“Le politiche per la prevenzione del tumore alla mammella vanno potenziate. Bisognerebbe preoccuparsi di aggiornare le anagrafiche delle ASL, dal momento che ad oggi migliaia di lettere inviate per invitare le donne pugliesi ad effettuare gli screening mammografici  gratuiti previsti dal programma regionale tornano indietro perché l’indirizzo è sbagliato; così come vanno implementate le Breast Unit, dato che sono tante quelle annunciate, ma pochissime quelle che funzionano”. Lo dichiara il consigliere del M5S Mario Conca a margine del convegno sullo screening mammografico che si è tenuto nell’aula del Consiglio Regionale.

“Molte cittadine – continua Conca – che rientrano nella fascia d’età ritenuta a rischio non sanno della possibilità di effettuare questi screening e non hanno mai ricevuto alcuna comunicazione in merito perché hanno cambiato domicilio o residenza e le ASL non hanno aggiornato le loro schede o peggio ancora non le hanno proprio inviate. Un problema a cui va posto subito rimedio, per attuare una strategia efficace per la prevenzione. È grave che una donna scopra di avere un tumore infiltrante alla mammella, che magari avrebbe potuto essere diagnosticato per tempo se solo la lettera fosse arrivata all’indirizzo giusto. Così come è grave – prosegue – che il Dipartimento Salute dica alle alle associazioni di fare il passaparola per indicare i nove centri di riferimento pugliesi che rientrano nel piano Nazionale Esiti perché raggiungono i 150 interventi ogni anno per il tumore alla mammella. In Puglia – prosegue – abbiamo molti ospedali che ne fanno solo dieci l’anno, un numero troppo basso che non consente di avere la manualità richiesta per questo tipo di operazioni. Non si può lasciare l’informazione in questo campo alla discrezionalità delle associazioni, ma è  il Dipartimento che deve dare linee guida alle direzioni generali, a cui spetterà poi il compito d’indicare alle loro chirurgie di non accettare questo tipo di interventi pena la non corresponsione del drg. Altro tema su cui abbiamo sentito tanti spot da parte del Governo regionale, ma pochi atti concreti è quello delle Breast Unit, su cui siamo fermi agli annunci. Le associazioni di volontariato sono riuscite a sopperire in parte alle inadempienze del pubblico rendendo più umana la sanità  – conclude il consigliere cinquestelle – ma hanno limiti oggettivi e una mancanza di risorse che non consente loro una presa in carico totale”.  

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