amministrativo dalla “progenitrice” Barletta, portò ad una guerra amministrativa di secessione durata quasi 100 anni. Parliamo della disputa giuridica intentata dall’appena riconosciuto Comune di Margherita di Savoia contro il Comune di Barletta per l’assegnazione della proprietà dei terreni sino ad allora di esclusiva pertinenza barlettana.

Il primo passo di questa lite che possiamo, senza tema di smentita, definire intestina, fu mossa dal Comune di Margherita di Savoia che, con un atto del 2 gennaio 1908, convenne in giudizio contro il Comune di Barletta reclamando la proprietà sui demani un tempo in “condominio” con la vicina Città della Disfida, argomentando questa richiesta con la “…non immaginabile situazione di una popolazione senza un proprio territorio indispensabile alla sua sussistenza per l’esercizio degli usi civili e per i cittadini che non possiedono un palmo di terra se non quello su cui sorge l’abitato”.

La scintilla, che aveva fatto sviluppare l’enorme incendio di questa “guerra” giudiziaria, era scaturita dal distacco amministrativo che le Saline di Barletta avevano chiesto ed ottenuto, dalla progenitrice Università (Città n.d.r.) di Barletta con Regio Decreto del 14 aprile 1811 e con ulteriore Regio Decreto del 9 gennaio 1879 aveva assunto la denominazione definitiva di Margherita di Savoia, in onore della omonima Regina, dopo essere stata nei secoli prima Salina Cannaruni poi Reali saline di Barletta ed infine Casale delle Saline.

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fig.1: Privilegio di Carlo II d’Angiò, 1294

La risposta del Comune di Barletta, come era ovvio, non si fece attendere e con argomentatissime dissertazioni di illustri e famosi legali dell’epoca, quali Filippo e Angelo Ungaro del foro di Roma, Giuseppe Rasoli di Trani e del Sindaco di Barletta il Commendator Arcangelo Cafiero, dimostrò l’unicità territoriale portando a conferma il Diploma di Carlo II d’Angiò (fig. 1) del 29 ottobre 1294 con il quale “…per la distruzione di Canne e l’esodo di tutti i cittadini della Città nella vicina Barletta, accogliendo la richiesta dei cittadini di Barletta, in considerazione della fedeltà costantemente da essi dimostrata e delle numerose difficoltà da essi affrontate, dispone l’aggregazione al territorio di Barletta di quello di Canne, confinante con il primo, e sancisce la natura demaniale del nuovo territorio”.

Nel territorio di Canne erano comprese, naturalmente, anche le saline come si evince da un passaggio della pergamena dove si legge “…et gaudeant in perpetuum, in proprio tenimento, salvis baiulatione, salinis, terragiis aliisque iuribus proprietatis et dominii” che in lingua italiana  stabiliva che tutti gli abitanti “dicte terre Baroli” avrebbero goduto e posseduto in perpetuo i tenimenti già proprietà di Canne naturalmente comprese le Saline: più chiaro di così !

Su tali argomentazioni si pronunciò la Regia Corte d’Appello di Trani la quale con una sentenza datata 8 luglio 1910 dichiarava “…inammissibile la richiesta del Comune di Margherita di Savoia in quanto tutti i passaggi amministrativi di questo Comune non modificavano quei rapporti giuridici che si erano stabiliti sin dall’anno 1294 ”.

Come tutti i giudizi anche questo non si fermò al primo round ma si andò avanti sino al 1934 allorquando con la sentenza del 21 maggio la Corte d’Appello di Roma – Sezione Speciale per la definizione delle controversie in materia di usi civici, capovolse la decisione di prima istanza e dichiarò “…il diritto del Comune di Margherita di Savoia, in dipendenza dell’antica comunanza di territorio, al condominio su tutti i beni demaniali che esistevano nell’originaria circoscrizione di Barletta al momento della separazione dei due enti con la erezione in comune autonomo del Casale delle Saline oggi Margherita di Savoia”.

Il passo successivo, come era logico, spettò al Comune di Barletta, rappresentato dagli avvocati Ungaro, il quale dopo soli due mesi, il 23 luglio 1934, la sentenza della Corte d’Appello ricorse in Cassazione con la speranza di far annullare quella determinazione motivando, tra le altre cose, che “…il Comune di Margherita di Savoia non seppe indicare a quale epoca rimontasse il preteso esercizio degli usi civici. Tale esercizio fu soltanto affermato in base alle necessità della popolazione ma lo stesso avversario ammise che dal 1800 in poi non vi fosse stato esercizio effettivo, il che veniva ad escludere le asserite necessità della popolazione ”.

La sentenza, datata 9 gennaio 1935,  della Corte di Cassazione del Regno Prima Sezione Civile presieduta da S.E. Samperi Gr.Uff. Pasquale Salvatore disponeva che “…La Corte accoglie il primo mezzo e dichiara assorbiti gli altri. Cassa in conseguenza la sentenza impugnata (quella del 21.5.1934 n.d.r.) , ordina la restituzione del deposito e dichiara la competenza della Corte d’Appello di Bari, cui rimanda la causa per il corso ulteriore”.

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fig.2: Pianta della mezzana detta del Sepolcro, 1686

L’ultimo atto, con la sentenza definitiva n.243 della Corte d’Appello di Bari – Prima Sezione Civile, andò in scena l’11 giugno 1937. Nel dispositivo della sentenza si leggeva “…dichiara il diritto del Comune di Margherita di Savoia al condominio su tutti i fondi demaniali e particolarmente su quelli denominati Musciali o Palude e Mezzane dell’Ofanto, Sepolcro (fig.2) e Rasciatano che esistevano nella originaria circoscrizione di Barletta al momento della separazione dei due enti con la erezione in Comune autonomo del Casale delle Saline oggi Margherita di Savoia. Condanna il Comune di Barletta alle spese del giudizio meno quelli degli stadi avanti la Corte di Cassazione, che dichiara compensate fra le parti ”.  

Con questo ultimo atto si staccò, praticamente, il cordone ombelicale che aveva tenuto unite per quasi 800 anni le Saline alla Città di Barletta, ponendo fine a quella che, a buon titolo, possiamo considerare una vera e propria guerra di secessione delle popolazioni Salinare nei confronti dei progenitori Barlettani.

E magari tutte le guerre fossero combattute nei tribunali !

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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