Marconi: un genio italiano

Riccardo Chiaberge presenta “Wireless”, Scienza, amori e avventure di Guglielmo Marconi

Marconi, esclusivo simbolo dell’intelligenza italiana, viene raccontato in un libro propostoci, ancora una volta dalla nostra collaboratrice Silvia Grima, alla quale ,la redazione dedica un affettuoso ringraziamento per l’assidua opera di intermediazione culturale che propone sulle pagine di Barletta News e della rubrica ” Voci dal Sottosuolo”.

Un ragazzo italiano che, alla fine dell’800 ha inventato il Terzo millennio”, Così, in sintesi, Riccardo Chiaberge, definisce Guglielmo Marconi nel suo libro “Wireless” dedicato proprio alla figura di questo straordinario personaggio. Il libro è stato presentato ieri presso la libreria Cialuna dal giornalista Rai, Costantino Foschini, affiancato da alcuni studenti del Liceo Scientifico di Barletta. Chiaberge, anche lui giornalista, per anni al Corriere della Sera, poi al Sole 24 ore, attualmente collaboratore dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, precisa subito che il libro, (“una biografia su Marconi che esce a distanza di 40 anni dall’ultima”) non è nato con l’intenzione di fare un’agiografia del personaggio che, invece, pur nella genialità, presenta lati oscuri come la tanto discussa adesione al fascismo.

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La sua intuizione, quella di trasmettere segnali elettromagnetici via etere, quindi senza fili, sostiene Chiaberge, rende Marconi un personaggio di grande attualità anche se il telegrafo senza fili per noi è un’immagine polverosa, ma che acquista modernità se pensiamo al significato che ha oggi nella vita di tutti noi che usiamo smartphone e WiFi”. Marconi è un autodidatta, per certi versi paragonabile ai ragazzi di Silicon Valley: “loro lavoravano nei garage, lui nella soffitta della casa paterna, dove sperimentava senza basi teoriche ma con idee chiare circa l’obiettivo che voleva raggiungere”.

E questi, secondo Chiaberge, rimangono gli insegnamenti più vivi e attuali di Marconi, il suo senso pratico che lo ha spinto a “buttarsi” nel momento in cui sapeva di avere una buona idea, la capacità di giocare con il fattore tempo, infine la disponibilità al lavoro, al sacrificio. “Anche il lato oscuro di Marconi, cioè le sue convinzioni in linea con il regime fascista, devono essere inquadrate in un contesto culturale e sociale in cui per molti fu naturale entusiasmarsi alle imprese di Mussolini”. Una “assoluzione” ancora più facile, conclude l’autore, “perché Marconi è un imprenditore, un uomo poco ideologico e molto pratico che davvero pensava di poter applicare le sue invenzioni per il bene dell’umanità”.

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