Mare barlettano, Ruggiero Quarto: ‘La situazione è critica, ma i problemi sono risolvibili’

Purtroppo, anche in questa estate 2016, sul fronte mare barlettano stanno prevalendo le ombre sulle luci. Infatti, a qualche significativo miglioramento in merito alla vivibilità delle litoranee e ad opere di là da venire, fa da triste eco l’aspetto ambientale, acuito sia da una strutturale fragilità geomorfologica ed idrogeologica del nostro sistema costiero e sia da contingenti situazioni meteorologiche sfavorevoli.
Infatti, la nostra costa è tra la morsa di un fiume a ovest e una lama/canale ad est. Gli equilibri costieri tra sedimentazione, erosione e subsidenza alla foce dell’Ofanto sono oramai saltati, principalmente a causa di 7 contestabili invasi costruiti nel suo bacino idrografico. Assistiamo ad un inesorabile arretramento della linea di costa, al quale ci stiamo opponendo (solo oggi!) con un’opera di difesa tramite discutibili barriere rigide, tra l’altro, al vaglio della Magistratura!
Inoltre, sia l’Ofanto che la lama/canale Ciappetta-Camaggi trasportano a mare le acque interne, scelleratamente arricchite di inquinanti urbani, industriali e agricoli. Due vere e proprie bombe ecologiche, che diventano “atomiche” in caso di piogge estive. Altre “bombe” molto pericolose sono i circa 20 canali di scolo pluviale urbano diffusi da Levante a Ponente, che sappiamo essere non solo pluviali (canale H!!). Poi c’è la “bomba fogna nera” che, arricchita indebitamente di acque piovane, arriva al depuratore e, in caso di piogge abbondanti, lo manda in difficoltà. Sia chiaro che, se non si pone un rimedio, il problema permarrà ed anche il prossimo depuratore in allestimento potrebbe non reggere l’impropria onda d’urto.
Quest’estate, purtroppo, a causa di ben tre importanti sequenze piovose (9-14 Giugno, 15-17 Luglio e 6-8 Agosto) e altri 4 piovaschi moderati, tant’acqua stracolma di rifiuti è arrivata a mare! Né possiamo fidarci dei divieti “fumosi” a cavallo dei punti di sfocio a mare dei canali, per 48 ore dopo l’evento. Né ci può rasserenare il tranquillizzante monitoraggio dell’ARPA, che non viene effettuato nei punti più a rischio del litorale, non rileva tutti gli inquinanti pericolosi, è piuttosto distante dalla riva, è eseguito solo in 12 punti e solo una volta al mese, e per questa stagione balneare sempre lontano da periodi piovosi.
Quest’estate, poi, si è aggiunto il timore che i contaminanti cancerogeni rilevati nella falda idrica dell’area industriale di via Trani possano giungere a mare! Il Sindaco, ad inizio estate, aveva promesso un tempestivo monitoraggio chimico sul fronte mare imputato e in prossimità dei vari canali. È stato compiuto?
Nella convinzione che: a) i problemi ambientali possono essere affrontati e risolti; b) l’abbandono dell’ambiente costiero, data la mancata antropizzazione, può diventare uno straordinario punto di forza per un piano di sviluppo ecosostenibile grandioso; c) l’interesse naturalistico della nostra costa è strabiliante (Parco Naturale dell’Ofanto, Sito di Interesse Comunitario della sua foce, zone umide di Ariscianne-Boccadoro, Parco naturale marino del posidonieto di San Vito,…); d) l’interesse culturale s.l. è enorme; e) l’imprenditoria del settore turistico-balneare può far faville; ritengo possibile un piano energico per la salvaguardia e sviluppo della nostra costa.
Data, però, la situazione dolorosa in cui versa il nostro mare, per la palese carenza fin qui mostrata dalla politica ad affrontare i gravi problemi strutturali e ambientali del nostro mare, propongo di istituire un assessorato al mare. Sempre che ci sia una volontà politica di affrontare e risolvere i problemi del mare!
Ciò coglierebbe due obiettivi: 1) lavoro politico-amministrativo a tempo pieno per il mare; 2) accentrare tutte le deleghe assessorili che lo riguardano (pianificazione, demanio, lavori pubblici, manutenzioni urbane, ambiente, attività produttive, turismo, salute, mobilità e trasporti, ecc…), oggi disperse tra più assessorati.
I problemi, con volontà, competenza, lavoro, passione, sono risolvibili. Forse non a mo’ di bacchetta magica, ma dandosi un cronoprogramma realizzabile e da rispettare rigorosamente, pena le dimissioni dei responsabili. Fondamentale è che il programma deve essere partecipato da tutti i portatori d’interesse: associazioni ambientaliste, del settore turistico-balneare, agro-alimentare, culturale, professionale; la gente. Insomma, un assessore autorevole ed esperto, svincolato da fosche dinamiche politiche, controllato e sorretto da una vera e propria “task force”.
IL NOSTRO “TESORO” LO DOBBIAMO LUCIDARE E VALORIZZARE.
Con l’economia cittadina in gravi difficoltà possiamo far decollare il turismo balneare-ambientale-culturale-enogastronomico. Ovviamente la base è la risorsa mare!
Conosco le più famose località marittime italiane e del pianeta, e il nostro litorale potenzialmente non è da meno. Potrebbe diventare una perla preziosa! Con il supporto di un entroterra, non solo cittadino, di inestimabile ricchezza ambientale, architettonica, storica, archeologica, agricola, culturale, che messa in rete con l’offerta turistico-balneare (spiagge libere, lidi privati, locali di svago, ristoro e accoglienza, porticciolo turistico,…), Barletta può diventare, con un marketing adatto, una località marittima di sicuro primo piano nello scenario internazionale. Tanto benessere e lavoro!!
Chi ama il mare sarà sempre libero! Cita la magnifica frase, emblema della Lega Navale di Barletta.
Io aggiungerei che chi ama il mare ama se stesso, il suo prossimo, la VITA.

A cura di Ruggiero Quarto

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Ruggiero Quarto
- Laureato in Scienze Geologiche, Università di Bari, con il massimo dei voti. - Vincitore di una Borsa di Studio nel Consiglio Nazionale delle Ricerche per il “Progetto Finalizzato Geodinamica – Rischio Vulcanico”. Quindi Borsista CNR dal 1978 al 1981. - Vincitore del concorso d’idoneità al ruolo di ricercatore in Geofisica Applicata nel Novembre del 1981. - Ricercatore confermato in Geofisica Applicata (settore disciplinare GEO11) presso il Dipartimento di Geologia e Geofisica dell’Università di Bari. -Relatore di numerose Tesi di Laurea in Geofisica Applicata, nell’ambito del Corso di Laurea in Scienze Geologiche dell’Università di Bari. - Seminari ed esercitazioni, sia di laboratorio che di campo, su tecniche di acquisizione e interpretazione di dati geofisici, per gli studenti delle varie discipline geofisiche per i Corsi di Laurea in Scienze Geologiche e Beni Culturali dell’Università di Bari.

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